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Claudio Baglioni

Claudio Baglioni

tratto da IperSoap Magazine n. 2 febbraio  2019 p. 37, a cura di Cloe D. Betti

Eppure l’instancabile Claudio Baglioni, che a 67 anni sfodera ancora un “fisico bestiale”, non ha voluto mancare il suo appuntamento con il pubblico, che a ogni tappa ha affollato i palazzetti e che ora aspetta di vedere che secondo Sanremo tirerà fuori dal suo cilindro.«Quando incontro i miei fan mi dicono che sono cresciuti con le mie canzoni, e io rispondo sempre che gli poteva andargli meglio, ma anche peggio – ha scherzato l’artista – Penso che vogliano dire che sono stato la colonna sonora della loro vita». Nel suo tour che ripartirà subito dopo il festival la scaletta dei brani è scandita cronologicamente: da Questo piccolo grande amore fino a Con voi e nel mezzo una corsa sulle note di Porta Portese, Amore Bello, E tu, Strada Facendo, Avrai, La vita è adesso, Mille giorni di te e di me, Cuore di aliante. Un viaggio senza al nuovo album – confessa il cantautore – Ma poi ho accettato di fare il Festival di Sanremo e mi sono dovuto fermare». Quest’anno è tornato a Sanremo, sul “luogo del delitto”, dopo il successo della sua prima edizione. Poteva fermarsi lì, senza correre rischi. E invece ha preferito replicare. «Siamo tutti molto soddisfatti di come sia andata l’anno scorso – ha confessato – So che certe smanie esistono, sono consapevole che ci si aspetta un cambiamento». Finito il festival l’allora direttore di Raiuno, Angelo Teodoli, si presentò con un mazzo di fiori per convincere Baglioni a tornare. «Quando mi chiesero di rifarlo ho pensato che forse sarebbe stato meno difficile della prima volta, ma poi ho realizzato che mi sbagliavo – confessa – Quindi ho accettato con un’altra motivazione: far passare l’idea che il successo non è stato solo una botta di fortuna, ma che si può fare ancora altro».Nel cast di questa seconda edizione ha portato tanti generi musicali diversi. Dal rap di Achille Lauro alla melodia di Francesco Renga, passando per la tradizione di Patty Pravo, l’estro di Loredana Bertè, l’innovazione dei Boomdabash, senza dimenticare le “vecchie glorie” che al festival hanno già trionfato come Simone Cristicchi, Daniele Silvestri, Il Volo. E poi novità come gli Ex Otago, Shade e Federica Carta, Enrico Nigiotti, Irama. Tanti generi per accontentare i diversi gusti musicali di un pubblico che si spera sia numeroso quanto o più di quello dello scorso anno. «Fare il direttore artistico mi ha insegnato a immergermi nel grande panorama della musica e della canzone – confessa – Quando si diventa veterani ci si ritira dall’idea sosta nei cinquanta anni di una carriera cominciata con “Signora Lia”. «Volevo arrivare anche oltre – ha scherzato Baglioni – Ma poi ho avuto pietà degli spettatori.  Per la prima volta nella mia vita ho pensato a una scaletta cronologica, volevo fare un concerto tratto da una storia vera e ho cercato di fissarlo in trentacinque brani, scelti tra i quattrocento che ho scritto in carriera». Una scelta faticosa. «Qualche dolorosa assenza tra le canzoni c’è, ma ce ne faremo una ragione, d’altronde dopo tre ore, anche il cantante puzza». Nonostante la quantità di brani, l’artista avrebbe voluto comporre ancora, ma poi si è messo di mezzo il festival di Sanremo. «Stavo lavorando dell’ascolto generale, non si è più a passo con i tempi, ma doverlo fare è stato illuminante». Molti brani in gara raccontano la contemporaneità dell’essere genitori, altri sono il classico inno all’amore, altri ancora hanno il gusto della provocazione. «Molte canzoni dei Big sono dedicate all’essere figli, padri o nonni – ha spiegato Baglioni – C’è l’esigenza comune di rivolgersi al proprio passato e al proprio futuro, forse perché c’è vaghezza del presente. Ci sono proposte molto sofisticate, come quelle degli Ex Otago e Negrita, una nuova Arisa molto curiosa e eccentrica e alcune canzoni d’amore che sono le tradizionali serenate, ma con un linguaggio attuale. Chi dice che questo cast è una scelta coraggiosa ha ragione, il pericolo è il nostro mestiere». Ma il Festival non è fatto solo di canzoni. «Il Festival è composto dalla gara, ma anche da artisti che vengono ospiti per una sola sera, che, essendo un po’ più titolati, amano meno soffriggersi nella competizione – continua Baglioni – È davvero la celebrazione della munisca italiana, con un profondo senso di show e di festa generale».

250.000 spettatori in 31 show BILANCIO TRIONFALE PER LA PRIMA PARTE DI “AL CENTRO”
Il tour ripartirà il 16 marzo dal Modigliani Forum di Livorno

Dopo aver conquistato l’ARENA DI VERONA con i 3 rivoluzionari show di settembre,nei quali l’anfiteatro ha ospitato, per la prima volta nella sua storia, tre concerti con il palco al centro e tutti i posti numerati, CLAUDIO BAGLIONI ha realizzato altre 28 date nelle principali arene indoor d’Italia in sole 5 settimane, dal 16 ottobre al 24 novembre,coinvolgendo così oltre 250.000 spettatori per un totale di 31 show!

Grazie al palco al centro, il pubblico – disposto a 360 gradi – ha potuto rivivere, insieme all’artista, mezzo secolo di grande musica, attraverso una scaletta mozzafiato, con – per la prima volta – tutti i più grandi successi di Baglioni in ordine cronologico.
Il tour “AL CENTRO” – prodotto e organizzato da F&P Group – riprenderà a marzo 2019 con la seconda parte:

16 marzo al Modigliani Forum di LIVORNO;
19 e 20 marzo al Pala Decò di CASERTA;
22 e 23 marzo al Pal’Art Hotel di ACIREALE (CT);
26 marzo al Palasport di REGGIO CALABRIA;
29 e 30 marzo al Palazzo dello Sport di ROMA;
2 aprile a Pala Rubini Alma Arena di TRIESTE;
5 aprile al Forest National di BRUXELLES
(inizio show ore 20.00 – info: www.gracialive.be);
7 aprile al Hallenstadion di ZURIGO
(inizio show ore 19.00 – info: www.abc-production.ch);
9 e 10 aprile a RDS Stadium di GENOVA;
12 aprile al Mediolanum Forum di MILANO;
15 aprile al Pala Verde di TREVISO;
18 aprile all’Adriatic Arena di PESARO;
24 aprile al Nelson Mandela Forum di FIRENZE.
I biglietti per la seconda parte del tour sono disponibili in prevendita su
TicketOne.it e nei punti vendita e nelle prevendite abituali
(per info www.fepgroup.it).