Parliamo di… macchie cutanee

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In autunno quando le vacanze sono ormai un ricordo negli ambulatori medici aumentano le richieste di intervento per rimediare a un inestetismo tipico del dopo estate: le macchie

 

tratto da IperSoap Magazine n. 9 settembre 2018 p. 40, a cura di Dr. Mario Pucci

È noto ai più che la formazione delle macchie solari è dovuta a un eccessivo accumulo di melanina.

Tale meccanismo fa parte del sistema di auto difesa della pelle: la melanina è infatti un potente filtro solare oltre a essere ciò che ci permette di abbronzarci. Quando però tale processo non avviene uniformemente su tutta la superficie del corpo esposta al sole, ma in maniera più intensa in alcuni punti, si verifica la comparsa di antiestetiche macchie scure.

Sebbene il medico possa in molti casi venire incontro alle richieste del paziente non in tutti casi la soluzione è così scontata. Da tempo sappiamo che tra le cause più comuni (oltre alla già citata causa principale dell'esposizione ai raggi UV solari e artificiali) ci sono fattori di tipo ormonale, l’assunzione di farmaci con azione fototossica o fotosensibilizzante, l’uso di profumi e la produzione di radicali liberi che aumentano progressivamente con l'età (cronoaging).

I trattamenti per la cura dell'iperpigmentazione cutanea attualmente disponibili sono molteplici: riduzione attraverso peeling chimici, uso di laser, luce pulsata, radiofrequenza.

L'esperienza ci insegna che il successo terapeutico nella cura delle ipercromie è condizionato non solo dalle cause che le hanno prodotte, ma anche dalla profondità degli strati cutanei interessati che incidono sulle scelte dell'uno o dell'altro trattamento da adottare. Tuttavia spesso i trattamenti ablativi necessitano di tempi di recupero piuttosto lunghi e che pertanto necessitano di una costanza nel paziente che è difficile da ottenere.

Per questo motivo prima di decidere il trattamento da adottare è bene considerare la profondità dell'accumulo di pigmento. Fra tutti i trattamenti spicca quello di radiofrequenza: una metodica che coniuga efficacia e delicatezza.

Questo trattamento riesce a raggiungere gli strati dermici più profondi, agisce sul pigmento e contemporaneamente dona tono e luminosità cutanea.

Il risultato finale si ottiene associando al trattamento ambulatoriale, che a discrezione del medico sarà ripetuto a distanza di 3/4 settimane, all’applicazione domiciliare di una crema depigmentante da applicare due volte al giorno per circa 6/8 settimane. Grazie a questa metodica si riesce facilmente a risolvere il problema delle classiche macchie ipercromiche epidermiche da photo-aging (lentigo solari su viso e mani, ipercromie di aree fotoesposte, come il decolletè, ecc.).

Riteniamo che il protocollo ci permetta di proporre ai pazienti una nuova soluzione valida di cura a integrazione delle terapie del “problema macchia”, spesso mal accettato da chi ne è affetto. Superfluo dire che in tutti i casi sarà il medico a valutare il tipo di trattamento da adottare e che per il successo terapeutico è fondamentale la fotoprotezione continua.

Ciò significa proteggersi sempre perché oltre che provenire dalla luce solare diretta del sole, le radiazioni UV possono essere anche di tipo indiretto venendo riflesse da vari elementi dell’ambiente come neve, acqua, sabbia ed erba.

 

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