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San Valentino

San Valentino

Per alcuni è l’occasione di rafforzare la promessa d’amore, per altri l’occasione giusta per giurarsi amore eterno, qualcuno per dichiararsi o magari per farsi perdonare.  Il 14 Febbraio è l’occasione per dirsi ti amo con una rosa, un semplice cioccolatino o una cenetta a lume di candela.

 

tratto da IperSoap Magazine n. 2 febbraio  2019 p. 32, a cura di  Anna Greco

Ma perché proprio il 14 Febbraio? E dove nasce la ricorrenza di San Valentino?
La festa nasce addirittura in epoca romana ed ha origini pagane. I romani, fin dal IV secolo A. C., con un rito annuale, rendevano omaggio al dio Lupercus. I nomi delle donne e degli uomini che adoravano questo Dio venivano messi in un’urna e opportunamente mescolati. Poi un bambino sceglieva a caso alcune coppie che per un intero anno avrebbero vissuto in intimità affinché il rito della fertilità fosse concluso. L’anno successivo sarebbe poi ricominciato nuovamente con
altre coppie. Alla fine del 400d.C la Chiesa cattolica, probabilmente con l’obiettivo di cristianizzare la festività romana, sostituì il rito pagano dei lupercalia con una festività religiosa. Fu papa Gelasio I nel 496 ad istituirla “sostituendo” il dio Lupercus con un santo e martire cristiano, Valentino da Terni, considerato il fondatore della comunità cristiana di Terni di
cui fu il primo vescovo. A causa della sua fede, fu perseguitato sotto l’imperatore Aureliano e decapitato a Roma il 14 febbraio intorno al 273. Il suo corpo fu portato a Terni e seppellito lì. Alla sua diffusione, soprattutto in Francia e in Inghilterra, contribuirono i benedettini, affidatari della basilica di San Valentino a Terni dalla fine della seconda metà del VII secolo, attraverso i loro numerosi monasteri.

 

Le leggende di San Valentino patrono degli innamorati
Una leggenda narra che il santo avrebbe donato a una fanciulla povera una somma di denaro necessaria come dote per il suo matrimonio che altrimenti non si sarebbe potuto celebrare. La giovane, priva di altro sostegno, sarebbe stata certamente esposta al rischio della perdizione. Il dono, finalizzato all’amore, avrebbe quindi dato origine alla tradizione di considerare il santo vescovo Valentino come il protettore degli innamorati. Tuttavia sono molte e diverse le leggende legate alla nascita della festa degli innamorati. Pare anche che San Valentino amasse le rose e fosse solito donarle alle giovani coppie di fidanzati per augurare loro un’unione felice. Secondo questa tradizione, un giorno Valentino udì una coppia che litigava, diede loro una rosa e parlò con loro per aiutarli a rappacificarsi. Essendoci riuscito, la gente cominciò a chiedere la sua benedizione per le nuove famiglie. E Valentino stabilì per questa benedizione il giorno 14 di ogni mese. È rimasto il 14 di febbraio, il giorno della sua morte. Ogni anno, nella chiesa dedicata a San Valentino a Terni, prima di sposarsi centinaia di coppie di fidanzati si riuniscono per la Festa della Promessa, e si promettono amore reciproco. Una delle tesi più note è che l’interpretazione di San Valentino come festa degli innamorati si debba ricondurre al circolo di Geoffrey Chaucer, che nel suo poema “Il Parlamento degli Uccelli” associa la ricorrenza al fidanzamento di Riccardo II d’Inghilterra con Anna di Boemia. Tuttavia, studiosi come Henry Kelly e altri hanno messo in dubbio questa interpretazione. In particolare, il fidanzamento di
Riccardo II sarebbe da collocare al 3 maggio, giorno dedicato a un altro santo omonimo del martire, san Valentino di Genova. Vero è però che in Francia e Inghilterra, nel Medioevo, si riteneva che a metà febbraio iniziasse l’accoppiamento degli uccelli: evento questo che si prestava a far consacrare il 14 febbraio come la festa degli innamorati. Altri riferimenti storici fanno ritenere che la giornata di San Valentino fosse dedicata agli innamorati già dai primi secoli del II millennio. Fra questi c’è la fondazione a Parigi, il 14 febbraio 1400, dell’”Alto Tribunale dell’Amore”, un’istituzione ispirata ai principi dell’amor cortese. Il tribunale aveva lo scopo di decidere su controversie legate ai contratti d’amore, i tradimenti, e la violenza contro le donne. I giudici venivano selezionati sulla base della loro familiarità con la poesia d’amore.

Le valentine della storia e le emoticon di oggi.
È nei paesi di tradizione anglosassone che la Festa di San Valentino prende piede e si diffonde, in modo particolare dalla metà del secolo scorso. In questo giorno gli innamorati cominciano a scambiarsi “le letterine”, frasi d’amore, decorate con cuori o l’immagine di Cupido che lancia frecce o vere e proprie poesie scritte di proprio pugno o “recuperate” dal repertorio di frasi d’amore di coppie illustri. La più antica “valentina” di cui sia rimasta traccia risale addirittura al XV secolo, e fu scritta da Carlo d’Orléans, all’epoca detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415). Carlo si rivolge a sua moglie (la seconda, Bonne di Armagnac) con le parole: Je suis desja d’amour tanné, ma tres doulce Valentinée….. Frasi dolci o semplici cuori rossi hanno cominciato a diffondersi su cartoncini d’auguri quando il biglietto accompagnava la festa importante: una laurea, un compleanno, la pensione. E le letterine hanno cominciato ad essere sostituite dalla scatola di cioccolatini, le rose rosse, il bouquet di fiori o addirittura il gioiello. Gli innamorati moderni si dichiarano così. E nell’era delle emoticon e dei gif animati il cuoricino, il doppio cuore, l’animaletto che lancia baci, la bocca dipinta di rosso o e che pulsa di amore hanno sostituito il romantico odore della carta e del suo contenuto. È più veloce dirsi “dirsi” ti amo e anche meno impegnativo: basta un semplice clic e lo si può fare anche più volte in un giorno.