Sul Magazine IperSoap di Giugno Dieta Mediterranea Elisir di Lunga Vita
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Dieta Mediterranea Elisir di Lunga Vita

 

Tanta verdura, cereali e legumi, olio d’oliva, frutta
fresca e poca carne rossa: sono alcuni dei principi
base della dieta mediterranea, elisir di lunga vita e
dal 2010 dichiarata patrimonio Unesco.

 

tratto da IperSoap Magazine n. 6 Giugno 2021  p. 28  a cura di Anna Greco

 

 

 

La sua storia è antica e nel nome porta le tradizioni alimentari dei paesi del bacino mediterraneo: luogo simbolo di profumi e sapori inimitabili, una natura rigogliosa e terre baciate dal sole.
Sono le abitudini alimentari in uso sull’isola di Creta, nell’Italia meridionale e nella Spagna orientale in un periodo compreso tra gli anni cinquanta e i sessanta ad aver dato vita alla dieta mediterranea: in quel periodo il biologo e fisiologo statunitense, Ancel Benjamin Keys, alle prese con i suoi studi sull’epidemiologia delle malattie cardiovascolari, ne ipotizzò il collegamento con l’alimentazione. Lo studioso analizzò le condizioni di vita di alcune popolazioni di regioni che avevano in comune il clima, uno stile di vita attivo e frugale e che consumavano prevalentemente verdura e pochi prodotti di origine animale. L’elemento principale era sempre il pane, talvolta la polenta e poi fagioli, tante erbe di campo e verdure, principalmente cavoli. Si trattava di pietanze poco elaborate e soprattutto scarse nella quantità visto che la maggior parte della popolazione usciva dal secondo conflitto mondiale e l’abbondanza non si sapeva cosa fosse. Le analisi condotte su quella popolazione rivelarono bassi livelli di colesterolo, assenza di disturbi cardiaci e pochi problemi al sistema circolatorio, le malattie dei giorni nostri insomma. Keys teorizzò così l’ipotesi dei benefici di quella che lui coniò come dieta mediterranea.

 

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Seguirono altri studi su campioni di popolazione più estesi e in diversi paesi e perfino continenti, che portarono più o meno allo stesso risultato: un numero inferiore di malattie croniche e più longevità. Il merito è da attribuirsi ai pochi grassi saturi e più grassi monoinsaturi alla base dell’alimentazione che caratterizza tutti questi paesi che si affacciano sul Mediterraneo e hanno a disposizione, più o meno, gli stessi alimenti. A partire dall’olio che nella dieta mediterranea occupa un ruolo speciale come fonte di grassi e, nella piramide alimentare che, raffigura la frequenza con cui i cibi dovrebbero essere consumati, si trova al secondo gradino. Del resto, tutti i paesi mediterranei, sono ricchi di ulivi e, negli anni, si è sviluppata una vera e propria cultura legata a questo alimento amico della salute. Solo in Italia ci sono più di 500 varietà di olive da cui nascono extravergine unici: ognuno con una proprio gusto e tonalità di sapore. La dieta mediterranea consiglia di consumarne almeno 50- 60 grammi al giorno. Quattro cucchiai circa in tutto, da suddividere tra verdura, primi e secondi piatti.
La sua forza sta nell’essere generato da un frutto e non dai semi. Nella sua composizione troviamo per la quasi totalità i trigliceridi, formati in gran parte dall’acido oleico, noto per i suoi effetti benefici sul sistema cardiovascolare, inoltre é ricco di polifenoli, antiossidanti e antinfiammatori; il betacarotene, utile alla pelle e alla vista; la vitamina E, fondamentale per il rinnovamento cellulare, e l’idrossitirosolo che, si pensa aumenti la capacità delle cellule di riparare il patrimonio genetico.
Accanto a questo prezioso alimento, in vetta alla piramide alimentare della dieta mediterranea ci sono cereali, pasta, pane, ortaggi di stagione e legumi. Questi sono i cibi di cui dovremmo fare un larghissimo utilizzo. Poi ci sono il pesce, i formaggi e i latticini in genere, le carni bianche e le uova. E ancora, frutta di stagione e frutta oleosa. Alla fine, perchè è consigliato farne un consumo limitato, le carni rosse.
Ma non basta consumare questi alimenti per il rispetto rigoroso di questo regime alimentare dai mille benefici. Bisogna stare attenti anche alle quantità, che devono essere misurate. Tutto sì, ma in piccole dosi. Ogni porzione deve rispettare
quantità modeste, che sono comunque sufficienti a soddisfare il nostro fabbisogno. E poi, per comprendere a pieno la filosofia della Dieta Mediterranea dobbiamo sapere che questa non è solo un elenco di alimenti che dovremmo prediligere ad altri. E’ molto di più: è uno stile di vita sano e improntato ad una regolarità fisica che tiene sotto controllo l’indice della nostra massa corporea. Insomma, una vita fatta di frugalità e movimento, buona tavola e tradizioni, cultura alimentare e piacere della convivialità. In fondo, sono queste le motivazioni che nel 2010 hanno portato l’Unesco ad inserire la dieta mediterranea nella lista dei patrimoni culturali immateriali dell’umanità, riconoscendo questo patrimonio ad Italia, Spagna, Grecia e Marocco. Riconoscimento che poi nel 2013 è stato esteso anche a Croazia, Cipro e Portogallo.

 

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Dieta Mediterranea patrimonio Unesco
“La Dieta mediterranea – si legge nella motivazione ufficiale dell’Unesco – coinvolge una serie di abilità, conoscenze, rituali, simboli e tradizioni concernenti le coltivazioni, i raccolti agricoli, la pesca, l’allevamento degli animali, la conservazione, la lavorazione, la cottura e particolarmente la condivisione e il consumo degli alimenti.”
In effetti, dietro al cibo c’è un mondo. E se questo è fatto di tradizioni e mestieri, filiere corte e sostenibilità, l’alimentazione diventa un patrimonio immenso, da vivere e da apprezzare.

 

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La Dieta Mediterranea non ha rivali in fatto di salute
L’ultimo riconoscimento, ma solo in ordine di tempo, la dieta mediterranea lo ha conseguito anche qualche mese fa, classificandosi come la migliore dieta al mondo. Lo ha reso noto Coldiretti sulla base del Best Diet Ranking 2021
elaborato dal media statunitense U.S. News & World Report, noto a livello globale per la redazione di classifiche e consigli per i consumatori. A contendere la vittoria della Dieta Mediterranea sul podio sono state quella dash contro l’ipertensione che, si classifica al secondo posto, e la Flexariana, un modo flessibile di alimentarsi. Al quarto posto la
dieta ipocalorica Weight Watchers e al quinto la dieta della Mayo Clinic, basata su una piramide che incrocia abitudini alimentari e comportamenti quotidiani come mangiare davanti alla tv, non fare attività fisica, assumere troppi zuccheri. “Il primato generale della Dieta Mediterranea – precisa Coldiretti – è stato ottenuto grazie al primo posto in cinque specifiche categorie: prevenzione e cura del diabete, difesa del cuore, mangiare sano, componenti a base vegetale e
facilità a seguirla”.

 

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