Halloween Festa & Tradizioni

Halloween Festa & Tradizioni

 

Per i bambini di oggi è la festa per eccellenza:
la notte delle streghe e dei fantasmi li entusiasma.
La maggior parte la preferisce di gran lunga al Carnevale, che invece
era l’appuntamento imperdibile per decine e decine di generazioni.

 

tratto da IperSoap Magazine n. 10 ottobre 2019 p. 32, a cura di  Lara Venè

 

 

Sono cambiati i tempi e questa festa, di natura celtica, ha cominciato ad emigrare intorno alla metà dell’Ottocento. Si è diffusa negli Usa dove oggi ha un seguito enorme e piano piano ha attecchito anche da noi. Così, negli ultimi anni, non c’è un luogo anche nel nostro paese in cui non ci siano iniziative più o meno grandi, più o meno spettacolari, per celebrare il giorno più spaventoso dell’anno. La Festa cade il 31 ottobre e questa notte, che oggi è quella dei morti viventi, ha origini molto antiche. Risale addirittura 4000 a.C., quando le popolazioni tribali erano solite dividere l’anno in due parti in base alla transumanza del bestiame. La ricorrenza si diffuse con i Celti (all’incirca nel 2300 a.C.) che iniziano a spostarsi dall’area del Mar Mediterraneo fino alle coste più settentrionali, delle isole Britanniche. I celti festeggiavano la fine dell’estate con Samhain, il loro capodanno, che in gaelico significa infatti “fine dell’estate” Il 1 novembre cominciava l’autunno. Secondo il calendario celtico in uso 2000 anni fa, infatti, in molte parti che oggi approssimativamente corrispondono all’Inghilterra, all’Irlanda e alla Francia del Nord, l’anno nuovo cominciava il 31 ottobre. Quindi, in origine, la festa celebrava l’arrivo dell’inverno.

Nel settimo secolo (840), la Chiesa Cattolica, sotto Papa Gregorio IV, con il tentativo di cristianizzare il rito pagano, istituì ufficialmente la Festa di Ognissanti il 1 di Novembre (prima si celebrava nel mese di maggio) in cui venivano celebrati tutti i Santi. Una decisione, questa, che probabilmente aveva anche lo scopo di accostarsi agli antichi rituali celtici, celebrando i martiri cristiani durante i riti di inizio autunno.Non è casuale, forse, che la commemorazione dei morti sia stata fatta coincidere con il giorno successivo alla festa dei Santi, proprio per cercare di cancellare il rito pagano delle popolazioni del nord Europa.
Arrivò poi il protestantesimo che interruppe la tradizione di Ognissanti, ma nei paesi anglosassoni si continuò invece a celebrare Halloween come festa laica. Attorno alla metà dell’Ottocento, in particolare dal 1845 al 1849, complice l’immigrazione irlandese, la festa si diffuse negli USA, fino a diventare, nel secolo XX, una delle principali festività statunitensi.

 

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Perchè si chiama Halloween? E cosa significa?
La parola Halloween deriva dal nome completo All Hallows’ Eve che, tradotto, significa “notte di tutti gli spiriti sacri”. La festa di Samhain infatti nell’840 cambiò nome in All Hallows’ Eve, che poi si trasformò nel nome attuale: Halloween. Attorno al nome circola anche una leggenda irlandese molto diffusa secondo cui l’orgine di questa festa sarebbe legata al personaggio di Jack O’ Lantern, che fu condannato dal diavolo a vagare senza tregua per il mondo, alla ricerca continua di un luogo in cui trovare pace, di notte, alla sola luce della zucca “scavata” contenente una candela. Scavare in inglese è “to hollow” e l’atto di scavare è “hollowing”. Da qui deriverebbe il nome Halloween. Per alcuni studiosi la Festa avrebbe addirittura origini romane e sarebbe un derivato della festa dedicata a Pomona, dea dei frutti e dei semi che nell’antica Roma si celebrava il 1 Novembre.

 

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Dolcetto o scherzetto?
A pronunciare il refrain del giorno di Halloween sono soprattutto i bambini. Con il volto coperto da maschere spaventose e mantelli neri ci chiedono di scegliere tra dolcetto o…scherzetto. Corrisponde all’usanza americana del “trick or treating”, traduzione di dolcetto o scherzetto appunto. Ma anche questa tradizione è stata tramandata dai celti che credevano che il 31 ottobre, l’ultimo giorno dell’anno secondo il loro calendario, il signore della morte radunasse le anime dei defunti che dovevano essere fatti entrare nel corpo degli animali e decideva quale forma dovessero prendere l’anno seguente.
In quella notte i celti erano soliti lasciare per i loro morti del cibo sulla tavola in segno di accoglienza per quanti facessero visita ai vivi. Anche in questo caso c’è l’intreccio con un’altra tradizione popolare cristiana e precristiana, diffusa fino a non molto tempo fa in molte parti d’Italia. Chi non ricorda di aver sentito raccontare dell’offerta dei vivi ai morti che, si credeva, tornassero sulla Terra, nelle proprie case durante la notte tra il 1 e il 2 novembre?
In quell’occasione i parenti gli facevano trovare letto fatto e pulito e una gran varietà di dolci come offerta simbolica. Ancora oggi, in molte città, attorno a questo periodo, si trovano i cosidetti “pan dei morti”, dolci tipici che assumono forme e gusti diversi a seconda dei luoghi in cui vengono prodotti.

 

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La zucca
È il simbolo della Festa. La zucca scavata a mano, sulla cui superficie vengono intagliati i tratti di un volto. Al suo interno, una volta svuotata della polpa e dei semi, viene riposta nella zucca una candela che, accesa, illumina questa faccia dal ghigno beffardo. Anche la tradizione di intagliare zucche molto probabilmente è originaria dell’Irlanda.
I colori e i simboli di Halloween.
Arancio e nero. L’arancio è quello della zucca e della luce che si diffonde attraverso la sua cavità che guida gli spiriti erranti. Ma arancio ricorda e richiama anche il colore della mietitura della fine dell’estate. Il nero è il buio, quello dell’inverno che attorno ad Halloween comincia ad avanzare. E nere sono la morte e la paura.
E poi ci sono gli spiriti della notte. Ecco perchè i costumi sono quelli di fantasmi e scheletri, neri e spaventosi, talvolta addirittura macabri,
accompagnati con gli strumenti dell’aldilà: la torcia per vedere nel buio e il forcone del diavolo. E poi ci sono ragni, gufi e i pipistrelli, animali che in molte culture sono legati alla stregoneria.

 

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