Licia Colò
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Licia Colò

 

Nel 1989 Licia Colò conduceva su Raitre Geo&Geo, trasmissione in cui parlava
di tematiche ambientali e di difesa dei diritti degli animali,  una vera pioniera in
un campo in cui mancava ancora quella coscienza civile che oggi sembra
esser diventata una moda.

 

tratto da IperSoap Magazine n. 1 gennaio 2020  p. 40,  a cura di  Cloe D. Betti

 

Lasciata la Rai per Canale 5, dove ha preso la guida dell’Arca di Noè, la conduttrice forte del suo “green power” è tornata su Raitre dove per anni ha accompagnato gli spettatori “Alle falde del Kilimangiaro”, finché non le è stato tolto e affidato a Camila Raznovich.
Sbarcata su Tv2000 la Colò ogni domenica conduce “Il mondo insieme” e ora è su La7 con un nuovo programma “Eden – Un pianeta da salvare”, in cui unisce le meraviglie della terra alle sue emergenze. «Perché è solo quando ci rendiamo conto del valore delle cose – avverte Licia Colò – che capiamo quanto è importante prendercene cura. La nostra ambizione con questo programma è molto alta, quasi da dire che ci siamo montati la testa».

Ce la racconti.
«Vogliamo dimostrare che ciò che succede da una parte del mondo, può avere ripercussioni a migliaia di chilometri di distanza. Partiamo sempre da luoghi meravigliosi, dai fiordi ai deserti, alle montagne, ai ghiacciai, all’Amazzonia, ma andiamo in profondità e scopriamo che non c’è più niente di incontaminato. Da lì andiamo alla ricerca di collegamenti che ci riportano alla realtà del nostro quotidiano».

Ci può fare un esempio?
«Il Salento: ha conquistato migliaia di persone sotto il profilo turistico, eppure in pochi sanno che lì esiste il dramma della xilella e che migliaia di persone sono abbandonate a loro stesse per gestirlo».

Tematiche che sembrano riguardare gli altri, invece riguardano ciascuno di noi…
«Finché non ti rendi conto cosa significa vedere distese di piante morte, piante simbolo per l’Italia intera e finché non ti confronti con la gente che piange mettendo le mani nella terra, pensi che sia un problema che non ti riguarda».

Quando ha cominciato nel 1989 a parlare di ambiente, si sentiva una voce fuori dal coro?
«Ero una voce fuori dal coro, ma anche fuori di testa. Sono una persona apparentemente cheta, ma so esattamente cosa voglio ottenere nella vita. Posso anche cambiare direzione, ma quando ho intrapreso una strada posso dire di averla portata avanti fino in fondo, lentamente e
inesorabilmente. Il fatto che tutti abbiano cominciato a parlare di ambiente ora è una fortuna, di certo non vado a dire in giro che sono stata io a cominciare 30 anni fa, in questo modo dichiaro solo la mia età».

 

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Ora va a parlare di ambiente c’è una sedicenne, Greta. Lei com’era alla sua età?
«Ero meno combattiva, anche se facevo già le mie battaglie in difesa degli animali. Però nella mia vita ho incontrato tante Greta e un diversi numero di Greti, persone che hanno dedicato la propria vita alla salvaguardia di specie animali».

Eden è un nuovo inizio o un’altra trasmissione nella sua carriera?
«Un nuovo inizio, una botta di giovinezza: quando è nata mia figlia, 14 anni fa, avevo detto che volevo dedicarmi a lei e smettere di viaggiare. Invece con “Eden” mi sono ritrovata a viaggiare di nuovo come una trottola, sono tornata un po’ indietro, ma è una bella avventura».

Ricorda il primo viaggio che ha fatto per lavoro?
«Onestamente no, ma ricordo il primo che mai ha sconvolto la vita. In India, avevo 16 anni , mio padre mi portò a Bombay, per la prima volta ho visto la disperazione, la gente malata di lebbra, una persona morta per strada, volevo tornarmene subito in italia».

Che rapporto ha con la bellezza, è una cosa a cui tiene?                                                                               «Basta vedere sul web la prima puntata di “Eden” per capire il valore della bellezza per me: sembro una uscita da un naufragio. È ovvio che ognuno di noi vorrebbe essere più bello, io ho 57 anni, non punto sulla bellezza: ogni periodo della vita ha i suoi valori, quando sei ragazzino puoi puntare sulla bellezza, anche se lo considero un investimento comunque sbagliato. Io non ci ho mai investito, anche se probabilmente il fatto di essere una bella ragazza mi ha aiutato in un lavoro che si basa sull’immagine. Sarei ipocrita a negarlo. A 57 anni tento di essere una donna gradevole, mi curo, ma nel mezzo deserto, in certe condizioni, tanto carina non sono di certo».

 

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