Versilia… gli anni ruggenti!

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Un tempo meta prediletta dalle famiglie simbolo dell’alta borghesia e dell’aristocrazia italiana (gli Agnelli su tutti) per le proprie vacanze estive, la Versilia – e più nello specifico Forte dei Marmi – ha subito un mutamento
radicale, con l’arrivo in massa dei facoltosi russi che hanno comprato di tutto: appartamenti, ville, terreni, alberghi e persino stabilimenti balneari.

tratto da IperSoap Magazine n. 7 luglio 2018 p. 26, a cura di Gabriele Noli

I ricchi signori prediligevano la riservatezza, non gradivano le apparizioni pubbliche. Al contrario, i magnati post Unione Sovietica del terzo millennio, alla costante ricerca dell’ultima frontiera del lusso, hanno stravolto il cliché, tra spese folli e mance extralarge ai camerieri dei ristoranti (talvolta sino a mille euro, stando alle leggende del posto). Non c’è da stupirsi più di tanto, allora, se in giro, specie la sera, fanno mostra di sé macchine dai colori sgargianti, grandi come carri armati. Inoltre nel recente passato Forte dei Marmi ha ospitato raduno di marchi leader del settore automobilistico quali Porsche e Maserati.

Ma la Versilia è anche ritrovo abituale di calciatori e personaggi famosi, il cui relax viene spesso messo a dura prova dagli scatenati paparazzi, sempre pronti ad immortalarli. Appaiono così lontani gli anni ‘60, quelli del boom economico, in cui gli Agnelli trascorrevano periodi di svago e spensieratezza nella villa di famiglia acquistata nel 1926 da Edoardo, figlio del Senatore e fondatore della Fiat Giovanni e poi rivenduta per duecento milioni di lire nel 1969 da Gianni, l’Avvocato, a Nino Maschietto, intento a trasformarla in un hotel di lusso, l’Augustus Lido. Forte dei Marmi è stata il “buen retiro” estivo anche dei Moratti, i Rizzoli, i Visconti, gli Orlando, i principi Pacelli, Corsini e Giovanelli Marconi, i marchesi Ginori, lo scrittore Curzio Malaparte, senza dimenticare i reali del Belgio: la regina Paola Ruffo di Calabria nella località più glamour della Versilia è nata ed è spesso tornata per godersi i roventi giorni d’estate. E poi ancora Jimi Hendrix e Charlton Heston, ospiti dell’hotel Augustus. Heston, amato attore e regista americano, era impegnato nelle riprese de “Il tormento e l’estasi”, lui interpretava Michelangelo. Proprio dai favolosi anni ‘60 – e per oltre un ventennio – il meglio della musica italiana e internazionale animava, rendendole indimenticabili, le notti della Capannina di Franceschi (a Forte dei Marmi) e della Bussola (alle Focette, Marina di Pietrasanta). La prima fu aperta da Achille Franceschi nel 1929 ed è riconosciuta come il locale da ballo più antico del mondo, tra quelli in attività. La seconda venne rilevata da Sergio Bernardini nel 1955, che scelse Renato Carosone per l’inaugurazione. E che tre anni più tardi (1958) proprio su quel palco fece esordire Anna Maria Mazzini, la grande Mina. Sarebbe divenuta celebre, di lì a breve. Merito (anche) dell’intuizione geniale di Bernardini. Due dei suoi tre album dal vivo (“Mina alla Bussola dal vivo” del 1968 e “Dalla Bussola” del 1972) contengono registrazioni di concerti che si sono svolti nel locale che lei ha sempre considerato un portafortuna. Il terzo (“Mina Live ‘78”), documenta l’ultima performance dal vivo della cantante, tenuta il 23 agosto 1978 a Bussoladomani, primo teatro-tenda d’Italia realizzato due anni prima (1976) in una vastissima area verde a Lido di Camaiore, a poca distanza dal lungomare, nel quale si sono esibiti Riccardo Cocciante, Renato Zero, Claudio Baglioni, Lucio Dalla, Domenico Modugno, Donna Summer, James Brown, Julio Iglesias, Grace Jones, Barry White. E poi ancora, sotto la gestione di Roberto Brunetti, nel frattempo subentrato a Bernardini, Liza Minnelli, Diana Ross, Dean Martin, Dionne Warwick, Steve Wonder, Joe Cocker, Sarah Vaughan, Jerry Lewis, Gilbert Becaud. La bestemmia che nel 1984 l’attore Leopoldo Mastelloni si lasciò scappare una diretta Rai proprio dalla Bussoladomani, segnò l’inizio di un lento ma inesorabile declino della struttura, poi demolita nel 2000. Un mito che tornerà a rivivere dal 2019 con una serie di concerti organizzati da Mimmo D’Alessandro, padre del Lucca Summer Festival. Torniamo però agli anni ‘60, quelli in cui cominciò l’epoca dorata della Bussola. E, con essa, del Bussolotto, locale ricavato nel piano superiore dedicato in particolare al jazz, che ospitò, tra gli altri, Chet Baker, faccia d’angelo e cuore dannato, capace di incantare tutti con la sua tromba. Anche in questo caso è lunghissimo l’elenco degli artisti che hanno calcato il palco della rinomata discoteca di Focette: Ella Fitzgerald, Adriano Celentano, Louis Armstrong, Marlene Dietrich, Dalida, Joséphine Baker, Tom Jones, Wilson Pickett, Frankie Laine, Platters. E poi, il 18 marzo 1975, Fabrizio De Andrè, il poeta degli ultimi. Il capodanno di sette anni prima (con lo show di Fred Bongusto e Shirley Bassey), era il 1968, passò alla storia per la contestazione organizzata dal movimento studentesco. Uno studente fu ferito alla schiena da un colpo di pistola e rimase paralizzato. Come non menzionare, inoltre, il 1961, quando proprio alla Bussola scattò la scintilla tra una giovanissima Stefania Sandrelli (allora quindicenne) ed un già affermato Gino Paoli. Cantò lui quella sera.

Meravigliosa, come le tante della Capannina di Franceschi, altro locale della Versilia che ha segnato un’era. Un tempo ritrovo abituale di nobili e intellettuali, dal secondo dopoguerra è stata luogo di spettacolari concerti passati alla storia: Ray “Sugar” Robinson, Paul Anka, Maurice Chevalier, Edith Piaf, Xavier Cougat e Abbe Lane. La svolta nel 1977, quando fu rilevata da Gherardo Guidi e la moglie Carla. Ad Amanda Lear, prima ospite, sarebbero seguiti Ray Charles, Gloria Gaynor, Amy Stewart, Billy Preston, Ornella Vanoni, giusto per citarne alcuni. Nel corso degli anni La Capannina ha fatto da set a più di un film estivo: tra questi “Sapore di mare” e “Sapore di mare 2 – Un anno dopo” con Jerry Calà, mattatore ogni estate con i suoi show, “Sapore di te”, sequel diretto sempre dai fratelli Vanzina e “Peccato veniale” del 1974, con la scena del celebre ballo “cheek to cheek” tra Alessandro Modo e Laura Antonelli sotto gli occhi di Fred Bongusto che intonava “Frida”. Ma di pellicole ambientate (interamente o almeno in parte) in Versilia se ne ricordano diverse: “Viaggi di nozze” del 1995 con Carlo Verdone e, soprattutto, “Bagnomaria” del 1999 - girato tra Forte dei Marmi e Pietrasanta - con Giorgio Panariello nei panni dei personaggi che più lo hanno reso famoso: Mario il bagnino, Simone, Merigo e Pierre, già proposti in “Vernice fresca” e “Aria fresca”, trasmissioni di metà anni ‘90 in onda dalla Bussola di Focette con la conduzione di Carlo Conti (tra i comici pure Leonardo Pieraccioni). Canzoni, film, comicità. E arte. Pietrasanta è stata crocevia di grandi maestri della scultura: Fernando Botero e Igor Mitoraj meritano una menzione speciale. Loro che con la “Piccola Atene” (così soprannominata per le innumerevoli opere che ospita) hanno instaurato un legame intenso e profondo.

 

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