Paola Cortellesi
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Paola Cortellesi

 

Paola Cortellesi è l’attrice della porta accanto. E’ bravissima,
capace, determinata, ma senza farne una questione di fama.
Il suo mestiere è recitare, ma la vita vera resta fuori dal set.

 

tratto da IperSoap Magazine n. 10 Ottobre 2020  p. 86,  a cura di  Cloe D. Betti

 

Lontana dal gossip e dalla mondanità, Paola, sposata con il regista Riccardo Milani, sa dividersi perfettamente tra il piccolo e il grande schermo, in cerca di personaggi femminili che sappiano offrire l’ironia, ma senza cedere al facile sarcasmo. E se al cinema tornerà accanto a Antonio Albanese per il seguito del film “Come un gatto in tangenziale”, in tv ha esordito da poco con “Petra”, l’ispettore protagonista dell’omonima serie di Sky. Creata dalla penna di Alicia Giménez-Bartlett, Petra Delicato, è una donna severa, tosta, due ex mariti e nessuna intenzione di trovare un’ulteriore relazione stabile, sulle tracce di assassini e spacciatori sul lavoro, solitaria e diretta nella vita privata. Zero compromessi. Una donna cui la Cortellesi vorrebbe in qualche modo somigliare.
«Petra è la donna che ciascuna di noi ha desiderato essere almeno una volta nella vita – ha ammesso l’attrice – E’ totalmente libera, slegata dalle griglie che la società impone e dai cliché femminili che inevitabilmente vengono imposti, non si adatta, il che la rende libera, ma anche molto antipatica».

 

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Dalla Gialappa’s Band su Italia Uno, ai varietà accanto a Gianni Morandi e Laura Pausini su Rai1, passando per il suo one woman show “Non perdiamoci di vista” su Raitre, per la Cortellesi la televisione è stata fin dal principio una palestra dove allenare la sua capacità di improvvisazione e dare sfogo alla sua innata ironia, la sua arma migliore. «L’ironia è la mia ancora di salvezza, è un istinto, vale nel lavoro come nella vita, insieme all’autoironia ti può tirare fuori da situazioni anche inaccettabili», ha ammesso Paola che ha trovato in Antonio Albanese il suo “alter ego” maschile. Un amico vero, un collega perfetto. «Non vedevamo l’ora di tornare a lavorare insieme – ha spiegato – Abbiamo un’intesa che ci unisce, quando siamo insieme abbiamo un pensiero unico, ci incastriamo alla perfezione. Non è solo un rapporto professionale, ma una vera e profonda amicizia». Un po’ come quella che lega i due protagonisti della serie di Sky, Petra e il suo vice, Antonio Monte, interpretato da Antonio Pennacchi. «Quello tra Petra e il suo vice è un rapporto nuovo, un’amicizia totale anche se i due continuano a darsi del lei. Petra lo tratta da vice, è una donna acculturata, Monte è abituato a trattare con le canaglie da strada. Tra i due spuntano anche gelosie quando nel mezzo si mettono quegli stracci di rapporti sentimentali che vivono e che durano un secondo». A ruoli invertiti, Petra scardina gli stereotipi delle classiche fiction televisive, là dove il commissario è uomo e la donna è in eterna ricerca dell’amore vero, qua l’ispettore veste Prada. Anche se Petra ai tacchi alti predilige gli scarponcini bassi e alle gonne lunghe il suo immancabile trench.

 

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«Il fatto che non voglia un rapporto duraturo sembra quasi inaccettabile per una donna – ha sottolineato la Cortellesi – Solitamente in tv vengono rappresentate donne più accomodanti, più morbide, Petra non lo è e ne accetta le conseguenze. Tutti i legami prevedono dei cambiamenti e dei compromessi, che Petra ha comunque accettato, visto che ha alle spalle due matrimoni. Ma poi ha capito che non ha più voglia di farli, è la sua vita, se la vuole preservare così. Se ne frega del giudizio altrui, chi di noi è capace di fare questo? Nella vita cerchiamo sempre l’approvazione di qualcuno». Creata da una scrittrice spagnola, Petra è stata paragonata al nostro Commissario Montalbano, pur con le dovute differenze. “Petra è il nostro Montalbano, raccontato in modo diverso – ha concluso la Cortellesi – C’è l’ironia, ma non c’è commedia, è nello stesso genere, ma ha un altro registro. Mi piacerebbe continuare a interpretarla, non ho mai girato serie lunghe per la mia smania di cambiare, ma il bello di questo personaggio è la sua continua trasformazione».

 

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