Gabriele Gori

Gabriele Gori

 

Giocatore ordinario sui campi in erba, straordinario sulla sabbia.
Gabriele Gori è uno dei migliori al mondo nel beach soccer, sport nato sulle
spiagge del Brasile che si è progressivamente diffuso in ogni angolo del globo,
compresi quelli senza mare.

 

tratto da IperSoap Magazine n. 9 settembre 2019 p. 73, a cura di  Gabriele Noli

 

 

32 anni il prossimo ottobre, è nato e cresciuto a Viareggio, dove tale disciplina è tra le più in voga, merito anche dei tanti trofei vinti dalla squadra cittadina (storico il “triplete” del 2016: scudetto, Coppa Italia e Euro Winners Cup, la versione su spiaggia della Champions League). E proprio Gori è il principale artefice dei successi del Viareggio, grazie ai suoi gol, che destano impressione per frequenza e bellezza. Il 13 luglio scorso a San Benedetto del Tronto, durante una partita della tappa di Serie A contro il Catania campione in carica, ha segnato in rovesciata da una distanza di quasi trenta metri, lasciando tutti sbalorditi, in primis il portiere avversario. Il video di quel capolavoro balistico è divenuto virale sui social, ottenendo milioni di visualizzazioni: è stato persino riproposto dai siti sportivi (e non) del mondo intero, con conseguente accrescimento di popolarità non soltanto per Gori, ma per il beach soccer stesso, che non è sport olimpico e paga il fatto di svolgersi in un limitato periodo dell’anno, genericamente tra maggio e settembre, includendo gli impegni delle Nazionali.

 

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Oltretutto i protagonisti sono ragazzi che d’inverno giocano nei campionati dilettantistici di calcio a undici. Proprio come Gori, che nelle ultime tre stagioni si è diviso tra calcio (con il Castelnuovo Garfagnana, squadra di Eccellenza Toscana) e, appunto, beach soccer, considerati i frequenti raduni predisposti in previsione degli impegni ufficiali. Ed è proprio sulla sabbia che “Tin-Tin” – questo il suo soprannome – si è tolto le maggiori soddisfazioni di una carriera ben lontana dal considerarsi in discesa, nonostante i 30 anni li abbia già superati. I record stratosferici che (ri) stabilisce di volta in volta sono la testimonianza (uno su tutti: nel 2019 ha già realizzato più di 100 reti), la cura maniacale del proprio fisico, una delle motivazioni, abbinata ad una mentalità vincente che lo porta a non accontentarsi mai, anche quando potrebbe sembrare fisiologico. “Mi reputo uno dei giocatori più forti, ma non il migliore in assoluto. Per quello devo lavorare ancora moltissimo”.

 

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Consapevole delle proprie capacità senza correre il rischio di scivolare nella presunzione, per Gori i primati non sono un’ossessione. I titoli di capocannoniere collezionati non hanno influenzato l’atteggiamento mentale di un ragazzo per il quale le vittorie di squadra costituiscono la priorità. “Il sogno più grande sarebbe conquistare il Mondiale”, ammette. I due quarti posti ottenuti nel 2015 e nel 2017 certificano da una parte il valore dell’Italia, dall’altra indicano che c’è ancora un gap da colmare con le nazionali più forti, nonostante le impressionanti cifre di Gori, che nel 2016 era rientrato tra i tre candidati al Pallone d’Oro del beach soccer, sfumato per una manciata di voti. “Ci speravo, ma essere arrivato tra i finalisti è già stato per me un orgoglio”. Come quello provato più di recente, a metà luglio, quando il video della sua prodezza in acrobazia ha letteralmente fatto il giro del mondo. “Forse è stata la rete più spettacolare che io abbia mai segnato. Quando ho visto il pallone spiovere dall’alto, ho calciato senza pensarci su due volte. E per fortuna è andata bene. Gesti simili non li pensi, li fai e basta”. Già dai minuti immediatamente successivi a quella partita, il fuoriclasse viareggino è stato subissato di messaggi e chiamate da parte di persone che volevano complimentarsi con lui. “A un certo punto non sapevo più nemmeno io come gestire la situazione – afferma scherzando – mi ha fatto comunque piacere percepire così tanto affetto. All’inizio non riuscivo a rendermi conto, c’è voluto del tempo. Spero che questo gol venga ricordato a lungo e aiuti ad aumentare la visibilità del beach soccer”. Gori è cresciuto, come la maggior parte dei ragazzi, giocando a calcio. Nei settori giovanili di Pisa e Lucchese, per poi disputare svariati campionati dilettantistici in Toscana e Liguria. A quel tempo il calcio sulla spiaggia era un semplice divertimento da condividere in estate, con gli amici di sempre. Ma nel 2010, con la nascita della squadra del Viareggio in ricordo di Matteo Valenti (scomparso in un incidente sul lavoro), il suo destino sportivo è mutato drasticamente.

 

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Neppure lui poteva sapere quanto straordinariamente forte sarebbe divenuto in pochissimo tempo. Non a caso già in quell’anno è arrivata la chiamata in nazionale, di cui è tuttora un punto fermo. Impossibile anche soltanto dubitarlo, trattandosi del miglior marcatore della storia azzurra con oltre 200 reti, molte delle quali decisive per alzare trofei, come la Euro League del 2018 ad Alghero, in Sardegna: un titolo che all’Italia mancava da ben tredici anni. C’è stato un periodo in cui “Tin-Tin” esultava come Paulo Dybala, tra i suoi idoli calcistici: lui, infatti, è tifoso della Juventus. I colori, il bianco e il nero, sono guarda caso gli stessi della maglia della sua squadra, il Viareggio, con cui la scalata all’empireo continentale l’aveva già completata nel 2016, con un gruppo formato interamente da ragazzi del posto, con l’unica eccezione di un nippo-brasiliano. Due gioie diverse, tra loro non equiparabili perché caratterizzate da sensazioni uniche nel loro genere. Alle quali vorrebbe ne seguissero altre. Basta citarne due non ancora provate: la vittoria del Mondiale e quella del Pallone d’Oro, a potenziale coronamento di una carriera già di per sé eccezionale.

 

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