Alessandra Mastronardi

Alessandra Mastronardi

 

È schietta, onesta e sincera, ama l’Italia, ma per vivere ha scelto Londra
e in tv alterna storie drammatiche alle commedie.

 

tratto da IperSoap Magazine n. 8 agosto 2019 p. 85, a cura di  Cloe D. Betti

 

Nata con gli spot tv, cresciuta a pane e Cesaroni, Alessandra Mastronardi ha collezionato ruoli importanti alla tv e al cinema, senza mai aver studiato recitazione. «Non ho fatto scuole, appena potevo seguivo corsi e stage – ha confessato – Poi, però, non c’è più stato tempo. Recitavo
nelle fiction e sapevo di sbagliare davanti a milioni e milioni di italiani, ma ho sempre accettato ogni tipo di critica e giudizio.
In passato mi sentivo un passo indietro rispetto ai colleghi che venivano dal teatro. Poi me lo sono perdonato. Ci vuole più tempo, ci sono strumenti tecnici che se non vai a scuola non conosci, ma alla fine si arriva allo stesso risultato». Il set è stata la sua scuola e la consacrazione nell’olimpo del cinema è arrivata grazie alla Mostra del cinema di Venezia, che per la prossima edizione, ha scelto lei come madrina. Il 28 agosto la Mastronardi salirà sul palco in occasione della cerimonia d’inaugurazione della rassegna di cinema, che si concluderà poi il 7 settembre, quando verranno proclamati i vincitori dei Leoni D’Oro. Un ruolo importante, che con la giovane attrice torna dunque in mano alle donne, visto che nelle ultime edizioni lo avevano ricoperto Alessandro Borghi e Michele Riondino. Ma se Venezia è la consacrazione, il successo per la Mastronardi è arrivato grazie alla fiction “I Cesaroni”, la celebre serie di Canale 5 con Claudio Amendola, in cui interpretava Eva, un ruolo arrivato quasi per caso. «Sono andata a fare il provino, nessuno avrebbe mai scommesso una lira su di me, e invece andò bene», ha confessato l’attrice, nata a Napoli, romana di adozione e ora londinese per scelta. È nella capitale inglese che la Mastronardi ha scelto di vivere, più per amore, che per professione, ma ormai è lì che si sente a casa. Il suo compagno, Ross McCall, è scozzese, Londra è a metà strada, un buon compromesso per metter su casa, senza troppi paparazzi sul collo. È bastata una sola uscita, sulle spiagge del litorale romano, per scatenare i flash di fotoreporter assiepati dietro le dune e immortalare la coppia in vacanza. Ma per la Mastronardi non è una novità, cresciuta con la certezza di ritrovarsi sulle riviste di gossip a ogni cambio di fidanzato. Per questo Londra le lascia più libertà. «Ci ho messo del tempo ad abituarmi alla vita inglese, ma ora Londra è la mia città, mi fa sentire bene – ha detto – Anche se sono spesso a Roma, per lavoro o per stare con la mia famiglia». Ma a “spiarla” restano pur sempre i social, su Instagram conta oltre seicento mila follower, di haters per fortuna ce ne sono pochi, ma basta un commento politico, una presa di posizione su un fatto di cronaca o una virgola sulla società a scatenare le ire funeste di chi si nasconde dietro ai tablet. I like invece piovono a grappoli quando pubblica le sue foto personali. Cresciuta in una famiglia di professionisti, lontani anni luce dal mondo della recitazione, «mio padre è psichiatra, quando gli ho detto che volevo fare l’attrice era terrorizzato», la Mastronardi ha avuto la benedizione di famiglia solo dopo aver recitato per Woody Allen che l’ha scelta per il suo film “To Rome with Love”.

 

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«È stato come vivere un sogno – ha spiegato – Quando tornavo a casa dal set mi sedevo sul divano e restavo lì muta almeno per un’ora. Dopo quella parte mio padre finalmente ha accettato la mia professione». Ma il successo è arrivato grazie alle serie-tv, dove ha sempre alternato ruoli drammatici a commedie: nello scorso ottobre su Raiuno è stata contemporaneamente la seriosa Lucrezia in abiti rinascimentali dei Medici e la scapestrata Alice, specializzanda in medicina legale, de L’allieva: le due fiction erano in onda nello stesso periodo e sulla stessa rete. «È stato un po’ come sdoppiarsi, ma erano ruoli completamente diversi», ha spiegato. Poi è arrivata la tv via streaming Netflix e l’ha portata Oltreoceano per “Master Of None”. Instancabile, durante i suoi giri per il mondo, l’attrice porta sempre con sé il computer portatile, dove scrive e disegna mobili, sua antica passione. Scarabocchia oggetti, sedie, tavoli, qualsiasi cosa si possa trovare in una casa: l’arredamento è un suo pallino da sempre, ma la sua vera debolezza è un’altra, lo shopping compulsivo. «Se sono depressa vado in un grande magazzino e riempio le borse. Poi mi pento, rimetto tutto a posto. E il portafogli ringrazia». Resiste un po’ meno quando si tratta di buon cibo, «una trasgressione perenne», anche se non sembra affatto, visto che è considerata la Audrey Hepburn italiana non solo per l’eleganza, ma anche per il suo filiforme girovita.

 

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