Marracash
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Marracash

 

“I brani rappresentano parte del mio corpo,
sono fatti di carne, fatti di ossa, fatti di sangue.
Lo stesso corpo di Marra, lo stesso corpo
di Fabio in condivisione da tempo. Non è la
prima volta che li vedete insieme ma è la prima
volta che Marra e Fabio si parlano e l’unica in cui
sarò io a raccontarli”.

 

tratto da IperSoap Magazine n. 1 gennaio 2020 p. 84, a cura di  Santo Pirrotta

 

 

Non poteva descriverlo meglio questo nuovo album, a tre anni di distanza dal precedente disco in studio, in cui Marracash svela la “Persona” dietro il personaggio. “Con questo album è come se Fabio avesse ucciso Marracash – confessa – mettendo in un angolo anche la sua presenza ingombrante. Per me questo lavoro segna anche un nuovo inizio e una nuova libertà conquistata”.

Una libertà che passa attraverso un periodo buio, fatto di depressione e negatività: “I problemi si superano affrontandoli. Nessuno parla del fatto che gli attacchi di panico, i problemi mentali, la depressione riguardino moltissime persone e non solo nel mondo dello spettacolo. Non ho problemi a condividere quello che ho passato, perché mi rendo conto che per molti sono una specie di fratello maggiore. I problemi mentali sono ancora un tabù e se guardiamo i dati, sono in aumento. Si impenna la percentuale di matti pericolosi. Viviamo in un mondo pieno di fake news dalla politica ai social, dove ci mostriamo per quello che non siamo. Nel mio caso personale ci sono state tantissime cose che mi hanno
portato alla malattia, compreso un rapporto con una mia ex che non era affatto sano. Quindi la mia missione è diventata scrivere di tutto questo”.

 

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Ora Marracash è di nuovo felice, ha un nuovo amore, la collega Elodie, con la quale ha duettato in “Margarita”: “È successo tutto per caso. L’etichetta mi aveva proposto questo duetto, lo abbiamo inciso e ci siamo conosciuti sul set del video. Un incastro di pianeti meraviglioso che ci ha consentito di conoscerci e di non perderci di vista. Ma tutto questo è successo come ultimo step di una serie di piccoli passi verso la rinascita. Era come se il destino mi avesse riservato tutte queste belle sorprese sul mio cammino”.

Una rinascita che il rapper sente sulla sua pelle: “È stupefacente come la vita sia cambiata all’improvviso. Se penso che non avevo più stimoli, non volevo uscire, vedevo che uccidevo le giornate senza energia addosso. Poi è arrivato questo disco”.

Un album in cui scopre le carte e si spoglia, mostrando tutti gli organi che compongono un corpo umano, tra forze e debolezze, e attraverso una scaletta di quindici titoli, ciascuno dei quali idealmente abbinato ad una parte del corpo. Dai denti di “Body partss” fino allo stomaco di “Greta Thunberg”, passando per lo scheletro (“Qualcosa in cui credere”), il fegato (“Poco di buono”), il cuore (“G.O.A.T.”) e persino l’anima (“Madame”).

“Quella di suddividere un album per tracce abbinate a parti del corpo è un’idea che ho da anni – ha spiegato Marracash – e per questo album, che è il mio più personale, mi è sembrata adatta”. All’interno del disco sono presenti 9 featuring, 9 persone a cui Fabio ha affidato una parte del suo corpo per definire al meglio Marra: Coez, Cosmo, Guè Pequeno, Luchè, Madame, Mahmood, Massimo Pericolo, Sfera Ebbasta, tha Supreme. A quali tracce abbiano collaborato, Marracash ha voluto però che restassero sconosciute fino all’uscita dell’album, per dare tempo al suo pubblico di giocare con la fantasia. “Forse è strano pensare ai featuring per un album così personale – sottolinea – ma ciascuno degli artisti è stato chiamato in funzione del concept dell’album e dei pezzi. Tutti hanno aggiunto una parte del loro talento in base al progetto nel quale li ho coinvolti”.

 

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Fabri Fibra che in molti si aspettavano, invece, è rimasto fuori: “È un nome tra i tanti la cui assenza mi è stata rimproverata. Non è capitato in questo disco, ma abbiamo tracce insieme e progetti futuri all’orizzonte. Non chiamo nel mio disco gli artisti che ammiro o almeno non solo e non tutti, ma quelli che possono aggiungere qualcosa alla traccia in cui sono ospiti”. Marracash ha scritto tutto in tre mesi: “Dopo tre anni di pausa, e quando ho ripreso a pensare alle canzoni le parole sono sgorgate con la potenza del sangue che esce da un corpo. Per me questo lavoro segna anche un nuovo inizio e una nuova libertà conquistata”.

 

 

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