Nessuno mi può giudicare
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Nessuno mi può giudicare

 

La provocazione di Vanessa Incontrada nuda, con le forme
e le rotondità di una donna normale sulla cover di Vanity Fair
di ottobre, ha riaperto il dibattito sul bullismo contro il corpo
delle donne. “Io sono così”, ha voluto dire la showghirl spagnola,
mettendoci la faccia e il corpo e sfidando tutti coloro che da lei
hanno preteso e pretenderebbero eterna bellezza e perfezione..

 

tratto da IperSoap Magazine n. 11 Novembre 2020  p. 30,  a cura di  Anna Greco

 

Una reazione forte la sua, a nome di molte donne famose e non, costrette alle sue stesse frustrazioni, alla prigione quotidiana di dover essere sempre belle, qualsiasi cosa siano chiamate a fare.
Perchè, diciamoci la verità: che siano a capo di uno stato, alla guida di un’azienda milionaria, ai vertici di organizzazioni mondiali o istituzioni pubbliche, che ricoprano incarichi di elevata responsabilità, fa lo stesso: a qualsiasi livello l’aspetto fisico delle donne ha un’importanza. Mentre nessuno, o quasi, quando sente parlare un uomo in tv, pensa: quanto è grasso, ha la pancetta o il culo piatto, ha i capelli crespi o troppo grigi per la sua età. O ancora: certo che look,
poteva mettersi pantaloni diversi o una camicia di un altro colore. No: un uomo viene giudicato per quello che dice e quello che fa, per il cervello e l’intelligenza che dimostra di avere o di non avere. Per una donna è tutto diverso: mentre parla, si ascolta quello che dice e, al contempo, si dà un’occhiata al taglio di capelli, al vestito se è troppo corto o troppo lungo, al pantalone se è attillato, si controlla quante rughe ha e quanto profonde siano e molte altre cose di questo tipo.
Le donne lo sanno, per questo si dice che debbano lavorare due volte meglio degli uomini per essere giudicate brave la metà.

 

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“Nella nostra società – spiega la dottoressa Barbara Del Bravo, ginecologa e consulente in sessuologia dell’azienda Usl Toscana nord ovest – la donna deve essere sempre performante, dinamica super mamma, figa, insomma sempre al  top. E’ un meccanismo perverso che si è radicato nella nostra cultura per cui alle donne si richiede l’adeguamento a livelli di standard elevati che le condiziona fortemente”.

 

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Vanessa Incontrada aveva abituato il mondo al suo fisico mozzafiato, icona di perfezione, di bellezza e sensualità. Poi c’è stato il cambiamento, quel cambiamento che nella vita di una donna si chiama maternità e anche il suo corpo è cambiato. E forse sono cambiate le sue priorità, ma non quelle del mondo in cui viviamo che la criticava per le sue forme diventate più rotonde e una pancetta più accentuata. “Dall’adolescenza alla menopausa passando spesso attraverso la gravidanza,– spiega la dottoressa Del Bravo – la donna è alle prese con un corpo che cambia e questo porta alla necessità di un continuo adattamento. Negli ultimi anni su questo percorso di per sé sufficientemente accidentato si sono inseriti tutta una serie di elementi socio culturali che hanno reso più complessa l’accettazione di se
per le donne e questo grazie alle pressioni sociali mediatiche e culturali che obbligano a conformarsi ai modelli imperativi verso forme del corpo sempre più magre e sempre più perfette. Un esercizio difficile in una società che dalle donne pretende la perfezione e l’eterna giovinezza.”

 

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La dottoressa racconta come questo meccanismo possa essere talvolta alla base di disturbi del comportamento alimentare sia nelle adolescenti ma oggi anche in donne più mature.
“Bene ha fatto la Incontrada a porre il problema con forza – ha detto Del Bravo – è stata una gran bella provocazione. Dobbiamo aiutare le donne a riappropriarsi della consapevolezza della loro vera bellezza, della loro forza che va ben oltre il fatto estetico e come diceva la grandissima Anna Magnani: io non mi curo mai di quello che sembro, di come gli altri mi vedono. Sono cosi, come la mia vita, le mie speranze , le mie delusioni, le mie gioie, le mie infelicità…..”

 

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Eppure vengono giudicate eccome. Durante l’estate abbiamo assistito al caso della giornalista Giovanna Botteri, criticata invece per i suoi capelli e l’aspetto ritenuto trasandato, quando lei ha spiegato che i collegamenti dalla Cina avvenivano all’alba, talvolta con grandi difficoltà e tempi molto stretti e che, comunque, per lei avevano precedenza
altre cose, come la competenza e la precisione nel racconto dei fatti. Ma la lista delle donne prese di mira per la bellezza mancata sarebbe molto lunga: chi non ricorda i commenti sul culo della Merkel, una delle donne politicamente più influenti al mondo?

 

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E che dire del liceo Socrate di Roma dove, all’apertura dell’anno scolastico, la vicepreside bandisce la minigonna per le studentesse altrimenti ai prof gli cade l’occhio. “Tutti episodi – fa notare Del Bravo – uniti da un fil rouge. Ti guardano come sei vestita, ti giudicano. E’ colpa della donna se la gonna è troppo corta o il vestito troppo scollato. Quindi, se le va a cercare. E se ai prof “casca l’occhio” è colpa delle ragazze che provocano”.

 

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Del resto, a una donna si chiede di piacere a tutte le età. Abbiamo perfino mutuato dal linguaggio anglosassone alcuni slang, anche molto volgari. Milf, ad esempio, è l’acronimo di “ Mother i’(d) like (to) fuck”, che sta ad indicare una donna matura considerata attraente e desiderabile sessualmente.
Se invece ha qualche anno in più la milf diventa una gilf (le grannies o nonnine): ancora più “vecchia”, ma ancora piacente. Sono modi di dire entrati nel linguaggio corrente di molti uomini giovani e meno giovani per cui è normale giudicare l’altro sesso in tutte le fasi della vita a seconda della forma fisica, dell’elasticità della pelle e di altri canoni che continuano ad essere validi solo per le donne.

 

 

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