Mahmood il vincitore di Sanremo 2019
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Mahmood

“Non ho nulla da perdere. Tutto quello che arriva è prezioso”. Prima di Sanremo
Mamhood lo ripeteva come un mantra. Non aveva nulla da perdere e ha vinto, a sorpresa, sbaragliando tutti.
tratto da IperSoap Magazine n. 3 marzo  2019 p. 37, a cura di  Cloe D. Betti

 

Madre sarda, papà egiziano, ha 27 anni ed è cresciuto nella periferia milanese, la stessa che canta nelle sue canzoni. Così quando il ministro Matteo Salvini lancia il suo tweet polemico replica con naturalezza: “Ma io sono italiano al cento per cento”. Ma andiamo con ordine. Con il brano “Soldi” ha trionfato al festival della canzone italiana. E la sua faccia incredula al momento della proclamazione la dice tutta. È rimasto senza parole. Come in tutte le favole che si rispettino. “Ancora devo metabolizzare – racconta – Per me la vittoria era già partecipare, non avrei mai creduto di salire sul podio. Tanto meno di vincere”. A Sanremo è arrivato da outsider, conquistando un pass con la vittoria a Sanremo Giovani (e con un curriculum nel quale spuntano canzoni scritte per Marco Mengoni, Michele Bravi ed Elodie). “Anche se il mio brano si chiama ‘Soldi’ – continua – in realtà non parla di soldi a livello materiale, parla di come i soldi possano a volte cambiare i rapporti anche all’interno della propria famiglia. È un brano autobiografico. Evoco un ricordo. Sembra che voglia dire frasi anche troppo dure, in realtà c’è tanta rabbia in questo pezzo. Racchiude un messaggio molto forte. Ed è una rabbia che sfogo sul palco tutte le sere”.

A spingerlo verso la vittoria, non senza uno strascico di polemiche, è stato soprattutto il voto delle giurie tecniche che hanno ribaltato il televoto (a favore di Ultimo, arrivato secondo, che poi ha attaccato duramente i giornalisti). “Ho capito che qualcosa stavo cambiando quando sabato pomeriggio mi hanno detto che Soldi era il brano più alto in radio. Forse è piaciuto il sound internazionale del mio pezzo, un brano che non ti aspetti di sentire a Sanremo”. E a proposito di internazionalità, tocca a lui rappresentare l’Italia all’ Eurovision Song Contest che si terrà a maggio a Tel Aviv: “Ci sono tante cose da organizzare, ora decideremo cosa fare, ma ci voglio andare eccome. Di corsa”. Mahmood sente la responsabilità di sentirsi rappresentante di una nuova generazione di italiani? “Per me non è una nuova generazione. Già alle elementari nella mia classe c’erano africani, russi, sudamericani. Per me non è la nuova Italia, ma è già la vecchia”. Alle polemiche preferisce rispondere con la sua passione, la musica: “Sono fan della musica moderna, ho ascolti misti, dal cantautorato all’indie e mi sono lasciato contaminare. Il mio è Marocco-pop”. La vittoria la dedica è alla madre che lo ha sempre seguito, con il padre non ha contatti già da molto tempo: “Sono nato a Milano da babbo egiziano e mamma sarda, ma sono cresciuto con lei. Ho un riferimento di figura paterna, però non è chiarissimo.

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La mia vita è stata sempre così, alla ricerca di una mancanza. Waladi habibi ta’aleena significa ‘figlio mio, amore, vieni qua’…”. Quanto alle sue origini egiziane, aggiunge: “Da piccolo non provavo attrazione per quel mondo, come quando da bambino rifiuti le verdure. Poi cresci e le cose cambiano. Oggi coltivo i ricordi. E lo vivo nella quotidianità: il mio parrucchiere si chiama Mustafa, con gli amici mangio il kebab”. Sul suo presunto coming out, invece, spiega: “Ho solo rilasciato un’intervista a un sito gay oriented. Tutto qui. Gay, etero… penso che non ci debbano più essere distinzioni di questo tipo. Dichiarare ‘sono gay’ non porta da nessuna parte, se non a far parlare di sé. Andare in tv da Barbara D’ Urso per raccontare la propria omosessualità mi sembra imbarazzante: così si torna indietro di 50 anni”. L’1 marzo intanto uscirà il suo primo Ep “Gioventù Bruciata” (con il brano omonimo ha vinto Sanremo Giovani). “E poi non vedo l’ora di esibirmi dal vivo. Quello che mi aspetto, in fondo, è poter avere la certezza di vivere con la mia musica”.

Alessandro Mahmoud, in arte Mahmood, nasce a Milano nel 1992 da madre italiana e padre egiziano. Inizia da bambino a prendere lezioni di teoria e canto lirico con il maestro Gianluca Valenti e all’ età di 19 anni decide di frequentare corsi di pianoforte. Durante il suo percorso musicale si è messo sempre in gioco e ha affrontato svariati provini e audizioni. La sua prima apparizione televisiva avviene nel 2012 con la partecipazione alla sesta edizione di X Factor con Simona Ventura. Successivamente ha collaborato con il produttore Pierpaolo Peroni, con il quale ha realizzato il suo primo singolo “Fallin Rain”, cantato in lingua inglese. Nel 2013 è nata la collaborazione con Marcello Grilli e Francesco Fugazza, giovani produttori con i quali ha iniziato ad arrangiare i primi brani completi, avvicinandosi sempre più al genere elettronico.

Nel 2015 ha scritto il brano “Dimentica” con cui ha vinto il concorso Area Sanremo. Nel 2016 ha partecipato alla sezione giovani del Festival di Sanremo con il suo brano Dimentica. Il suo 2017 è caratterizzato da due importanti collaborazioni: la prima con Fabri Fibra, con cui scrive e duetta nel brano Luna prodotto da Marz e pubblicato in Fenomeno – Masterchef EP; la seconda è con Michele Bravi, con cui scrive Presi Male, pezzo contenuto nella riedizione dell’album Anime di Carta. Nello stesso anno sono usciti i due singoli Uramaki e Pesos, presentato al Wind Summer Festival. Il 2018 è segnato dal grande successo di Nero Bali, brano scritto da Mahmood e cantato da Elodie, Michele Bravi e Guè Pequeno. Ad agosto il brano è stato certificato disco di platino.

 


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