Sul Magazine IperSoap PiùMe di Novembre Penélope Cruz

Penélope Cruz

 

Struggente in “Madre paralelas”, travolgente in
“Competentia ufficial”, bellissima su un red carpet che
aspettava una diva come Penélope Cruz da quasi due
anni, da prima che la pandemia spegnesse il glamour
della Mostra del cinema di Venezia.

 

tratto da IperSoap Magazine n. 11 Novembre  2021  p. 82,  a cura di Cloe D. Betti

 

 

Elegante come gli abiti Chanel che ha indossato, l’attrice spagnola, che ha conquistato la sua prima Coppa Volpi come migliore attrice per “Madres paralelas” ha raccontato alla stampa le due figure femminili contrapposte cui ha prestato il volto, una madre alle prese con una gravidanza inaspettata e una regista viziata alle prese con due attori in eterna lotta tra loro.

Capace di mescolare la forza del dramma, con la leggerezza dell’ironia, la musa ispiratrice di Almodóvar, nonostante sia a Hollywood che deve il suo successo, torna spesso a rifugiarsi nella sua caliente Spagna, la terra del regista che l’ha diretta per sette volte, così come di Antonio Banderas, con cui ha girato “Competentia uffficial”. Amici, compagni di vita, uomini che hanno segnato profondamente il suo percorso umano e professionale, così come Javier Bardem, che poi è diventato anche suo marito e padre dei suoi due bambini.

 

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Un legame familiare forte, intenso, mediterraneo, capace di andare oltre la coppia invidiata dall’America falsamente puritana, e a cui la Cruz ha voluto dedicare la sua Coppa Volpi. «Vorrei dedicare il premio al mio meraviglioso marito, ai miei bambini, alla mia famiglia e, soprattutto, a altre due “madres paralelas” della mia vita: mia madre, la mia migliore amica, l’insegnante migliore che abbia mai avuto e mia suocera, che ci ha lasciati pochi mesi fa e che ha fatto tantissimo per il suo lavoro – ha dichiarato – Nel nostro ultimo dialogo mi ha detto: “Ti voglio bene”. Sono state queste le sue ultime parole in un momento di grande fragilità. Poi ne ha dette altre due: Coppa Volpi. E come faceva a saperlo?»

 

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L’emozione che l’attrice ha lasciato trasparire di fronte alla sua Janis, la protagonista di “Madres paralelas”, da lei definito «il ruolo più duro della carriera» ha lasciato il posto al sorriso beffardo nel descrivere Lola, la regista completamente fuori di testa, interpretata nella commedia “Competentia Official”, dove due attori, il bellone e viziato di turno (Banderas) e il sofisticato amante del teatro (Oscar Martinez) sono costretti a lavorare allo stesso, assurdo, progetto cinematografico.

Il film è una netta presa in giro del dorato mondo del cinema, con le sue manie, le sue fobie, le sue follie, tra attori che pretendono cibi vegani, senza glutine, senza lattosio prima di un ciak e altri che cercano la profondità della vita anche dietro a una banale scena comica.

 

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«È stato molto liberatorio, oltre che divertente, interpretare una selvaggia e pure un po’ psicopatica come Lola – ha ammesso l’attrice – È una donna intelligente, ha anche idee brillanti, ma non ha filtri e a volte si comporta da sciocca.
Non le interessa affatto quello che pensano gli altri. Ecco perché non vorrei essere come lei, in fondo è una donna insopportabile e sola.
Comunque ci tengo a precisare che questa non è una parodia né vogliamo mancare di rispetto al settore, ma con grande libertà abbiamo reso omaggio a questo mestiere prendendoci poco sul serio».

Ogni attore ha le sue manie e le sue fissazioni, possibile che la Cruz non ne abbia almeno una? «Tutti facciamo esercizi per la voce o per il corpo prima di andare sul set – ha ammesso – A volte aiutano, l’importante è non dare fastidio né invadere lo spazio degli altri. Non credo che queste siano stramberie, a meno che non vengano fatte per farsi notare o per darsi un tono.

 

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Ricordo in particolare il periodo prima di girare “Non ti muovere”: non mi sono depilata per settimane e avevo i denti neri. Andavo in giro così, dicendo parole in italiano e i familiari che mi venivano a trovare mi hanno detto che avevo completamente perso la ragione. Ogni attore ha un rituale per raggiungere un certo risultato, è sacrosanto, ma non deve rovinare il clima generale».

 

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