Giovanni Soldini

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ll mare è il suo habitat naturale. Ma non è un pesce con le branchie per respirare sott’acqua.
Più ‘semplicementè un navigatore che in mezzo alla sterminata distesa d’acqua, solo o in compagnia, al timone di una barca a vela, scrive pagine di storia. Storia umana e storia di mare.

 

tratto da IperSoap Magazine n. 6 giugno 2018 p. 69, a cura di Giovanni Lorenzini

 

Storie che anno dopo anno sono diventate sempre più numerose così da trasformare il nome e il suo volto in qualcosa di leggendario, come lo erano i volti e i nomi dei navigatori che secoli fa andavano alla scoperta del mondo al di là delle colonne d’Ercole. Altri tempi. Ma il desiderio di conoscenza e di confrontarsi con il mare è lo stesso per Giovanni Soldini, ormai diventato un’icona del made in Italy in tutto il mondo, l’ambasciatore del mare e della vela, colui che a colpi di record continua a regalare orgoglio al Paese. Non solo orgoglio visto che ogni volta che arriva al traguardo delle sue traversate - l’ultima, a tempo di record, sulla storica rotta del Té, da Hong Kong a Londra - in maniera istantanea la sua immagine penetra nei canali televisivi di tutto il mondo, per non parlare di quel che accade sul web e sui nuovi compagni quotidiani di avventura, quali sono i social network.

Un fenomeno, Giovanni Soldini, patrimonio dell’umanità e del nostro Paese: un personaggio che rimane fedele al suo chiché di uomo di mare, che rispetta il mare, ma che non può fare a meno di imbarcarsi volta volta per tentare un’impresa, solo o in compagnia. ‘Quando non sono stato da solo - ha ricordato - ho sempre avuto al mio fianco compagni di avventura straordinari che hanno dato il massimo. I record che sono anche di loro’. È grande anche in questo Giovanni Soldini. La grandezza del leader che si circonda di compagni di valore, umano e professionale. Ed è proprio quel che accaduto con il trimarano Maserati nella ‘Rotta del Té’, tredicimila miglia marine senza scalo, dalla lontanissima Hong Kong fino al Tamigi di Londra, sul quale c’erano altri quattro marinai di grande esperienza che hanno messo, ognuno per la sua parte, sulla straordinaria impresa scolpita nella storia del mare e della vela mondiale. Eppure Giovanni Soldini avrebbe potuto avere una vita più tranquilla che non quella di girare il mondo in barca a vela - barche sia chiaro super-accessoriate dal punto di vista tecnologico - andando a caccia di nuove rotte o di primati da battere. ‘Il richiamo del mare mi accompagna da quando sono ragazzo’ ha ripetuto più volte. E così, all’industria (nel settore tessile) di famiglia, ha preferito l’avventura a vela in mare. E un passo alla volta ha costruito la sua straordinaria carriera in tutto il mondo, in quegli sterminati oceani dove le barche a vela si trovano spesso a dovere fare i conti anche con situazioni meteomarine che incutono timore. ‘Mai farsi prendere dal panico’ consigliano i vecchi lupi di mare. Un consiglio che Giovanni Soldini ha fatto proprio arricchendolo con il mestiere e con strategie che si sono sempre rivelate vincenti. Giorni e giorni in mare, con la dolce ‘pressionè del risultato da ottenere, una molla in più per dare il meglio, ma al tempo stesso la responsabilità di non correre rischi estremi, per sé e per gli altri compagni di avventura. Settimane di navigazione, centellinando non solo gli sforzi - nell’ultima traversata record, Soldini ha raccontato di essere dimagrito sei chili - ma anche le provviste a bordo; giorni in cui non incroci nessuno in mare aperto, solo uccelli oppure... rifiuti ingombranti che possono anche rivelarsi un pericoloso ostacolo per la navigazione. Ogni volta, la solita storia. Ma l’importante è arrivare in fondo. Con o senza il record. Meglio con. Ed è successo spesso, perché il nome di Giovanni Soldini è sinonimo di qualità e di vittorie. Così ogni volta che giunge al traguardo di una traversata, il sorriso sulle sue labbra prende sempre il sopravvento sulla fatica che si porta addosso per i giorni e giorni trascorsi in mare aperto, spesso in condizioni meteo non ideali. ‘Il mare è vita’ ripete. Il mare è la sua vita, il suo habitat, dove la passione prende il sopravvento sui rischi quotidiani a cui può andare incontro. Il mare è una continua palestra. E Giovanni Soldini sa come affrontare i test e domare tutti gli ‘attrezzi’: l’esperienza e i geni marini presenti nel suo patrimonio genetico fanno il resto. Non c’è stata impresa o traversata - il suo biglietto da visita è ridondante di record ma anche di momenti epici come quando salvò la navigatrice francese Isabella Autissier - che non gli abbia regalato qualcosa o permesso di scoprire uno dei tanti aspetti che il mare custodisce gelosamente e poi ‘rovescia’ addosso a chi solca le onde con una petroliera o con una barca a vela. ‘Ma il mare è la mia vita’ continua a ribadire Giovanni Soldini, esorcizzando timori e anche piccole paure, sicuro di essere a suo agio in quel pezzo di mondo dove riesce ad esprimere meglio di se stesso, materializzando i sogni di un ragazzino stregato dai libri che raccontavano le gesta dei grandi navigatori del passato. C’è chi ha ipotizzato - scherzando - che il navigatore italiano sia una reincarnazione dei grandi conquistatori del mare del passato, da Cristoforo Colombo a Amerigo Vespucci. Chissà. Di sicuro c’è che come i grandi navigatori non ha alcuna intenzione di fermarsi all’ultimo record firmato con la ‘Rotta del Té’. Altre sfide lo attendono e lo motivano sempre più. Di fermarsi non ha ancora voglia. Il richiamo del mare è ancora forte. Anzi fortissimo. E quando il mare chiama, impossibile risponde ‘no’. Dunque, avanti un’altra impresa. La prossima avventura sarà ancora più bella. Come sempre. A caccia di un record? O semplicemente per passione? Un po’ dell’uno e un po’ dell’altro: Giovanni Soldini non si ferma. Il Paese e gli appassionati di vela e di mare ringraziano perché Soldini è un brand che va bene e fa bene all’economia del settore.

 

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