Giuseppina Torre
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Giuseppina Torre

 

Giuseppina Torre è una pianista e compositrice che
nel 2018 ha firmato le musiche del documentario
“Papa Francesco La mia Idea di Arte”, un viaggio attraverso
la galleria ideale del Pontefice tratto dall’omonimo libro
scritto da Papa Francesco.

 

tratto da IperSoap Magazine n. 2 febbraio 2020 p. 84, a cura di  Santo Pirrotta

 

 

 

A giugno dello stesso anno è stata premiata negli Stati Uniti ai 5th Annual International Music and Entertainment Awards 2018, che seleziona e premia le eccellenze di tutto il mondo nel panorama della musica indipendente. Ha conquistato le categorie “Classical Artist of the Year” e “Classical Album of the Year” proprio con l’album “La mia idea di arte – Original Soundtrack dell’opera di Papa Francesco”. Il suo nome è stato recentemente inserito all’interno del “Dizionario dei compositori di Sicilia”, recentemente si è esibita a Piano City Milano e Palermo ed è stata opening act del concerto de Il Volo all’Arena di Verona.

Giuseppina lei è una pianista ma è anche compositrice, molto raro tra le donne, come vive questo duplice ruolo?
È un ruolo del tutto inusuale e per niente semplice. Si fa molta fatica ad emergere in un mondo prevalentemente “maschile”. Ma si sa, noi donne siamo ostinate e pian pianino ci stiamo facendo strada anche se è molto complicato. Ad esempio, per me non è semplice conciliare la parte creativa e artistica con il ruolo di mamma. Queste due sfere, quella artistica e quella privata, a volte vanno in contrasto ma essendo appunto una donna creativa e multitasking riesco nelle varie “mission impossible” che la vita di tutti i giorni mi propone.

 

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Ha una storia difficile alle spalle ma è riuscita a farsi conoscere grazie alla sua forza, cosa rappresenta per lei il pianoforte?
Per me il pianoforte è il prolungamento di me stessa, lo strumento che parla del mio mondo, delle mie emozioni e dei miei sentimenti. È stato la mia ancora di salvezza e mi sono aggrappata a lui con tutte le mie forze. In questi anni ha rappresentato per me la mia isola felice nella quale mi rifugiavo per non soffrire. Posso dire che la musica e il pianoforte mi hanno salvato ed è grazie a loro che sono rinata.

Il suo ultimo album dal titolo “Life Book” è un racconto di vita in musica, ce lo racconta?
“Life Book “nasce dall’ esigenza di raccontare la mia rinascita. Rappresenta un lavoro introspettivo dove le difficoltà vissute in questi anni vengono viste con serenità diventando opportunità. Attraverso le difficoltà vissute ho scoperto di possedere una forza che prima sconoscevo.
Attraverso “Life Book “racconto questi miei stati d’animo e si presenta al pubblico, traccia dopo traccia, come un inno alla vita inducendo l’ascoltatore a riflette su diverse tematiche della vita.

 

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Ha composto colonne sonore per film e documentari, tra cui le musiche del documentario “Papa Francesco – La mia Idea di Arte”, ha conosciuto il Santo Padre?
Purtroppo non ancora, spero un giorno di poterlo incontrare per poter dire a sua Santità quanto le parole del suo libro mi hanno aiutato a riavvicinarmi a quel Dio che sentivo molto lontano.

Ha aperto il concerto de Il Volo a Verona ed è stata tra i protagonisti di Piano City Palermo, ci racconta come ha vissuto queste esperienze?
L’ apertura del concerto de Il Volo è stata un’esperienza pazzesca perché non capita tutti i giorni di suonare davanti a 12.500 persone. Un attimo prima di entrare, dietro le quinte, sentivo il cuore a mille e un senso di vertigine come se dovessi fare un salto nel vuoto. L’esperienza di Piano City Palermo è stata altrettanto emozionante, suonare nella mia terra lo è sempre. Ho trovato un pubblico curioso di conoscere questa loro conterranea più famosa all’estero che in Italia. Mi hanno accolto con molto affetto e io, da siciliana, sono tremendamente orgogliosa di questo.

 

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