Luisa Ranieri
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Luisa Ranieri

 

Quel celebre refrain pubblicitario “Antò fa caldo”
è stato una sorta di mantra che si è portata dietro per
anni, fino a quando l’interpretazione televisiva di Luisa
Spagnoli, in un’omonima fiction, le ha permesso di
uscirne con successo.

 

tratto da IperSoap Magazine n. 5 maggio 2020  p. 86,  a cura di  Cloe D. Betti

 

 

E nonostante Luisa Ranieri sia ormai un’attrice consolidata, regina degli ascolti tv, dove è stata anche musa di Adriano Celentano che l’ha voluta con sé nel suo Rockpolitik, il suo matrimonio con Luca Zingaretti le ha incollato addosso un’ulteriore etichetta, quella di moglie del Commissario Montalbano. Ma lei, napoletana dòc, non se ne fa un cruccio. Anzi. Ci scherza su. Consapevole che per il popolo italico il Commissario di Vigata è un eroe moderno con la giusta dose di sex appeal. «Nella vita non sono un tipo geloso – ha ammesso la Ranieri – Quel suo sex appeal del resto ha funzionato anche con me». Ma mai mischiare l’amore con il lavoro. «Io e Luca lasciamo sempre il lavoro fuori della porta di casa, altrimenti diventa un inferno». Eppure insieme lavorano, non in tv, ma al teatro, dove Luisa interpreta Hester, in “The Deep Blue Sea”, una storia incentrata sulla potenza passionale e quasi distruttiva dell’amore, in cui i protagonisti dimostrano fino a che punto sono disposti a spingersi in nome del sentimento. A curarne la regia è Zingaretti.

 

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«Luca non è un regista severo, ma preciso. Sa quello che vuole e come ottenerlo, per cui è molto meticoloso. La cosa che più mi ha colpita di Hester – ha spiegato l’attrice – è la sua capacità di risorgere dalle sue stesse ceneri. Nonostante un’apparente fragilità questa donna riesce a rimettersi in piedi e a capire che quello che cerca non è negli altri, ma in se stessa».
Una donna molto diversa, ma in parte simile alla Carmela televisiva, protagonista della “Vita promessa”, la cui seconda serie è andata di recente in onda su Raiuno. «Interpretarla è stato un grande regalo per me e per la mia carriera – ha sottolineato – Di Carmela mi è sempre piaciuta la tenacia, la forza, ma anche i suoi difetti, come la sua paura di lasciare andare i figli. La sua etica e i principi morali appartengono alle nostre nonne e mi riportano un po’ a una memoria antica». La memoria di una famiglia matriarcale, quella in cui Luisa è cresciuta fin da bambina. «La mia era una famiglia matriarcale, come tutte le famiglie del Sud – ha ricordato – Sono cresciuta principalmente in un contesto femminile, in mezzo a tante donne». Madre di due figlie, la Ranieri è stata una ragazzina timida e introversa, “costretta” a fare i conti con un fisico prorompente, con cui ha fatto pace solo in età adulta e grazie alla stabilità familiare. «Con Luca ho vissuto una sorta di liberazione – ha confessato – Prima ero una ragazza timida e introversa». Ma il ruolo che la aspetta la riporterà in qualche modo alle origini.

 

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«Nella mia prossima fiction vestirò i panni del vicequestore Lolita Lobosco, tratta dai romanzi di Gabriella Genisi. E’ una donna moderna, con mille difficoltà nella relazioni con gli uomini, senza figli, molto sexy, che vuole piacere – ha spiegato – Mi divertiva l’idea di affrontare un personaggio di oggi dopo aver girato “La vita promessa” ambientata negli anni ’30». Non è che poi farà concorrenza al Commissario Montalbano?
«Non credo, sono completamente differenti – ha tagliato corto – E poi Montalbano non ha concorrenti, ci provano tutti, ma senza riuscirci». In molti li vorrebbero uniti in un nuovo varietà, la coppia perfetta per riportare in auge una televisione con uno stile forse dimenticato e superato dalla valanga inarrestabile di reality e talent. Ma al momento i due hanno declinato l’invito fatto espressamente dal nuovo direttore di Raiuno Stefano Coletta. «Sono rimasta onorata di quella proposta, perché con Coletta abbiamo un’amicizia profonda, e solo lui poteva riuscire a farmi condurre “Amore criminale” diversi anni fa su Raitre – ha concluso la Ranieri – Io ero e resto convinta che la conduzione non sia il mio mestiere, io e Luca siamo già piuttosto impegnativi nella vita, e portarci in prima serata persino in tv anche no. Poi mai dire mai, non avrei mai pensato
di fare “Amore criminale” o “Rockpolitik”.
Quindi lasciamo la porta aperta».

 

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