Parto…in casa, una scelta possibile

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Sempre più coppie scelgono di dare alla luce il proprio bambino tra le mura domestiche: un tuffo nel passato, a detta di molti; una cosa serissima e molto profonda, testimoniano invece molti genitori e le ostetriche che lavorano in questo ambito. Ecco cosa ci ha raccontato Elena Cecchetto, ostetrica esperta dio parti in casa

 

tratto da IperSoap Magazine n. 6 giugno 2018 p. 26, a cura di Giulia Landini

Moda? Risveglio di coscienza? Fenomeno passeggero? Un tuffo nel passato?
Come dice un proverbio, ‘Chi vivrà, vedrà’, ma fatto sta che il fenomeno del parto in casa sembra stia prendendo piede sempre di più.

Se ancora non vi è capitato di imbattervi nelle ultime gravidanze vip, allora fermatevi un secondo: Chiara Ferragni e Fedez sono recentemente diventati genitori, Leone Lucia Ferragni nasce a Los Angeles in una clinica privata, ma Chiara e Fedez hanno scelto di essere seguiti a domicilio da un’ostetrica e la neomamma ha anche ‘arruolato’ una Doula per il post parto, ossia una figura di sostegno alla mamma, una donna a disposizione come punto di sostegno sia materiale che relazionale.
Anche Kate Middleton, in attesa del terzo Royal Baby, con molta probabilità sceglierà il parto in casa per accogliere il suo terzo bambino.
L’ospedale non va più di moda?
Certo che sì, o meglio la maggior parte delle coppie sceglie ancora l’ospedale per dare alla luce il proprio figlio, ma vi sono sempre più coppie che, in controtendenza, partoriscono in casa.
I numeri sono interessanti, come lo sono le motivazioni che vi sono alla base: molti futuri genitori preferiscono questa via per dare al proprio bambino una nascita non medicalizzata, lontana dai protocolli di riferimento in ospedale; scelgono questa via per non inquinare la relazione col proprio bambino, che in ospedale viene in contatto con altre persone (medici, ostetriche, puericultrici); altri partoriscono in casa per avere intimità, per poter esprimersi completamente in un momento così importante per la coppia.
Insomma i motivi sono molteplici.
E noi abbiamo voluto capirne di più, chiedendo direttamente a chi il parto in casa lo ha fatto diventare la sua professione.

Elena Cecchetto, ostetrica laureata col massimo dei voti, cofondatrice dell’Associazione Nazionale Culturale Ostetriche Parto a Domicilio e Casa Maternità, risponde alle nostre domande e ci dona una interessante panoramica in merito all’argomento.

Elena quali sono i numeri del parto in casa oggi? Non c’è un vero e proprio censimento dei parti a domicilio, perchè alcuni parti non sono registrati dal coordinamento parti in casa (www.nascereacasa.com) di cui faccio parte. Ma volendo dare un numero, abbiamo dai 1500 ai 2000 parti all’anno in aumento in Italia. Credo proprio siano sottostimati.

Perché una coppia sceglie il parto in casa? Le ragioni possono essere molto diverse. C’è chi desidera un parto intimo e rispettoso della nascita: molte coppie desiderano che il parto sia rispettato nella sua naturalità; oppure può essere scelto per un credo personale, perchè la coppia ritiene il parto come un atto sacro e personale, la donna può esprimersi appieno, sentire la potenza del partorire, viverlo attivamente. Chi lo cerca col secondo figlio dopo un’esperienza traumatica col primo figlio in ospedale. Un motivo è che le donne possono scegliere la propria ostetrica, con la quale creano una relazione molto intima.

Che differenza c’è tra parto in casa e in ospedale? Il parto in ospedale non sarà mai naturale al 100%, per i protocolli che vengono tassativamente rispettati. A casa, invece, la coppia è libera dai protocolli: puoi gustare quel momento al 100%, la donna assume le posizioni che vuole, può partorire in acqua più facilmente, posticipare o non fare il taglio del cordone ombelicale. Si possono trovare compromessi in ospedale, ma mai completamente come nel caso del parto a casa: ultimamente si sta tra l’altro assistendo alla costruzione di ospedali sempre più grandi e alla chiusura di piccole realtà (uno degli ultimi casi, la chiusura della struttura di Vipiteno, ndr); questo causa la spersonalizzazione dell’evento del parto, poichè è difficile seguire ogni donna personalmente e interessarsi di ciò di cui ha realmente bisogno. Le donne vengono lasciate da sole nelle loro stanza, sono meno seguite e guidate: a casa ciò non avviene, le ostetriche seguono solo te e fanno tutto ciò di cui tu hai bisogno. A casa puoi scegliere la tua ostetrica, in ospedale questo non è possibile.

Come viene seguita la mamma che vuole partorire a casa? Viene seguita prima del parto: la mamma deve fare un percorso almeno dalla 30esima settimana (ma anche prima!) di gravidanza, prevediamo visite, check up completo, tutte le condizioni devono essere buone per poter partorire a casa. Non devono esserci fattori di rischio; facciamo la preparazione di coppia al parto per dare alla mamma tutte le informazioni, ma soprattutto aiutare la mamma a trovare la consapevolezza e la forza che può partorire a casa senza difficoltà. È un percorso che lavora emotivamente e anche fisicamente. Durante il parto: la coppia è seguita da due ostetriche per mantenere una prestazione in tutta sicurezza; esse stanno con la madre fino a 3, 4 ore dopo il parto per controllare che tutto si sia svolto nella naturale fisiologia. L’ostetrica è colei che sorveglia, vigila e protegge la madre e il bambino, la guida se è necessario; le visite durante il travaglio e parto sono poche, abbiamo alle spalle una preparazione medica, e interveniamo dove necessario. Il dopo parto: l’ostetrica segue la mamma fino a 2 settimane dopo il parto con visite anche giornaliere, per controllare che tutto si stia svolgendo nel modo più corretto, sia fisico (utero, pavimento pelvico, perineo, buon avvio all’allattamento, ittero del neonato, perdita di peso, aumento di peso del bambino...), che emotivo per stare vicine alla mamma. Il contratto con la mamma prevede 40 giorni dopo il parto: in realtà noi ostetriche, per la mamma, ci siamo sempre, anche dopo i 40 giorni.

Perché preferire il parto in casa? Perché si può vivere l’esperienza del parto nel modo più naturale, spontaneo, rispettato possibile. La donna può vivere attivamente il parto e può uscirne trasformata anche come donna, può contattare quella grande forza dentro di sè, può sentire che lei può. Inoltre si favorisce il bonding immediato tra mamma, papà e bambino, senza alcuna interferenza esterna. Vorrei mettere l’accento anche sull’importanza che ha per il padre, che non viene allontanato dalla moglie, che vive lui stesso il momento del parto e ne diviene coinvolto al 100%: questo mette le basi per la creazione della triade, mamma, papà, bambino, nessuno è escluso. I papà sono così messi nella condizione di esprimere le proprie emozioni. Spesso le tempistiche del parto in casa sono ridotte poichè agevolando la naturalità del parto, la donna segue se stessa maggiormente e non ci sono invasioni che bloccano la fisiologia dell’evento.

Il parto in casa è pericoloso? Oggi il parto in casa non è più pericoloso, perchè noi ostetriche abbiamo dei mezzi e dei parametri che seguiamo scrupolosamente: non tutte le donne, infatti, possono partorire in casa, ma solo coloro che hanno gravidanza fisiologica e senza patologia. Le ostetriche, che lavorano sempre in coppia, devono essere formate e competenti per il parto a domicilio, non medicalizzando il parto è davvero difficile che qualcosa succeda! Noi ostetriche siamo fornite di tutte le competenze e il materiale necessario per far fronte a eventuali problematiche che si potrebbero presentare a domicilio. Inoltre, la casa della partoriente non deve essere a più di mezz’ora dall’ospedale più vicino. Su nascereacasa.it ci sono le linee guide che osserviamo per ogni coppia che si rivolge a noi. Gli studi dimostrano che la sicurezza è la medesima in casa o in ospedale, se appunto andiamo a rispettare i criteri di cui parlavo sopra.

 

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