L’elogio della pigrizia!

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Alla corsa alla performance preferiamo quella "dolce pigrizia" che è tutt'altra cosa della fannullaggine

 

tratto da IperSoap Magazine n. 4 aprile 2018 p. 11, di Maurizio Bonugli

Questo è il mese del “dolce dormire”.

E non soltanto secondo la tradizione del famoso proverbio. Infatti anche la scienza conferma l’antica saggezza popolare. Con l’arrivo della primavera l’orologio interno del nostro organismo ha bisogno di almeno una settimana per resettarsi e abituarsi all’aumento della temperatura e delle ore di luce. “E il miglior modo per sincronizzare il meccanismo biologico con quello naturale è senza dubbio quello del riposo.

Per questo, chi prima chi poi, tutti gli italiani ad aprile devono fare i conti con sonnolenza e stanchezza” a spiegarlo è Gioacchino Mennuni, professore di Neurologia all’università Cattolica di Roma ed esperto di sonno.

 

 

Però che dire, in tempi dove tutto corre e appare frenetico, recuperare quella giusta lentezza che ti fa vivere con maggiore intensità ogni momento della giornata nel rapporto con gli altri e con quello che ci circonda è un imperativo che dobbiamo riconquistare e saper apprezzare. Alla corsa alla performance preferiamo quella “dolce pigrizia” che è tutt’altra cosa della fannullaggine.

Fermarsi un po’ e guardarsi intorno ci farà ascoltare suoni e rumori dimenticati, colori mai visti e sapori indimenticabili. E poi, nell’era di uno sviluppo tecnologico mai raggiunto prima, elogiare la pigrizia non è una contraddizione. Pigrizia e tecnologia vanno di pari passo. La tecnologia risponde ai bisogni diffusi, rendendo più comoda la vita – o almeno ci prova – e si mescola con la pigrizia nell’essere causa ed effetto l’una dell’altra.

I bisogni del pigro muovono la tecnologia, che a sua volta contribuisce ad impigrire.

Thomas Edison, uno dei più grandi inventori della storia, diceva che “il genio è 1% ispirazione e 99% traspirazione (cioè sudore)”, ma anche che “la pigrizia è la fantasiosa e intelligente madre di tante invenzioni”. E questa è la storia dell’umanità e del progresso. Tutte le invenzioni sono emanazione della pigrizia!

Il cavernicolo stanco di trasportare pesi insopportabili, un bel giorno inventò la ruota.

Dapprima un carro portato a mano, poi trainato da un cavallo e poi qualcun altro inventò il motore. Tutto per faticare di meno e vivere meglio.

E che dire, ad esempio, della scrittura che segnò il passaggio dalla preistoria alla storia?

Prima c’erano gli amanuensi che trascrivevano tutto a mano, poi arrivò un certo signor Gutemberg che inventò la stampa a caratteri mobili e poi -rimanendo nel campo della comunicazione, senza doversi muovere troppo ed accorciando le distanze, sono arrivati i giornali, il telefono, la radio, la televisione, internet e i social media che con un click sul mouse o un touch sullo smartphone ci hanno reso la vita più facile e tutto questo... perché pigrizia è bello!

Ce lo dice anche Sabrina Giarratana nel suo libro Filastrocche in valigia – Viaggi dell’andata e del ritorno:

Io vado lento, io vado piano

Chi corre sempre non va lontano Il mondo è pieno di cose lente Chi corre sempre poi non le sente Guarda che bello questo universo Se corri sempre te lo sei perso Senti che bella questa carezza Non ci sarebbe senza lentezza Rallenta un poco, rallenta ancora Cosa succede se perdi un’ora?

In conclusione, seppur all’insegna della slow-life non dobbiamo però abbandonarci ne sul divano ne all’on-line.

La vita è fuori, in mezzo al mondo ed alla gente, nelle strade e nelle piazze.

Passeggiando su un sentiero di montagna piuttosto che in riva al mare.

Quindi, pigri si ...ma non troppo!

 

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