Vanessa Incontrada

Vanessa Incontrada

«È da vent’anni che il mio nome esce per la conduzione del Festival di Sanremo,
continuerà a uscire anche quando ne avrò 80 di anni. Nemmeno quest’anno è andata».

 

tratto da IperSoap Magazine n. 2 febbraio  2019 p. 83, a cura di  Cloe D. Betti

È la sua croce, il Festival di Sanremo. E Vanessa Incontrada non sa neanche bene perché, se non fosse che a ogni edizione finisce tra le possibili candidate alla conduzione, salvo poi restare a casa. «Va così», sorride l’attrice, nonostante le fatiche di un recente trasloco «tra le cose più complesse che abbia mai fatto, d’altronde in questa nuova casa c’è tutta la mia vita» e i 40 anni appena festeggiati. «Avere quel quattro davanti fa un certo effetto. Il tre in effetti mi piaceva di più». A parte aver compiuto 40 anni, il 2018 è stato un anno importante per lei che ha dovuto superare anche gli attacchi dei social per un fisico diventato più morbido dopo la maternità. Cattiverie da leoni da tastiera, da cui l’attrice non non si è fatta scalfire, perché dalla sua continua ad avere gli alti ascolti che raggiunge in ogni fiction che interpreta. «Dovrei chiedere al pubblico che ogni volta sceglie di seguirmi il perché – ha sorriso – Non so davvero perché io sia una garanzia per gli ascolti. Ma ovviamente ne sono ben felice». L’ultima fiction di cui è stata protagonista è andata in onda su Raiuno in autunno, era   “I nostri figli”, ispirata alla vera storia di Marianna Manduca, la donna uccisa dal marito, i cui figli sono stati adottatati da una coppia di cugini. «Ritengo questi due genitori “adottivi” veri super eroi dei nostri giorni – ha confessato – Non tutti farebbero una scelta di questo tipo, anzi. Hanno preso questa decisione in appena quattro ore, hanno cambiato la loro vita in un soffio, a casa avevano già due figli». La Incontrada, che tante volte sul set ha interpretato il ruolo di madre, nella vita è mamma di Isal, dieci anni. «La maternità non è un punto di debolezza, ma di forza – ha precisato – perché la forza che ti dà un figlio è impensabile. E comunque una donna può scegliere di stare a casa se può permetterselo, di lavorare, o fare la manager, è solo una questione di scelta personale, che va rispettata. Io non sonoamica di mio figlio, sono la madre, ma lo lascio scegliere, è giustoche cominci a farlo. Poi certo i bambini devono avere delle regole, come tutti noi d’altronde». Ha deciso di vivere con la sua famiglia aFollonica, in Toscana, per lasciare fuori dalla porta di casa il rumore e la confusione che spesso il mestiere di attrice porta con sé, ma ultimamente anche la sua “tranquilla” vita di provincia è stata messaore, hanno cambiato la loro vita in un soffio, a casa avevano già due figli». La Incontrada, che tante volte sul set ha interpretato il ruolo di madre, nella vita è mamma di Isal, dieci anni. «La maternità non è un punto di debolezza, ma di forza – ha precisato – perché la forza che ti dà un figlio è impensabile. E comunque una donna può scegliere di stare a casa se può permetterselo, di lavorare, o fare la manager, è solo una questione di scelta personale, che va rispettata. Io non sono amica di mio figlio, sono la madre, ma lo lascio scegliere, è giusto che cominci a farlo. Poi certo i bambini devono avere delle regole, come tutti noi d’altronde». Ha deciso di vivere con la sua famiglia a Follonica, in Toscana, per lasciare fuori dalla porta di casa il rumore e la confusione che spesso il mestiere di attrice porta con sé, ma ultimamente anche la sua “tranquilla” vita di provincia è stata messa a dura prova da un “evento” piuttosto invasivo. Il trasloco. «Se ti vuoi separare dal marito o dal compagno consiglio un trasloco – ha scherzato – Viene facilissimo, un bel trasloco è la soluzione migliore». Per riposarsi dalle fatiche, ha scelto di passare il Capodanno alle Maldive, con il figlio e un’amica. «Ho fatto un Capodanno che non avevo mai fatto in vita mia. È stata un’altra esperienza in più. Il 2018 è stato un anno pieno di belle cose, di crescita, ma anche di difficoltà, come succede a chiunque di noi. Non sono diversa dagli altri. E il prossimo anno non sarà poi così diverso». A inizio anno per la Incontrada non c’è l’elenco di buoni propositi. «Li faccio ogni giorno i buoni propositi, non serve aspettare l’anno nuovo. In generale non mi faccio mai grandi aspettative di quel che verrà domani o fra un mese, perché non si sa mai, la vita è piena di imprevisti». Di certo c’è che Vanessa mette sempre anima e corpo nei personaggi che interpreta, tanto che spesso fa fatica a lasciarli sul set e tornare a casa alla vita di ogni giorno. «Dico sempre che quando inizio un film non riesco mai a essere quella di prima, ogni personaggio mi lascia sempre qualcosa dentro», ha ammesso. Il film che le ha cambiato   la vita è stato  “Il Cuore altrove” di Pupi Avati. «Lì mi si è aperto un altro tipo di mondo – ha confessato l’attrice – Mi ha dato l’opportunità di provare il cinema e la recitazione. Sicuramente è stato un film che mi ha cambiato la vita   sotto tanti punti di vista». Senza paure o remore, la Incontrada ammette candidamente di esser finita a recitare quasi per caso: non ha mai frequentato scuole di recitazione o corsi accademici e questo fa storcere il naso a   molti colleghi che sull’ interpretazione hanno versati anni e anni di sudore e lacrime. «Pupi mi diceva di non frequentare le scuole di recitazione. Nella mia vita tutto è tornato, la mia ruota ha girato bene in tanti momenti, ho avuto l’opportunità di interpretare film e quella è stata la mia scuola, un po’ come il teatro». Ma le invidie si saranno fatte sentire? «Bene o male noi attori ci conosciamo tutti, poi magari esco da una stanza e mi criticano, ma io questo non lo posso sapere – ha concluso – Penso che la scuola ti possa dare tanto, ma la cultura non te là da solo lo studio, conta anche l’esperienza: poi bisogna prepararsi prima di andare su un set.
Il mio studio è il mio istinto».a dura prova da un “evento” piuttosto invasivo. Il trasloco. «Se ti vuoi separare dal marito o dal compagno consiglio un trasloco – ha scherzato – Viene facilissimo, un bel trasloco è la soluzione migliore».
Per riposarsi dalle fatiche, ha scelto di passare il Capodanno alle Maldive, con il figlio e un’amica. «Ho fatto un Capodanno che non avevo mai fatto in vita mia. È stata un’altra esperienza in più. Il 2018 è stato un anno pieno di belle cose, di crescita, ma anche di difficoltà, come succede a chiunque di noi. Non sono diversa dagli altri. E il prossimo anno non sarà poi così diverso». A inizio anno per la Incontrada non c’è l’elenco di buoni propositi. «Li faccio ogni giorno i buoni propositi, non serve aspettare l’anno nuovo. In generale non mi faccio mai grandi aspettative di quel che verrà domani o fra un mese, perché non si sa mai, la vita è piena di imprevisti».  Di certo c’è che Vanessa mette sempre anima e corpo nei personaggi che
interpreta, tanto che spesso fa fatica a lasciarli sul set e tornare a casa alla vita di ogni giorno. «Dico sempre che quando inizio un film non riesco mai a essere quella di prima, ogni personaggio mi lascia sempre qualcosa dentro», ha ammesso. Il film che le ha cambiato la vita è stato “Il Cuore altrove” di Pupi Avati. «Lì mi si è aperto un altro tipo di mondo – ha confessato l’attrice – Mi ha dato l’opportunità di provare il cinema e la recitazione. Sicuramente è stato un film che mi ha cambiato la vita sotto tanti punti di vista». Senza paure o remore, la Incontrada ammette candidamente di esser finita a recitare quasi per caso: non ha mai frequentato scuole di recitazione o corsi accademici e questo fa storcere il naso a molti colleghi che sull’ interpretazione hanno versati anni e anni di sudore e lacrime. «Pupi mi diceva di non frequentare le scuole di recitazione. Nella mia vita tutto è tornato, la mia ruota ha girato bene in tanti momenti, ho avuto l’opportunità di interpretare film e quella è stata la mia scuola, un po’ come il teatro». Ma le invidie si saranno fatte sentire? «Bene o male noi attori ci conosciamo tutti, poi magari esco da una stanza e mi criticano, ma io questo non lo posso sapere – ha concluso – Penso che la scuola ti possa dare tanto, ma la cultura non te là da solo lo studio, conta anche l’esperienza: poi bisogna prepararsi prima di andare su un set. Il mio studio è il mio istinto».

 

 

 

 

 

 


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