Sabrina Ferilli
Sabrina Ferilli

SABRINA FERILLI

 Sincera, verace, sempre diretta, Sabrina Ferilli, classe 1964,
è una di quelle attrici che quando interpreta un ruolo ci mette il corpo, ma soprattutto l’anima.

 

tratto da IperSoap Magazine n. 6 giugno 2019 p. 84, a cura di  Cloe D. Betti

 

Impossibile per lei lasciare i suoi personaggi sul set, chiudere la porta di casa e non pensarci più. Il suo curriculum è pieno di donne impegnate, volti che hanno lasciato il segno nella società: è sempre pronta a gettarsi in storie «che riguardano la società civile, perché – ha spiegato – credo sia giusto raccontare tutto ciò che rende meno ovvio ciò che è ovvio». Alterna drammi a commedie, il cinema di Virzì e quello dei cinepanettoni, la “valletta” al Festival di Sanremo e il giudice ad Amici di Maria De Filippi «che rispetto a me è molto seria e bacchettona, forse anche perché è cresciuta a Pavia, in un ambiente molto più impostato, e io mi diverto a provocarla e a prenderla in giro», ha ironizzato. Nella sua ultima fiction, andata in onda in primavera su Canale 5, con ottimi ascolti, “L’amore strappato”, ha interpretato Rosa, una moglie che non abbandona mai il marito, convinta della sua innocenza, e una madre alla ricerca disperata di una figlia “rubata” dalla giustizia. Una serie tratta da una storia vera, cominciata il 24 novembre del 1995 quando per colpa di una falsa accusa di pedofilia, lanciata contro il padre, la piccola Angela, sei anni, viene prelevata da scuola e rinchiusa in una casa-famiglia. Per oltre undici anni la ragazzina non vedrà i genitori, nonostante il processo contro il padre si chiuda con un’assoluzione piena e la madre non venga mai sfiorata da alcuna accusa. Una storia di giustizia sbagliata, di cui l’attrice ha però preferito non incontrare i veri protagonisti. «Non volevo creare delle aspettative in loro, potevano essere illusi o non ritrovare in me quello che credevano ci fosse. Li ho incontrati solo durante la presentazione della fiction alla stampa». Non è mai facile indossare i panni di qualcuno realmente esistito. «Quando interpreti qualcuno di realmente esistente senti una responsabilità maggiore – ha ammesso la Ferilli – Ma una certa personalità e alcuni atteggiamenti di questa donna erano molto simili ai miei». Nonostante la serie raccontasse di un grave errore giudiziario, l’attrice non ha mai dubitato della capacità della giustizia e degli uomini che la amministrano. «La giustizia può sbagliare, sia condannando un innocente, che salvando un colpevole. Io sono una garantista, convinta che la giustizia riesca sempre a riscattarsi – ha spiegato – Anche con quest’uomo lo ha fatto: dopo la condanna iniziale, lo ha assolto e poi risarcito, anche se mi rendo conto che nessuna cifra potrà mai bastare. Resta il fatto che ognuno di noi deve giudicare il meno possibile, perché quello che la società ha fatto a quell’uomo è stato in egual modo grave e deforme».

 

Sabrina Ferilli

 

Sono i social ormai il vero banco degli imputati, prima ancora di entrare in un’aula di un tribunale, molti si trovano a dover affrontare il giudizio di chi è sempre pronto a condannare senza un motivo. Senza un perché. «La gogna mediatica fa più male: la giustizia di un tribunale mette l’essere umano al centro, mentre la gogna mediatica è il massacro di un uomo», ha sottolineato la Ferilli che per sua fortuna non si è mai ritrovata al centro di polemiche nate e alimentate dai social. «Per fortuna non ci sono mai passata – ha ricordato – Non ho mai subito processi, ma può capitare a tutti di inciampare, un uomo non è il reato che ha commesso, è molto di più. Se togli l’importanza all’essere umano, diventiamo un numero, una tabellina. Con la stessa facilità con cui i social ti condannano, poi tornano indietro, ma intanto ti hanno ammazzato senza ragionare sul fatto che dietro ci sono persone che restano devastate». E non c’è difesa da questo mondo senza più un volto, ma fatto solo di schermi di computer e tablet. «Impossibile difendersi. Bisognerebbe chiudere determinate trasmissioni, ma anche gli stessi social, ormai è un meccanismo inarrestabile – ha ammesso la Ferilli – L’unica cosa da fare è non cadere in facili giudizi». Per anni l’attrice è stata vittima di uno stalker fino alla condanna del tribunale, arrivata poco tempo fa. Una vicenda che ha segnato la sua vita, nonostante la capacità di non farsi travolgere. «Per fortuna sono sempre stata bene, ma di questa cosa non parlo», ha tagliato corto la Ferilli.

 

 

Sabrina Ferilli

 

 

Ma c’è un altro argomento di cui ha smesso di parlare: la politica. Per anni accesa sostenitrice del Partito democratico, convertita poi ai Cinquestelle, l’attrice ha scelto ultimamente la linea del silenzio «Non parlo più di politica, se no facciamo un’enciclopedia. Non mi tiro mai indietro, ma quello che ho detto finora è già abbastanza», ha spiegato. Quanto al nostro cinema, di cui è e resta una delle interpreti principali, la Ferilli non ha dubbi. «Il nostro cinema sta benissimo. Siamo sempre i migliori, magari c’è da cambiare qualche leggina, ma a livello di qualità narrativa siamo tra le nazioni più ricche».

 

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