Carnevali d’Italia

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L’Italia in una maschera. Viaggio tra i Carnevali del Bel Paese: ogni anno, da nord a sud, si celebra la festa, irriverente e coloratissima, che ha nella Settimana Grassa il suo momento clou. Un vorticoso intreccio di maschere, costumi, parate, tradizioni locali e carri allegorici.

tratto da IperSoap Magazine n. 2 febbraio 2018 p. 32, di Gabriele Noli

Da Ivrea a Putignano, da Fano a Sciacca, da Cento a Acireale, muta la forma del divertimento, non la sua sostanza. In queste città il Carnevale è una tradizione alimentata con fantasia, passione e quel senso di appartenenza che serve per coinvolgere anche le nuove generazioni. Ma quando si parla di questa manifestazione, le località italiane che maggiormente la identificano in tutto il mondo sono Venezia e Viareggio.
Da una parte, le maschere. Dall’altra, i carri allegorici. Tantissimi visitatori accorrono in Veneto ed in Toscana per godersi spettacoli unici nel loro genere. Imponenti costruzioni di cartapesta caratterizzano il Carnevale di Viareggio: sfilano sulla Passeggiata (il viale a mare) avvolte da ali di folla: un concentrato di allegria e spensieratezza. Sono cinque i corsi mascherati: il primo si è svolto il 27 gennaio, i prossimi saranno il 4, l’11, il 13 ed il 17 febbraio. Un evento che, in Versilia, si ripete da oltre cent’anni. Quasi centocinquanta. La prima edizione risale infatti al 1873: in quel caso non si trattava di carri allegorici bensì di carrozze addobbate a festa che percorrevano via Regia (il cuore storico cittadino). Fu un gruppo di benestanti giovani a partorire l’idea di una sfilata per il Martedì Grasso, messa poi in pratica, catturando da subito l’attenzione e la curiosità dei viareggini. Nel corso degli anni la popolarità del Corso Mascherato sarebbe progredita al pari delle dimensioni e la struttura delle costruzioni: le carrozze, infatti, sarebbero state sostituite da carri allegorici sempre più grandi, realizzati con svariati materiali (principalmente legno, juta e scagliola). Venivano modellati da scultori del posto e allestiti da fabbri e carpentieri che lavoravano nei cantieri della Darsena. All’inizio del Novecento le sfilate sarebbero state trasferite dalla via Regia alla Passeggiata a mare, uno stupendo scenario che avrebbe conferito ancor più lustro e rilevanza alla manifestazione.
Che avrebbe vissuto una svolta significativa nel periodo successivo alla Prima Guerra Mondiale: nel 1921 nacque la canzone ufficiale e le bande musicali comparvero sui carri allegorici, animati – due anni più tardi – dalla magia dei movimenti.
La vera rivoluzione, però, si verificò nel 1925: per iniziativa di Antonio D’Arliano ed altri costruttori, per la realizzazione delle costruzioni fu inventata la tecnica della carta a calco: più semplicemente, la cartapesta. Un altro anno chiave per il Carnevale di Viareggio fu il 1930, quello in cui il pittore e grafico futurista Uberto Bonetti ideò Burlamacco, la maschera simbolo (bianco e rosso, i colori). Nel 1954 l’evento fu trasmesso per la prima volta in diretta tv sulla neonata Rai: un’enorme ribalta mediatica divenuta nel tempo una consuetudine. All’alba del terzo millennio (2001) è stata inaugurata la Cittadella del Carnevale, un complesso architettonico con sedici hangar che circondano una immensa piazza a forma di ellisse.

E’ in questi laboratori che si costruiscono i giganteschi carri allegorici. Sono presenti inoltre due Musei: uno dedicato alla storia proprio delle costruzioni in cartapesta, l’altro al Carnevalotto, una collezione di opere d’arte di firme contemporanee ispirate proprio al Carnevale. Sono 9 i carri di Prima Categoria che sfilano sui viale a mare: alti più di 20 metri e larghi circa 12, questi colossi riescono a sbalordire il pubblico con effetti coreografici.

Spetta ad un’apposita giuria stilare una classifica di merito, decretando il vincitore. A rendere ancor più completi i cinque corsi mascherati ci sono anche 5 carri di Seconda Categoria, 9 mascherate di gruppo e altrettante isolate. Alcuni numeri fotografano alla perfezione la grandezza dell’evento: 600mila spettatori complessivi per ogni edizione (tra cui 27mila abbonati), un indotto annuale che supera i 26 milioni di euro, oltre 5mila figuranti sui carri. Da oltre mezzo secolo la satira politica ispira i maestri della cartapesta per la realizzazione delle loro opere. Nelle quali sono stati raffigurati personaggi di spicco della politica italiana (Craxi, Berlusconi e Renzi, giusto per citarne alcuni) ed internazionale (tra i più recenti, il premier russo Putin, la cancelliera tedesca Merkel e i presidenti americani Obama e Trump). Tra i “protagonisti” dell’edizione attuale, il dittatore nord coreano Kim Jong-un, la disabilità, la dipendenza da fumo, i vitalizi e la tortura umana. Quello di Viareggio, come ogni Carnevale d’Italia, presenta peculiarità che lo rendono inconfondibile. Certo, la festa di Rio de Janeiro (con le ballerine di samba) è la più rinomata in ogni angolo del pianeta, ma l’antichissima tradizione del Bel Paese non teme confronti.

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