L'Olio D'Oliva

L’Olio D’Oliva

 

Per chi ama l’olio, questo è il periodo più atteso dell’anno.
Quello dell’olio nuovo che segue la raccolta delle olive,
generalmente tra la fine di ottobre e la fine di novembre.

 

tratto da IperSoap Magazine n. 10 Ottobre 2020  p. 36,  a cura di  Lara Venè

 

Ma non c’è un periodo periodo preciso, talvolta può coincidere anche con gli inizi del mese di dicembre, dipende dal clima e dal tipo di olio che si vuole ottenere. In tutti i casi è un momento di festa, legato alle nostre tradizioni contadine. In realtà, l’olio di oliva, che rappresenta uno degli elementi più importanti della produzione agricola mediterranea, è originario dell’Asia occidentale. Nelle regioni mediterranee l’olivo trovò le condizioni ideali per la sua coltivazione: clima mite e non troppo umido, sole, vento e suolo argilloso. Dagli egizi ai greci, dai romani alle dominazioni spagnole del 1500, la coltivazione dell’olivo si è diffusa ovunque ma, nella quasi totalità, gli ulivi produttivi prosperano nel bacino del Mediterraneo e l’olivo è la pianta che più rappresenta la civiltà mediterranea.

La raccolta
E’ un rito che, soprattutto nelle realtà di appezzamenti limitati, riunisce famiglie e amici. Il periodo varia a seconda del grado di acidità dell’olio che si vuole ottenere e della robustezza di sapore. Gli esperti dicono che se il raccolto avviene prima, l’olio ha un sapore tendente all’amaro e pizzica un po’ al palato. Un gusto che non piace a tutti. Se il raccolto avviene più tardi, invece, il sapore risulta più rotondo. La raccolta può avvenire in un giorno solo o in un week-end, talvolta viene anticipata in base alle previsioni meteo. Rappresenta un momento di festa, una tradizione in cui si riuniscono le forze e si concentrano le fatiche. Si lavora sodo e si condividono le speranze di un buon prodotto e la gioia di ritrovarsi.

 

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Le tecniche della raccolta variano, anche in relazione al numero di piante, all’entità dell’azienda agricola che produce l’olio e a seconda che la conduzione sia familiare oppure no. Per far cadere le olive un tempo ci si arrampicava sugli alberi e si agitavano i rami o si raccoglievano manualmente le olive; oppure si utilizzavano dei piccoli rastrelli ma, con il progresso, sono sempre più diffusi i metodi di raccolta delle olive che prevedono l’utilizzo di strumenti meccanici, che, in maniera automatica, simulano le principali tecniche di raccolta manuali. Con l’avvento della tecnologia sono stati inventati dei pettini pneumatici che permettono una raccolta più accurata. Ancora oggi però sono in molti a preferire la raccolta manuale che richiede un tempo maggiore con il conseguente aumento dei costi della manodopera.
Durante la raccolta, un’operazione importante è la distesa delle reti. Queste sono fondamentali: qui devono confluire tutte le olive che cadono e nessuna dovrà andare dispersa. Quindi, devono essere posizionate ad arte e in modo strategico perché assolvano il compito in maniera giusta. Un’arte fondamentale, soprattutto se gli olivi si trovano in collina dove i terreni sono più ripidi e le olive tendono a scivolare. Le reti poi, devono essere perfette, senza buchi e pulite.

Dalle reti alle casse verso il frantoio
Una volta raccolte, le olive devono essere adagiate in contenitori adeguati per essere condotte al frantoio. Un’operazione questa non secondaria, che gioca un ruolo importante nella bontà dell’olio prodotto. Infine, al frantoio dove le olive vengono pesate e cominciano tutte le operazioni per estrarre l’olio, dal lavaggio alla frangitura alla spremitura. Alla fine nasce l’olio. Per assaporalo al meglio il momento ideale è quello appena successivo alla raccolta e alla spremitura. E’ questo il momento in cui il suo sapore è molto gustoso e ricco di proprietà nutritive. Ed è questo il periodo in cui si moltiplicano gli assaggi e gli amanti del genere, oltre alla classica e intramontabile bruschetta, scelgono le pietanze che esaltano il gusto dell’olio nuovo. Che deve essere usato in gran quantità: adesso è lui il re della tavola.
Sono molti i piatti dedicati alla tradizione dell’olio nuovo, da consumarsi rigorosamente a crudo. In Toscana si va di pinzimonio, ceci o fagioli bolliti, zuppa toscana, ribollita e bruschetta con aglio. Ottimo anche con baccalà e le tipiche verdure autunnali.

 

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L’olio prezioso contro l’invecchiamento
Al di là del gusto, l’olio è un alleato fondamentale della nostra salute. I suoi benefici sono tantissimi ed è considerato un vero e proprio elisir di lunga vita. L’olio d’oliva contiene certi tipi di acidi grassi essenziali che influenzano in maniera benefica il nostro organismo. A partire dallo stato delle nostre arterie. Il tipo di grasso esistente nell’olio d’oliva è in grado di rallentare questo processo attraverso diversi meccanismi, uno dei quali è l’abbassamento dei livelli di colesterolo nel nostro sangue. L’assunzione quotidiana attraverso l’alimentazione dell’olio d’oliva comporta un aumento
del colesterolo “buono” (HDL) a dispetto di quello “cattivo” (LDL). Ecco spiegata la ragione perché nell’Europa del sud si muore 5-6 volte di meno per malattie cardiovascolari.
Per le sue proprietà può perfino essere paragonato al latte materno. La sua forza sta nell’essere generato da un frutto e non dai semi, e nel frutto tutti i nutrienti sono presenti in forma biologicamente attiva fornendo al corpo benefici immediati.

 

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Infine, ricco di vitamina E, ha proprietà benefiche per le ossa, proteggendole da osteoporosi e decalcificazione e, di conseguenza, dai disturbi che ne possono derivare, come le fratture. E’ uno dei pochi alimenti che non ha controindicazioni, a patto che sia ben conservato e che se ne consumi in quantità ragionevoli. L’olio, infatti, è molto calorico.

 

 

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