Eros Ramazzotti

Millennials
16 Gennaio 2019
Un po’ di tepore
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“Vita ce n’è”, come quella vita che torna spesso nelle canzoni di Eros Ramazzotti.

tratto da IperSoap Magazine n. 1 gennaio 2019 p. 39, a cura di Santo Pirrotta

Il nuovo album che ha già scalato le vette delle classifiche parla d’amore e rappresenta un nuovo inizio, una sfida con se stesso e con il tempo, la voglia di lasciare un segno decisivo e di ‘spaccare’: “È uno slogan, un auspicio, un modo per dire ‘andiamo avanti’ perché ‘ripartiremo insieme, non c’è una direzione sola’…”. Eros lo sa bene, per questo riparte dai sentimenti, che sono ancora una volta il filo conduttore del suo lavoro come della sua esistenza. “E’ un momento storico difficile per l’Italia, per il mondo e c’era bisogno di un messaggio positivo, di un messaggio forte – racconta – L’amore lo è: quello per la musica e quello in generale. Le canzoni devono arrivare al cuore, devono avere la forza per emozionare e dare una spinta positiva. E’ quello che ho sempre fatto e quello che ho sempre sognato di fare”. Non è stato facile rinnovarsi, ma Ramazzotti ce l’ha fatta. Con un album internazionale (uscito in 100 Paesi al mondo, in italiano, e in spagnolo per il mercato latino), in cui il nostro cantante pop più conosciuto nel mondo duetta con Luis Fonsi, Alessia Cara ed Helene Fischer. “Con Fonsi ci siamo conosciuti durante una manifestazione – spiega – Mancava il reggaeton, non lo fa nessuno (ironizza, ndr). Ha accettato subito, mi chiama maestro, e mi sento un po vecchietto.. E’ stato molto carino, un grande professionista. Il provino era diverso, poi ho modificato il brano facendolo diventare un duetto e ho pensando a lui”. Con la popstar canadese Alessia Cara il duetto “Vale per sempre” è stato molto pensato: “Non era facile trovare una voce così. Potevo chiamare Jennifer Lopez, avrebbe detto sì, ma mi è sembrato un cambiamento giusto, Alessia è una ragazza umile e brava, mi è piaciuto il suo timbro, è venuta in Italia con i genitori che sono di origini calabresi e mi hanno fatto tante di quelle feste… Lei si è addirittura inginocchiata quando ci siamo incontrati”. Vita ce n’è, quattordici tracce in perfetto stile Ramazzotti, è dedicato a Pino Daniele: “Per me era un mito, come per intere generazioni, poi è diventato un amico. All’inizio per i nostri diversi caratteri abbiamo avuto un rapporto conflittuale, sfociato poi in un bellissimo rapporto di grande rispetto e stima. Manca tanto al firmamento della musica italiana, per questo ho voluto dedicargli il mio lavoro. Era il minimo”. Molte le collaborazioni italiane presenti nel disco, c’è la firma del decano Jovanotti (“In primo piano”), di Cheope e dei più giovani ma già affermati Federica Abbate ed Enrico Nigiotti: “Non sono geloso del successo degli altri. Mi fa piacere vedere talenti nuovi, ho sempre dato spazio ai giovani, non chiudo, anzi…

I giovani si ricordano di Eros Ramazzotti soprattutto per i vecchi pezzi, per stare al passo con i tempi avevo bisogno di cambiare e collaborare con altri artisti. Ho basato tutto sul rapporto con Cheope, la nostra è una amicizia trentennale. Così è nato l’incontro con Federica e poi con Dario Faini, Nigiotti, Paradiso, Zampaglione, Lorenzo (Jovanotti, ndr)… ma c’è anche un pezzo del figlio di Biagio Antonacci, Paolo, che è un ragazzo molto bravo e talentuoso… gli ho consigliato di risparmiarsi…”. All’album ha lavorato per un anno e mezzo: “Ogni volta ci metto tanto perché lavoro molto sui particolari. E’ un disco importante, almeno per me: alla soglia dei miei 55 anni ha un valore aggiunto molto forte”. D’altronde, come Eros ama spesso ripetere, “bisogna sempre andare avanti, fermarsi non è possibile”: “Guardare avanti sempre, anche nei momenti difficili bisogna essere forti e positivi… Insomma, ‘Vita ce n’è’ non è solo un titolo, ma un concetto più ampio e importante”. Il cantautore ha scelto il Castello Sforzesco di Milano come quinta e Pippo Baudo come sparring partner per presentare il suo quindicesimo lavoro in studio. E a vederli insieme si sente aria di Sanremo: “Io ospite a febbraio? Ci sono, se Baglioni mi vorrà”. Quanto al tour assicura: “A livello spettacolo siamo ancora lavorando sulla scaletta, ma il suono sarà top con musicisti di tutto rispetto. Vorrei inserire tante canzoni, ma un concerto non può durare più di due ore e mezzo: si stanca la gente e mi stanco anche io. Il mio tour del cuore? Quello con Jovanotti e Pino Daniele nel ‘94. E per l’allenamento niente paura… A mantenermi in forma è la lotta sul divano con i miei figli tutte le sere”.

IL TOUR MONDIALE – Il “Vita ce n’è World Tour” di Eros Ramazzotti dal 14 maggio al 26 giugno approda anche in Nord e Sud America passando per città come New York, Los Angeles, Miami, Chicago, Toronto, Mexico City, Buenos Aires, Rio De Janeiro, San Paolo, Santiago del Cile e molte altre. La tournée ha già registrato vendite per oltre 200 mila biglietti sui primi concerti annunciati solo in Europa e il sold out della data di debutto a Monaco di Baviera del 17 febbraio che è raddoppiata. Dopo aver attraversato l’Europa, Eros partirà il 14 maggio alla volta del Messico, paese che recentemente l’ha visto protagonista insieme ad altri artisti internazionali, di un concerto-evento nel complesso delle rovine Maya di Chichén Itzá. Il tour proseguirà poi negli Usa, prima a Los Angeles e poi a Miami in Florida, stato che gli ha conferito il Niaf Award per il prezioso contributo dato alla diffusione della musica italiana all’estero, per arrivare il 18 giugno, dopo le tappe a Panama, in due città del Brasile, in Cile, Argentina e in due arene indoor del Canada, sul prestigioso palco del Radio City Music Hall di New York, che aveva gia’ calcato nel 1991 come primo artista italiano a soli 5 anni dall’inizio del suo percorso artistico. A settembre i live ripartiranno in Europa per toccare poi due città della Russia e terminare a fine ottobre.

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