Mamme 2.0

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La mamma è sempre la mamma, si sa. Quella italiana, poi, iperprotettiva e sempre disponibile, rappresenta uno degli stereotipi più riconoscibili dentro e fuori dal nostro paese.

 

tratto da IperSoap Magazine n. 5 maggio 2018 p. 30, di Lorenza Sebastiani

 

Una figura che negli ultimi decenni ha cambiato volto. Le mamme di oggi lavorano sempre di più, dividendosi tra figli e orari complicati. Si curano esteticamente e ci tengono a tenersi strette i propri spazi personali, per se stesse e per le amiche. Una conquista, un passo. Le mamme di oggi sono in piena rivoluzione. Si organizzano in gruppi Whatsapp per scambiarsi consigli e si confrontano su blog di settore come pianetamamma.it. Possono contare anche sul sostegno di forum online, in cui si scambiano opinioni su vari temi, dagli esami medici da affrontare in gravidanza, ai look adatti ad ogni occasione per mamma e bimbi, a come valorizzare e ottimizzare il tempo trascorso insieme ai più piccoli.

I tempi sono proprio cambiati. Il ruolo della mamma, nonostante la resistenza di forti tradizioni e preconcetti radicati nella mentalità comune, nel nostro paese è stato protagonista di costanti evoluzioni, anche e soprattutto per via dell’aumento costante dell’istruzione femminile. Questo nel corso dei decenni ha portato a trasformazioni radicali. Cambiamenti storici come le rivoluzioni anni 60- ’70 hanno contribuito, poi, a creare una graduale apertura in più.
Ma prendiamo qualche dato. La nostra società è in sostanziale cambiamento. Non solo per la riduzione della natalità, ma anche per l’emergere di nuove esigenze, derivanti da profondi mutamenti sociali, relazionali e del mondo del lavoro. Le mamme per esempio si trovano talvolta a crescere figli da sole. E devono farlo mentre continuano a lavorare, con ripercussioni significative sulla gestione economica e organizzativa della famiglia (dati Doxa Kids).

Secondo le statistiche (Eurostat), nel 1970 in Italia il numero medio di figli per donna era 2,42, intorno alle medie europee. Vent’anni dopo è sceso a 1,27, il livello più basso tra i paesi della Comunità Europea, per poi risalire negli ultimi anni (2012) a 1,42 (ISTAT 2014). Le donne lavoratrici qualche decennio fa, erano pochissime rispetto a quelle che si dedicavano interamente alla famiglia. Oggi invece tante si dividono tra famiglia e lavoro. Questo anche a causa del caro vita che impone a entrambi i componenti della coppia di contribuire al mantenimento del nucleo famigliare. La strada è ancora molto lunga, insomma. Ma tra ieri e oggi il ruolo della donna-mamma ha assunto sempre più importanza nella società attuale. E si nota una costante tensione della donna alla realizzazione professionale. Le mamme lavorano sempre di più, anche perché vedono nel lavoro un’occasione di approfondimento e appagamento personale.

Questo cosa significa? C’è uno scollamento sempre più evidente tra la figura della donna con quella della madre: si fanno sempre meno figli (aumentano le coppie sole o con un figlio solo) e aumentano le famiglie di diverso tipo (single, monoparentali, coppie di fatto, famiglie ricostituite, famiglie immigrate e famiglie di anziani).

Ma dal punto di vista psicologico, questo che ripercussioni ha avuto sulla figura della mamma?
Chiara Fattori, Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale dell’Età Evolutiva presso il centro KORU di Rimini. “Il ruolo materno è cambiato, anche tra le quattro mura di casa. Molte madri tendono a identificarsi sempre di più con le figlie, in una sorta di costante atteggiamento del tipo ‘Io divento tua amica, mi metto al tuo pari”. A volte lo esplicitano proprio verbalmente ‘Vorrei avere con mia figlia un rapporto da amica’. Così perdono autorità e non riescono a dar loro una regola. Mi capita di notare anche un modo di vestire delle madri molto simile a quello delle figlie, a cui spesso cercano di proporre un modello. La figlia può percepirlo in un’ottica di alternanza, un dualismo di ‘amore-odio’. Questo, occupandomi di disturbi alimentari, lo noto in modo lampante”. Dello stesso avviso Antonella Cagnoli, Psicoterapeuta Comparata dell’Età Evolutiva, “Le mamme di oggi sembrano iperprotettive verso i figli maschi e competitive con le femmine. Hanno difficoltà ad aiutare i figli a entrare nel mondo autonomamente e spesso si sostituiscono a loro. Così facendo non creano in loro
un senso di responsabilità. Non insegnano loro a gestire se stessi, né le dinamiche quotidiane, come può essere, per esempio, l’uso del proprio denaro. I genitori di oggi, figli degli anni Settanta, spesso non hanno interiorizzato la capacità di dare regole, hanno paura che con un polso troppo rigido, il figlio li “abbandoni”. Può darsi che quel periodo di anarchia e libertà abbia fatto loro introiettare uno spirito di evasione, che da una parte ha reso le persone più libere e curiose, dall’altro non ha creato nella loro mente confini precisi in tema di educazione”.
E le mamme?
“Oggi sono prese dal loro lavoro, in tante si sentono in colpa perché lavorano. Sono divise dalla difficoltà nel ritagliarsi tempo per sé e per il proprio mestiere. Anche per questo si confrontano su Whatsapp in questi gruppi, talvolta si fanno condizionare, finiscono per entrare in confusione e non sanno più cosa sia giusto per loro. Seguono modelli prestabiliti, perché hanno difficoltà a pensare da sole. Si curano molto, anche esteticamente.
Questo da una parte è positivo. Dall’altra può significare ‘cercare nella superficie quella sicurezza che non trovano nel profondo di sé’”.
Un’epoca di disorientamento, secondo la parole degli esperti, ma anche di grandi risorse. Come sarà la mamma dei prossimi decenni?

 

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