Larissa Iapichino
Larissa_cover

Larissa Iapichino

 

Il nome nel destino. Larissa Iapichino ha vinto il titolo europeo under
20 nel salto in lungo il 21 luglio scorso a Boras, in Svezia, impresa
realizzata appena tre giorni dopo aver compiuto diciassette anni.

 

tratto da IperSoap Magazine n. 11 novembre 2019 p. 72, a cura di Gabriele Noli

 

 

Non si tratta di una campionessa qualunque: la ragazza nata nel 2002 a Borgo San Lorenzo (in provincia di Firenze) è infatti la figlia di Fiona May e Gianni Iapichino. Ma se il papà è stato un astista (tre volte campione italiano), la madre ha rappresentato l’icona azzurra nel salto in lungo: a Birmingham, era il 1987, fu oro europeo juniores quando ancora però gareggiava per la Gran Bretagna. Quasi fosse un ideale passaggio di consegne, trentadue anni dopo una componente della famiglia Iapichino è salita sul gradino più alto del podio continentale. Larissa ha saltato in 6.58 (precedendo la svedese Tilde Johansson, 6,52 e la britannica Holly Mills, 6,50). Una misura ragguardevole eppure non la sua migliore: un mese prima (era il 22 giugno) in occasione dei campionati italiani Allievi di Agropoli aveva stabilito il nuovo primato azzurro tra le under 18 e le under 20: 6,64. In quella circostanza era stata capace di migliorare il suo record di 25 centimetri. Un’enormità. Premessa ideale per l’avvicinamento ai campionati europei in Svezia, nei quali la giovane promessa dell’atletica italiana confidava di poter far bene, nutrendo legittime ambizioni alla fine superate dalla realtà. “È stato pazzesco, non ci credo. Sono riuscita a vincere in una gara bellissima, eravamo tre atlete racchiuse in pochi centimetri. Ad un certo punto mi sono detta che dovevo solo pensare a fare del mio meglio e ce l’ho fatta. Un oro europeo a 17 anni significa tantissimo”, commentava subito dopo quell’affermazione grazie alla quale si era guadagnata la ribalta continentale, attirando inevitabilmente su di sé le attenzioni degli addetti ai lavori e dei tifosi, che la stanno seguendo in massa sui social network ora che si prefigura come uno dei simboli dell’atletica italiana da qui a breve. A vederla, sugli spalti, erano presenti mamma Fiona, papà Gianni e la sorella Anastasia, tutti elettrizzati per il capolavoro di Larissa giunto “nonostante condizioni pessime, spesso il vento era contrario”. Aspetti strettamente legati alla gara, insidie da mettere in preventivo, che lei ha comunque saputo fronteggiare e superare senza ripercussioni negative, con una maturità raramente riscontrabile in una ragazza della sua età, neppure maggiorenne. “Intanto mi godo la festa, il prossimo anno si vedrà”, diceva mentre ancora si stava godendo il meritato oro. La sua vita (sportiva e non) è più la stessa da quel 21 luglio. E pensare che lei da bambina neppure voleva praticare atletica. “La rinnegavo, sapevo che prima o poi sarei stata messa a confronto con papà e mamma, ecco perché avevo deciso di non avvicinarmi a questo mondo”. Ed infatti aveva scelto la ginnastica artistica, salvo poi cambiare idea a 13 anni. Nel 2005 con sua madre Fiona era andata ad assistere al meeting di Montecarlo e dentro di lei improvvisamente era scattata la scintilla.

 

Larissa_

 

Dal vivo, l’atletica non l’aveva mai vista. E così, dopo qualche settimana di riflessione, si era convinta a cominciare ad allenarsi e, di lì a breve, pure a gareggiare, lasciando stupiti (e non poco) i genitori. I primi approcci furono con la velocità, dimostrando un considerevole potenziale. E poi il salto in lungo, con un exploit dietro l’altro: nel personale palmarès rientrano due titoli italiani all’aperto e altrettanti indoor ed uno nel pentathlon, anch’esso al coperto. Tutti successi nella categoria Allieve. Il trionfo all’europeo under 20 con tre anni di anticipo fa pensare che i presupposti per altri risultati di rilievo ci siano tutti, in considerazione anche degli enormi margini di miglioramento di Larissa, che in Toscana, dove abita, è stata festeggiata adeguatamente. E non poteva essere altrimenti, trattandosi di una campionessa, che comunque cerca di vivere la sua adolescenza senza particolari rinunce, raggiungendo un equilibrio tra il divertimento e gli allenamenti. Meno agevole conciliarli, invece, con lo studio: la Iapichino frequenta il liceo scientifico a Firenze e per non restare indietro ha dovuto impegnarsi parecchio. Cosa ne sarà del suo futuro (didattico) ancora non lo sa. Il tempo per schiarirsi le idee di certo non le manca, anche se molto dipenderà da come si svilupperà il suo percorso sportivo. Potrà fare affidamento sul totale sostegno dei genitori, che la seguono e la incoraggiano, ma senza caricarla di pressione. Pur essendo stati campioni nell’atletica, non l’hanno mai allenata. Ma il rapporto con loro è stretto e intenso. E i consigli di Fiona May risultano di grande aiuto a Larissa, specialmente quelli riguardanti l’aspetto mentale. Sul fronte tecnico, invece, nessun tipo di ingerenza. Forse non tutti sanno che proprio assieme alla madre ha recitato in uno sport televisivo di un celebre marchio italiano, quando ancora era una bambina.
“È stata una gioia indimenticabile, simile a quella che provai io a Birmingham più di trent’anni fa. Sono fiera di mia figlia, mi ha fatto commuovere. È stata determinata e coraggiosa. Ho sofferto con lei, perché so bene cosa significa stare in pedana”, le parole di Fiona May (due argenti ai Giochi Olimpici, due ori, un argento e un bronzo ai Mondiali) riferite alla vittoria della figlia in Svezia. Il patrimonio genetico, insomma, non ha mentito. Se Larissa sia una predestinata o meno, forse è ancora presto per stabilirlo, ma intanto le basi per aspirare a divenire una campionessa anche tra i grandi le ha poste.

 

0 0 vota
Article Rating
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti