Noemi

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La risata travolgente arriva prima che Noemi entri nella stanza. E’ sempre rossa, ma è più magra del solito, merito di una dieta ferrea fatta prima di Sanremo e soprattutto del matrimonio, in calendario, anche se la cantante non si sbilancia più di tanto.

 

tratto da IperSoap Magazine n. 3 marzo 2018 p. 80, di Santo Pirrotta

E’ più femmina, meno “maschiaccio” del solito, e proprio per questo il nuovo album l’ha voluto chiamare “La Luna”. Il sesto disco di inediti dell’artista romana: il titolo è ispirato a “Dillo alla luna” di Vasco Rossi: “Mi piace l’idea di poter parlare alla luna, sperando che porti fortuna. E poi anche perché la luna è un po’ diva, proprio come voglio vivere anch’io questo album. Mi piace l’immagine della luna perché è molto femminile, il tema delle donne è alla ribalta, hanno smesso finalmente di farsi la guerra”. Già le donne che finalmente fanno fronte comune. Soprattutto contro le molestie, su cui Noemi ha le idee ben chiare: “L’ultimo sforzo devono farlo le donne nell’ottenere una parità che si può avere solo non prestandosi a certe dinamiche. Non è solo colpa di chi ne approfitta, è colpa anche di chi si mette a disposizione. Ma forse se fossi stra ga girerei scosciata... chi può dirlo (ride, ndr). Una cosa è certa, non bisogna vergognarsi della propria sensualità... ma con dignità”. A Sanremo ha portato “Non smettere mai di cercarmi” in cui ha lanciato un grido: “Oggi siamo molto chiusi in noi stessi e invece questo grido di non smettere di cercarmi è rivolto a chi abbiamo conosciuto e con cui abbiamo condiviso delle cose. In qualche modo la vedo come una specie di spin-off di ‘Sono solo parole’ perché approfondisce il concetto. A volte perdiamo di vista le persone e cercare in tutto quello che viviamo e facciamo per ritrovarle sempre vicine. Mi sembra un tema universale e mi piace tanto, è una canzone semplice ma potente e spero che al pubblico arrivi tanto”.

 

All’Ariston il suo compito, come ha ammesso lei stessa, è stato quello portare sul palco l’immagine della donna forte in un Festival dove se ne sono viste poche (solo quattro le donne in gara, ndr): “Davvero poche”, conferma. Noemi però ci tiene a fare una bella distinzione tra cantanti ed interpreti: “Credo che il mondo delle interpreti sia importante, anche un po’ sottovalutato.

Ma è il motivo per cui alcune canzoni cantate da un artista escono fuori in un modo e cantate da un altro sono totalmente diverse. Interpretare un pezzo è dargli un’altra vita”. Ne “La Luna”, lavoro variegatissimo e lunatico, le collaborazioni sono tante con  rme importanti e diverse: tra gli autori che si sono messi a disposizione della sua voce Tommaso Paradiso, Tricarico, Giuseppe Anastasi: “Autori diversi, accomunati dalla sincerità con cui scrivono. Paradiso è molto ironico, Tricarico è molto poetico”. Così in questo disco così diverso da quelli che lo hanno preceduto, c’è una parte elettronica e un’altra blues e rock. “A fare da  l rouge è la mia voce”, sottolinea l’artista che ha collaborato ai testi:

“Da tempo scrivo per i fatti miei, è un bel traguardo”.

E c’è anche un omaggio a Lucio Dalla, con “Domani”.

“E’ tra miei autori e voci preferite nel panorama italiano - spiega - E dico è perché lui vivrà sempre nella musica che ha fatto. In questa canzone, che ha delle immagini pazzesche, parla di un rapporto che non c’è più ed è bel collegamento con la canzone di Sanremo. Sicuramente è un grosso regalo a me, ma spero che sia un omaggio a lui, perché è veramente grande”. una Noemi diversa, dunque, che si mette sempre in discussione: “Sento la necessità di cambiare e cercare stimoli nuovi.

Non voglio mai perdere la percezione del messaggio che voglio inviare. ‘Cambierò una opinione pur di avere una opinione’ canto nel pezzo ‘I miei rimedi’ e qualche volta l’ho fatto anche io, lo ammetto. E’ un modo di proclamare una indipendenza, ma non è detto che sia giusto. Ecco, è un errore che ho fatto, quando ero più piccola”. A proposito di quando era bambina, è stata felicissima di lavorare con Cristina D’avena all’ultimo album, duettando nella sigla del cartoon Lady Oscar: “L’ha scelto lei.

Ma per me ha un signi cato molto particolare: nel giorno del mio primo compleanno mia mamma mi ha vestita da Lady Oscar, perché sono nata il 25 gennaio. Allora più che Halloween festeggiavamo il Carnevale... Insomma, ce l’avevo nel sangue. La versione con Cristina mi piace molto, è divertente

e non vedo l’ora di cantarla dal vivo”. Lo farà sicuramente quando “La Luna” sarà live in due speciali appuntamenti il 27 maggio a Roma (Auditorium Parco della Musica) e il 29 maggio a Milano (Teatro degli Arcimboldi), che anticiperanno il tour estivo: “Non vedo l’ora. Ammettiamolo: tutto questo è una scusa per cantare dal vivo”. Ora che ha imparato anche a tenere a bada gli attacchi di panico, tema di cui parla nel brano “Porcellana”, ha solo una paura: “Dimenticarmi le parole, per fortuna però ormai c’è il gobbo”. Sarà facile invece pronunciare il fatidico “sì”, perché tra una tappa e l’altra magari ci scappano le nozze. Con Gabriele Greco, bassista al quale è legata da 9 anni, è stata infatti pizzicata a fare una “ispezione” accompagnata dal padre e dalla sorella Arianna nella basilica romana di San Lorenzo in Lucina: “Dai ragazzi, prima o poi è una emozione che va provata nella vita – ci confessa - credo che mi sposerò, per ora mi sto informando... (ride, ndr)”.

 

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