Sul Magazine IperSoap PiùMe di Settembre Bud Spencer

Bud Spencer

 

Il suo vero nome era Carlo Pedersoli, ma per tutti noi era Bud Spencer, il
gigante buono del cinema italiano divenuto celebre in tutto il mondo. Quello
che in coppia con Terence Hill ha interpretato scene memorabili e “sistemato”
decine e decine di scocciatori, provocatori, ingiusti e prepotenti.

 

tratto da IperSoap PiùMe Magazine n. 9 Settembre  2021  p. 40,  a cura di Lara Venè

 

A cinque anni dalla scomparsa (era il giugno 2016 quando l’attore romano di origini napoletane, classe 1929, è venuto a mancare), il cinema lo omaggia con un remake di uno dei suoi film più celebri: Altrimenti ci arrabbiamo (1974) diretto da Marcello Fondato di cui sono in corso le riprese e che uscirà nelle sale nel 2022.

 

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Altrimenti ci arrabbiamo
È un film cult, talmente sacro che Lucky Red, uno dei produttori di questa nuova pellicola insieme alla Compagnia Leone Cinematografica, ha tenuto a precisare che non si tratta di un remake, ma di un reboot, una nuova versione, una riedizione apertamente ispirata all’originale. Il film, diretto da YouNuts! (duo di videomaker formato da Niccolò Celaia e Antonio Usbergo) già registi di “Sotto il sole di Riccione”, vede nel cast Edoardo Pesce, Alessandro Roja e Christian De Sica nel ruolo del cattivo. Mentre il ruolo di Spencer è affidato ad Alessandro Roja (Il Dandi in Romanzo Criminale – La serie) e quello di Terence Hill a Edoardo Pesce (Simone in Dogman). Saranno loro Carezza e Sorriso al posto di Ben e
Kid del film originale, i due amici che diventano rivali quando si parla di corse automobilistiche.

 

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Bud Spencer in coppia con Terence Hill ha girato insieme 18 film. Il successo arriva nel 1970 con lo spaghetti-western Lo chiamavano Trinità…, per la regia di E.B. Clucher (pseudonimo di Enzo Barboni), diventato poi un “classico” del cinema in tutta Europa, soprattutto in Germania dove ha una grande popolarità. L’anno dopo grande successo anche per il sequel Continuavano a chiamarlo Trinità, sempre con la regia di E.B. Clucher. E ancora, nel 1974, Porgi l’altra guancia, nel 1977 I due superpiedi quasi piatti. Poi Pari e dispari (1978), Io sto con gli Ippopotami (1979), Chi trova un amico trova un tesoro (1981) di Sergio Corbucci, Nati con la camicia (1983) e Non c’è due senza quattro (1984) entrambi diretti ancora una volta da E.B. Clucher e, infine, Miami Supercops (I poliziotti dell’8ª strada) (1985), che è stato il loro ultimo film insieme.

 

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Nel mezzo c’è stato lo spazio per altri lavori cinematografici in cui Spencer ha recitato da solo e che gli sono valsi riconoscimenti importanti come, per citarne alcuni, Anche gli angeli mangiano fagioli (1974), Lo chiamavano Bulldozer (1978), di produzione italo tedesca diretto da Michele Lupo, la commedia fantascientifica Uno sceriffo extraterrestre…
poco extra e molto terrestre (1979) sempre sotto la direzione di Michele Lupo.

 

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Bud, grande nuotatore
Giovanissimo inizia a nuotare per la S.S. Lazio Nuoto. Nel 1949 esordisce in nazionale e l’anno seguente venne convocato per i campionati europei di Vienna A 20 anni il primo successo a livello nazionale: oro nei 100 sl durante i campionati italiani estivi. E l’anno seguente si afferma ai campionati italiani di nuoto nello stile libero e nelle staffette miste. È il 1950 e, con il tempo di 59”5, nei cento metri stile libero diventa il primo nuotatore azzurro a infrangere la barriera del minuto netto. Un primato che solo lui stesso supererà nel 1951 a Genova, con il tempo di 58”9.
Nel 1951, ai Giochi del Mediterraneo di Alessandria d’Egitto, vince due medaglie internazionali nel nuoto. Gareggia ai Giochi della XV Olimpiade di Helsinki nel 1952 e si classifica al nono posto, poi ancora a quelle di. Melbourne dove arriva fino alla semifinale. E ancora, quelle di Roma nel 1960. Poi l’incontro con Terence Hill e il successo che prosegue sul set.

 

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Ma sono due cose diverse che, Bud Spenceer non manca di rimarcare: “Io distinguo due tipi di successo: quello che ho
avuto nello sport e quello nel cinema. Il primo é mio e non me lo leva nessuno. Il secondo è quello che il pubblico ha deciso di darmi e che mi ha permesso di fare 120 film.”

 

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Un museo a Berlino
Nel giugno scorso, a 5 anni dalla sua morte, nel cuore di Berlino, poco distante dalla Porta di Brandeburgo, ha aperto il Bud Spencer Museum. Un omaggio da parte della famiglia Pedersoli.
Si tratta di una versione, rivista e ampliata, della mostra inaugurata a Napoli (città natale dell’attore) nel 2019, traslata ora in Germania, paese con cui l’attore romano aveva un legame molto forte. Qui, del resto, nel 1979 Bud ricevette il premio Jupiter come attore più popolare.

 

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E negli anni, come ha avuto modo di ricordare il figlio in occasione dell’inaugurazione del museo, la Germania era per Spencer una seconda casa dove aveva ottimi amici.
Il Bud Spencer Museum é un’esposizione di 500 m², tante foto inedite, le locandine storiche dei suoi film più famosi, i veri costumi di scena e innumerevoli cimeli usati per le riprese tra cui la VW Buggy rossa e gialla di Altrimenti ci arrabbiamo! e il camioncino dei gelati e il flipper di Pari e dispari. C’è anche il Bud’s Cine-Lounge, un piccolo cinema in cui riscoprire filmati d’epoca e “Il cibo preferito di Bud”, un ristorante a tema con i piatti divenuti simbolo. Immancabili
i celebri fagioli!

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