Antichi Mestieri
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Antichi Mestieri

La passione per i gioelli è molto antica. I ritrovamenti di oggetti di vita quotidiana di
culture e epoche passate ne sono una testimonianza.
E ci fanno scoprire usi e consuetudini, tecniche di lavorazione e materiali del tempo.
L’uomo cominciò a realizzare bracciali e collane fin dal paleolitico con ossa di animali
come denti di pesce o di felini, corna e zanne di mammut, ma anche conchiglie,
tornate molto in voga ai giorni nostri.
Le creazioni di Chiara Fini. Una accurata ricerca del bello, dell’armonia e del colore
attraverso abbinamenti di tessuti pregiati con pietre semi-preziose e monili scovati
con intuito creativo. Nel negozio Luxury Handmade a Sarzana in Liguria.

 

tratto da IperSoap Magazine n. 12 dicembre 2019 p. 28, a cura di Anna Greco

 

 

Oggi sono una scelta, allora era l’unica materia prima in grado di diventare abbellimento. Da lì in poi, non ci si è più fermati e gli scavi nella Magna Grecia, quelli romani, etruschi, ed egizi, ci hanno consegnato pezzi originali e spesso bellissimi, prodotti con materiali e pietre che mano a mano venivano scoperti, ma anche a seconda del gusto dei tempi. Alla pietra si sono aggiunti gli smalti e le ceramiche, ma anche oro e gemme.
Le esposizioni sui ritovamenti dell’antica Grecia ci rivelano oggetti sontuosi con lavorazioni notevoli. Gli Etruschi furono grandi orafi e anche gli artigiani orafi romani avevano avviato molte attività legate alla lavorazione dell’oro con specializzazioni diverse.

Dai tempi remoti fino ad oggi possedere un gioiello e indossarlo ha sempre ricoperto tanti significati. Prima di tutto quello di ostentare agio e ricchezza: il materiale e la lavorazione rivelano molto del valore economico dell’oggetto, ma anche gusto e raffinatezza. Per alcuni popoli i gioielli erano una protezione contro il male, o servivano per celebrare gli dei, una sorta di portafortuna dei giorni nostri. Con il tempo, le mode hanno contribuito a rafforzare e diversificare questa cultura antica. La “fabbrica” del monile si è evoluta negli anni, ha acquisito tecniche di lavorazione diversissime che danno vita ad oggetti dalle forme più svariate. La creatività nel produrre i manufatti è quasi infinita, anche nell’uso di materiali che poi si riflette nel prodotto finito.

Sono innumerevoli i marchi che si sono specializzati nella realizzazione di gioielli, più o meno lussuosi e targhettizzati per età. E negli ultimi anni si è riscoperta la ricchezza del lavoro artigiano, dell’oggetto unico e personalizzato. Il valore dell’oro, del cristallo, del diamante e dei metalli preziosi è stato affiancato da quello della maestria dell’hand made. Un settore in forte crescita e molto vasto, che si diversifica per la tipologia, l’uso delle materie prime e lo stile delle creazioni. Ma che produce oggetti dotati della stessa forza di essere unici e irripetibili.

 

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Per questo sono di nicchia. E vogliono esserlo. È la loro forza. Come le creazioni di Chiara Fini, classe 1978, un passato da vetrinista dopo il diploma all’Accademia di Milano e una predisposizione innata per la creatività. Chiara pensa e lavora in una piccola bottega artigiana, volutamente aperta in una strada secondaria del centro storico a Sarzana per “farsi trovare”. Qui prendono vita bijoux che hanno il
pregio di essere accessori di moda innovativi e, al contempo, oggetti di valenza artistica, con un proprio stile che li accomuna, anche se si
declina in forme e pezzi diversi: “È l’oggetto che mi dice come deve essere fatto – spiega Chiara- è l’intuito che mi guida e io seguo solo la sua voce. È anche per questo che quello che produciamo risente del nostro umore o del periodo che stiamo attraversando”.

Il punto di forza di queste lavorazioni sono i Bandò (copricapo, fasce elastiche, cerchietti), oggetti elaborati e talvolta dal gusto retrò. Elementi indispensabili del guardaroba femminile del passato, simbolo di nobiltà e agiatezza, oggi sono poco diffusi, ma, a coronamento di mise sofisticate per feste private, serate di gala, prime a teatro e matrimoni, rimangono garanzia di classe e ricercatezza. Fatti con fiori di tessuto di dimensioni e con materiali diversi si indossano sulla testa e, pur richiamando il romanticismo e il fasto dei balli ottocenteschi, vengono attualizzati e riportati al XXI secolo. “In questo lavoro – ammonisce Chiara – deve contare comunque lo stile, non le mode.”
I materiali usati sono di ricerca, di riciclo con un occhio alla sostenibilità, e talvolta nuovi e molto pregiati: sete, broccati che si abbinano a passamanerie recuperate in antichi mercatini francesi e pietre rintracciate da antiquari o resine originali degli anni settanta. Anche per questo i pezzi finiti sono unici e portano con sè non solo lo stile, ma anche frammenti di storie personali e collettive. Molto spesso le creazioni di Chiara sono su commissione: una donna che vuole impreziosire il proprio abito o l’outifit si rivolge a lei: “lavoro molto su commissione – racconta – dialogo con la persona che dovrà indossare i miei gioielli per capirne i gusti, ma anche il carattere e la personalità e l’abbinamento che deve fare. Poi mi metto all’opera affinchè il manufatto sia perfettamente indicato alla persona che lo riceve.”

 

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Del resto, la ricchezza e il valore aggiunto del lavoro artigiano in un accessorio può essere anche questo: riuscire a diventare un tutt’uno con chi lo dovrà indossare. E l’eleganza sarà garantita.

 

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