Millennials

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Fanno meno sesso dei loro genitori, ma in camera da letto sperimentano di più

tratto da IperSoap Magazine n. 1 gennaio 2019 p. 34, a cura di Lara Venè

L’ultima, in ordine di tempo, è il rapporto dell’Eurispes “Sesso, erotismo e sentimenti: i giovani fuori dagli schemi”, condotta su un campione di circa 1000 giovani italiani tra i 18 e i 30 anni. I dati raccolti dall’Istituto di studi politici, economici e sociali ci dicono che la generazione Y fa meno sesso rispetto a quanto ne facessero i loro coetanei vent’anni fa, ne fa di più in chat e meno in coppia, fa maggior uso di pornografia e tradisce di più: sette ragazzi su dieci usano materiale porno, quasi uno su due (54,8%) vorrebbe praticare il bdsm, pratica sessuale che prevede bondage, dominazione, sottomissione, sadismo e masochismo e il 44% dei giovani sposi tradisce la dolce metà.
Meno sesso tra i millennials.
Secondo l’indagine Eurispes la generazione dei 18-30enni dichiara di fare meno sesso rispetto a quanto ne facessero i loro coetanei vent’anni fa. E questo, come confermano varie statistiche apparse su giornali inglesi e americani, non è un dato solo italiano. Analizzando il sondaggio statunitense General Social Survey, i ricercatori hanno scoperto che i giovani nati negli anni Novanta hanno meno probabilità rispetto al passato di aver avuto rapporti sessuali al compimento dei 18 anni. Perfino rispetto ai fratelli maggiori nati negli anni Ottanta, anche loro inclusi nella medesima etichetta di Generazione Y.
Perché i millenials fanno poco sesso?
Non ci sarebbe un motivo preciso e una spiegazione univoca anche se sessuologi e psicologi in maggioranza ritengono che il problema non sia tanto il il sesso quanto invece la sessualità e cioè quell’insieme di fattori culturali, sociali e psicologici che determinano il comportamento sessuale del genere umano. E questo ha molto a che fare quindi con il modo di comunicare dei millennials, il loro stare in società: la chat in luogo della telefonata, l’emoticon al posto del classico e sempreterno “ti amo”. Sarebbe questa nuova forma di relazione ad incidere nel benessere sessuale e la voglia di sperimentarlo. Più tradimenti e più disinvoltura tra le lenzuola. Tra i giovani sposati il 44% dichiara di fare sesso fuori dal vincolo matrimoniale (il 24% una volta o raramente, il 14% qualche volta, il 6% spesso). Si scopre poi che sono molto diffuse le relazioni ‘friendship whith benefit’, le amicizie di letto: il 55,1% ne ha instaurata almeno una. I più propensi a questo tipo di rapporto sono i giovani del Centro Italia: quasi 4 su 10 (il 39,4%) ne hanno avute tra due e cinque, a cui si aggiunge il 17,6% di quanti ne hanno instaurate più di cinque, per un totale del 57% degli intervistati che ha avviato nella vita più di due amicizie di letto. Non piace molto invece la modalità coppia aperta: solo il 20,7% trova soddisfacente un rapporto di coppia che prevede attività sessuali al di fuori della relazione a due. Altro fenomeno che emerge dall’indagine è il sexting, ovvero lo scambio di foto hot o materiale sessualmente esplicito sul cellulare o sul computer. Quasi sei giovani su dieci hanno praticato il sexting almeno una volta nella vita. Benché il 41,4% dichiari di non averlo mai fatto, il 36,2% lo ha praticato qualche volta, il 12% spesso e il 10,4% una sola volta. A dedicarsi più spesso al sexting sono i ragazzi del Nord-Est che, in generale tra i millenials, risultano essere i più spregiudicati tra le lenzuola. Infine, oltre 7 su 10 utilizzano materiale pornografico e il 54,8% é incuriosito o vorrebbe praticare il BDSM (bondage, dominazione, sottomissione, sadismo e masochismo). Secondo i dati raccolti dall’Eurispes i più tradizionalisti riguardo alle questioni di sesso vivono nelle regioni del Sud: oltre otto su dieci dichiarano di non aver mai praticato il bdsm. Invece i giovani che osano di più vivono nel Nord-Est.

Sesso sicuro?
Sul capitolo contraccezione si scopre che circa un ragazzo su dieci non usa mai i contraccettivi e che le donne sono più sensibili a questo argomento rispetto agli uomini, affermando di ricorrervi sempre nel 45,5% dei casi. L’uso della contraccezione è maggiormente diffuso al Nord-Ovest (il 52,4% dice farne uso sempre), mentre al Sud e al Centro si riscontrano le percentuali più elevate di chi non la utilizza mai (rispettivamente 13,3% e 12,7%). Per quanto riguarda gli orientamenti sessuali, i bisessuali li usano sempre nel 46% dei casi, seguiti dagli eterosessuali (40,9%)mentre quelli che fanno sesso più a rischio (senza utilizzare preservativi) sono le persone omosessuali (il 26,5 %) non li utilizza mai. Percentuali basse se si considerano tutte le malattie che si possono trasmettere per via sessuale a partire dall’Hiv.
Dove si informa la generazione Y
Internet e i nuovi media: i millennials si informano così. E non poteva essere diversamente per i nativi digitali. Ma i risultati non sono soddisfacenti a giudicare dai risultati dallo studio “Millennials e vaccinati? Cosa sanno i nativi digitali dei rischi della sessualità” realizzato dal CENSIS e pubblicato nel febbraio 2017. Su un campione di 1000 giovani tra i 12 e i 24 anni residenti nel territorio italiano, il Censis ha analizzato il loro grado di informazione e propensione alla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, e in particolare del Papillomavirus. I dati indicano che quasi tre ragazzi su dieci non temono le infezioni sessuali e che che la maggior parte dei giovani le assimila all’Aids. Molta confusione c’è anche tra contraccezione e prevenzione: ben il 17,6% dei giovani colloca erroneamente la pillola tra gli strumenti di prevenzione piuttosto che di contraccezione.

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