Rovazzi

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Professione youtuber, videomaker, autore tv, attore e… cantante. Non ama definirsi Fabio Rovazzi, e forse non sa neanche lui come farlo. Di certo gli piace dire che è un “comico web”, prestato alla musica e al cinema. È un autodidatta, che a 24 anni ha già macinato milioni e milioni di visualizzazioni con il famoso tormentone “Andiamo a Comandare” e ora ci riprova con “Faccio quello che voglio”.

tratto da IperSoap Magazine n. 9 settembre 2018 p. 82, a cura di Santo Pirrotta

"Scusate se sono sparito per tanto tempo - ci racconta - ma volevo fare le cose un po' meglio. Nella mia testa ho tanti altri episodi in cui visiterò anche altri mondi musicali".

E sì, perché il video è un cortometraggio di quasi 10 minuti, a corredo dell'omonima canzone con Al Bano, Emma e Nek. Così Rovazzi torna in campo con il secondo episodio di una serie partita con "Volare" con un nuovo messaggio: "Parlo dell'aspirazione a essere qualcun altro, che è sbagliata, e per questo mi porta in prigione. E poi del modello tutto italiano secondo cui è bene fregare il prossimo". Si riparte da Gianni Morandi che davanti a una canna da pesca svela un segreto a Rovazzi, in piena crisi creativa. Ovvero l’esistenza di un caveau che custodisce la "pozione magica" in pillole e boccette: "L'idea è che sono brutto e non so cantare, quindi rubo le due cose che mi mancano".

Quando scopre le pozioni nelle quali vip come Fabio Volo, Rita Pavone, Carlo Cracco, Eros Ramazzotti e Diletta Leotta hanno conservato bell'aspetto e bella voce, parte un furto e un inseguimento tra auto, motoscafi e moto d'acqua, mentre il volto e la voce di Rovazzi prendono le fattezze dei vip 'derubati'. L'artista gioca con la sua immagine e i camei (presenti anche Massimo Boldi e Flavio Briatore che paga per lui la cauzione), si diverte a recitare senza stuntman, ma le ambizioni evidenti sono registiche: "Sicuramente non aspiro a diventare un cantante e l'intenzione del cinema c'è: il mio sogno è fare un film scritto, diretto e interpretato da me, ma ogni cosa a suo tempo.

C'è qualcosa in ballo, ma non posso ancora parlarne. Quando ho fatto 'Il vegetale' mi sono innamorato completamente del cinema e ho capito che quello che amo è avere il controllo di tutto quello che mi riguarda. Il prossimo step cinematografico preferirei fosse il mio film, recitato da me: dietro le quinte non sei davvero proprietario dei tuoi contenuti". Partito dalla sua  cameretta a Lambrate, un quartiere di Milano, ne ha fatta di strada. Dopo il liceo artistico la sua carriera scolastica si è fermata e si è concentrato sul Web, a cui deve tutto. Senza dimenticare Fedez.

Già, l'ex amico e "scopritore" con il quale ha rotto professionalmente e umanamente: "Sarò sempre grato a Fede per quello che ha fatto per me, per la spinta che mi ha dato all'inizio, per la mano che mi ha dato durante il mio percorso. Le amicizie nascono, crescono, corrono e a volte inciampano: in questo caso siamo inciampati perché abbiamo in mente delle idee differenti, io ho delle velleità totalmente diverse dalle sue. Spero che i rapporti si risanino con il tempo".

Ora Fabio è proiettato verso il futuro, alla neonata società di produzione video Raw con cui ha prodotto, scritto e diretto questo piccolo film e poi chissà. Insomma "nessun dramma e nessuna chiusura definitiva, la vita, come il lavoro, è un percorso in continua evoluzione. I cambiamenti non implicano necessariamente la chiusura dei rapporti". Una cosa sola tiene a precisare: "Federico ha una nuova vita, ha altre priorità... Pur non dovendo dare conto dei messaggi che invio privatamente dico che invece gli auguri per la nascita di Leone sono stati fatti. Non nell'immediato, credo che certi eventi così importanti debbano essere vissuti nell'intimità delle proprie pareti domestiche, ed è giusto che anche un amico rispetti i tempi di gioie così grandi". Tempi che nel mondo dei social forse non sono contemplati, ma Fabio ha più volte sottolineato che li usa, senza esserne schiavo: "C'è gente che sta attaccata tutto il giorno sui social e può essere un'arma a doppio taglio, stanno occupando troppo la nostra vita. È un difetto. Ma farsi i cavoli degli altri è sempre piaciuto a tutti. Io cerco di essere attivo ma non troppo, rispondo quando riesco...". Il messaggio è chiaro e pulito, come quella sorta di patto che ha "siglato" con le famiglie, niente parolacce e volgarità. Si può "comandare" e "fare quello che si vuole" anche "senza alcol e droghe, chiunque si può divertire con quello che ha a disposizione, non mi piace l'eccesso".

Sente molto la responsabilità dei bimbi che lo seguono: “Anche se io non faccio prodotti per bambini. Sono una conseguenza che non avevo previsto, quindi ho un senso di responsabilità e non scado mai nella volgarità. Però mi fermano per strada anche i nonni...”. E sulla sua generazione spiega: "I ragazzi oggi sono spaesati, precari che si sono dovuti inventare nuovi lavori per sopravvivere proprio come ho fatto io. Il mio messaggio è quello di rimboccarsi le maniche se si vuole ottenere qualcosa. Il modello di realizzazione che c'è oggi è sbagliato e mette da parte il garbo e l'onestà dei rapporti umani". Il Web regala illusioni e fama, ma se dovesse sparire? “Può succedere, anche questo è il Web. Ma spero di no, voglio continuare a fare quello che mi piace”.

 

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