Europa
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EUROPA

In uno dei periodi più tormentati per la storia dell’Unione Europea, milioni di cittadini nei suoi 27 Stati membri, sono chiamati al voto per rinnovare il Parlamento ed eleggere i 705 eurodeputati della legislatura 2019-2024. Lo faranno tra il 23 e il 26 Maggio. In Italia si voterà soltanto domenica 26 dalle 7 alle 23. Tutti i Paesi inizieranno però lo spoglio dei voti alle 23.00 del 26 maggio, in modo tale da rendere lo
scrutinio una procedura simultanea in tutta l’Unione.

 

tratto da IperSoap Magazine n. 5 maggio 2019 p. 28, a cura di  Anna Greco

 

 

Dal 1979 quando si tenne il primo voto per il Parlamento europeo, quelle di questa tornata elettorale, tra pulsioni nazionaliste e movimenti populisti, sono tra le elezioni più importanti degli ultimi anni per il futuro dell’Europa.

 

Cosa fa il Parlamento Europeo  

Il Parlamento europeo è l’unica istituzione europea i cui membri sono eletti direttamente dai cittadini. Decide come verranno spesi i soldi dell’Unione e vota le leggi che poi verranno recepite dai parlamenti nazionali in materia di come: agricoltura e pesca, sviluppo regionale, protezione dei consumatori e sicurezza alimentare, trasporti, ambiente ed energia, salute, cultura, istruzione e formazione, commercio,
concorrenza, ricerca e innovazione.

 

 

parlamento europeo

 

 

 La storia dell’Europa 

È il desiderio di pace e la voglia di mettere fine alle guerre frequenti e sanguinose tra paesi vicini, culminate nella seconda guerra mondiale a gettare le basi per l’Unione Europea. Siamo negli anni Cinquanta, la Comunità Europea del carbone e dell’acciaio comincia ad unire i paesi
europei sul piano economico e politico al fine di garantire una pace duratura. I sei membri fondatori sono il Belgio, la Francia, la Germania,
l’Italia, il Lussemburgo e i Paesi Bassi. Nel 1957 il trattato di Roma istituisce la Comunità economica europea (CEE), o “Mercato comune”
e i paesi dell’UE non applicano più dazi doganali agli scambi reciproci. Negli anni ottanta comincia l’allargamento: prima alla Grecia e, cinque anni dopo, a Spagna e Portogallo. Nel 1986 viene firmato l’Atto unico europeo, che pone le basi per il “Mercato unico.” Nel 1989 cade il muro di Berlino e, con il crollo del comunismo nell’Europa centrale ed orientale, i cittadini europei si sentono più vicini. Nel 1993 viene completato il mercato unico in virtù delle “quattro libertà” di circolazione di beni, servizi, persone e capitali. Gli anni Novanta sono quelli del trattato di Maastricht sull’Unione europea (1993) e il trattato di Amsterdam (1999).

 

 

 

I cittadini europei si preoccupano di come proteggere l’ambiente e di come i paesi europei possano collaborare in materia di difesa e sicurezza. Nel 1995 aderiscono all’UE tre nuovi Stati membri: Austria, Finlandia e Svezia. Una piccola località del Lussemburgo dà il nome agli accordi di ‘Schengen’ che, gradualmente, consentono ai cittadini di viaggiare liberamente senza controllo dei passaporti alle frontiere. Milioni di giovani studiano all’estero con il sostegno finanziario dell’UE. , Nel 2004 l’Ue si allarga ancora e aderiscono 10 nuovi stati membri seguiti da Bulgaria e Romania nel 2007. Nel 2013 aderirà anche la Croazia Allargamento con cui si vogliono sanare definitivamente le divisioni politiche tra Europa orientale e occidentale. Ci si avvicina ai giorni nostri, con la crisi economica globale che colpisce duramente l’Europa. L’UE aiuta numerosi paesi ad affrontare le loro difficoltà e istituisce l’”Unione bancaria”, allo scopo di rendere il settore bancario più sicuro e affidabile. Ma l’Europa batte la fiacca e da un numero crescente di cittadini viene avvertita come lontana, tutta burocrazia e poca umanità. Così le ultime elezioni europee, quelle del 2014, vedono crescere il numero degli euroscettici eletti al Parlamento europeo. Le conseguenze dell’uscita della Gran Bretagna sono un incubo per inglesi e non. Anche per questo le elezioni del prossimo maggio saranno determinanti per tutti.

 

ERASMUS 

Per superare le barriere geografiche e linguistiche e sviluppare la “generazione erasmus” di cittadini europei, nel 1987 nasce l’Erasmus, acronimo di European Region Action Scheme for the Mobility of University Students. Un bel progetto dell’Unione Europea, che consente agli studenti iscritti alle università europee di studiare in università di altri Paesi compresi nell’UE per un periodo che va dai 3 ai 12 mesi. Ha contribuito a rafforzare l’Europa e i suoui popoli e in tre decenni ha portato 4,4 milioni di ragazzi a studiare oltreconfine. A partire dal 2014 è stato potenziato come Erasmus Plus.

 

 

 

erasmus

 

 

LA BANDIERA 

L’azzurro e il giallo. La bandiera nasce nel 1955. L’emblema dell’Unione Europea è formato da dodici stelle dorate a cinque punte che formano un cerchio in campo azzurro. Come in tutte le culture, anche antiche, il cerchio rappresenta simbolicamente l’unità, la coesione e
la perfezione. Le dodici stelle rappresentano la solidarietà tra i popoli e non significano il numero dei paesi membri.

 

 

 

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L’INNO ALLA GIOIA

L’inno europeo è un brano tratto da un’opera di Ludwig van  Beethoven (1770-1827), il Quarto Tempo della Sinfonia n. 9 in Re minore op. 25, adattato dal direttore d’orchestra Herbert von Karajan. Questo Quarto Tempo è universalmente noto come Inno alla Gioia (An die Freude in tedesco); la sua composizione, ultimata nel 1824, voleva essere nelle intenzioni del grande artista tedesco un inno alla pace, all’armonia e alla fratellanza tra i popoli. Perché il messaggio fosse più chiaro, Beethoven aveva deciso che la melodia del Quarto Tempo fosse accompagnata dal canto di una lirica di Friedrich Schiller (1759-1805), intitolata appunto Ode alla Gioia, Il brano di Beethoven è stato scelto come inno dell’Europa nel 1972 dal Consiglio d’Europa in quanto «senza parole, con il linguaggio universale.

 

L’EURO MONETA UNICA 

Non è stato adottato da tutti i paesi, ma l’euro è il simbolo forse più conosciuto, sicuramente il più concreto dell’Unione europea. Le monete sono 8 e presentano su una faccia un simbolo comune per tutti i Paesi e sull’altra diversi simboli nazionali: per l’Italia, ad esempio, sono l’uomo vitruviano di Leonardo, il ritratto di Dante, la Venere di Botticelli, il Colosseo, la Mole Antonelliana di Torino, Castel del Monte fatto edificare da Federico II, il monumento equestre di Marco Aurelio posto sul Campidoglio. Le banconote sono 7, uguali per tutti i Paesi. Le immagini che le illustrano rappresentano ponti, porte e finestre di epoche storiche e artistiche diverse, da quella greca e romana (5 euro) a quella contemporanea (500 euro). Sia le monete sia le banconote raccolgono, facendolo realmente circolare, il meglio del genio, dell’ingegno e della creatività della storia europea.

 

moneta unica

 

 

IL MOTTO E LA FESTA DELL’EUROPA 

“Unita nella diversità” è il motto dell’Unione europea che celebra la sua festa il 9 Maggio di ogni anno. La data è una ricorrenza- anniversario di quel 9 Maggio del 1950 in cui, per la prima volta, il Ministro degli Esteri francese Robert Schuman illustrò gli ideali e i principi su cui costruire l’unità europea, per raggiungere l’obiettivo di una pace duratura e di una collaborazione fra gli Stati europei (Dichiarazione Schuman).

 

LA BREXIT 

Brexit è una parola (una sincrasi formata da “Britain”, Gran Bretagna e “Exit”, uscita) che si riferisce al referendum con cui il 23 giugno 2016 il popolo britannico è stato chiamato ad esprimersi sulla volontà di restare o meno nell’Unione Europea. Con il 52% ha vinto il fronte favorevole all’uscita e, come prevede l’articolo 50 del Trattato Ue, da quel giorno ad oggi la Gran Bretagna, tra enormi difficoltà politiche e ripensamenti, vuole negoziare il suo nuovo status. Gli inglesi si trovano nel caos e con molte incertezze economiche.

 

I costi della brexit

Si stima che la Brexit costi cara, molto più cara del previsto. La prospettiva è di un calo del 3,9% del Pil britannico entro il 2030, pari a un costo di 100 miliardi di sterline, oltre mille sterline a testa per ogni abitante del Regno Unito. Una situazione di grave incertezza anche per i tanti italiani che vivono oltre Manica. Si stima che siano circa 700mila in totale, di cui 315mila quelli iscritti all’Aire, l’Anagrafe italiani residenti all’estero.

 

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