Giardini d’inverno

Giardini d’inverno

 

di  Virginia Torriani

Chi l’ha detto che in inverno non valga la pena visitare giardini e parchi? La veste invernale di alberi e prati incanta quanto quella di ogni altra stagione per il fogliame sempreverde, il colore della cortecce e le fioriture precoci.

Ecco 5 giardini italiani da riscoprire in inverno

 

  1. Parco del Valentino, Torino

Il più grande parco pubblico di Torino vi farà immergere in un’atmosfera incantata: situato lungo le rive del fiume Po, si distingue particolarmente per il patrimonio naturalistico, con una flora ricca e diversificata. Inoltre, in perfetto stile piemontese, la fauna aviaria è presente in grandi quantità, con diverse specie di uccelli locali. Le origini del Parco del Valentino di Torino risalgono alla seconda metà del 1600, quando la città di Torino sperimentò una nuova e intensa fase di urbanizzazione. Oggi, questo parco si distingue anche per la presenza del famoso Borgo Medievale di Torino, allestito per rendere tributo alle antiche tradizioni storiche e culturali del Piemonte e delle regioni limitrofe. All’interno di questo giardino pubblico è possibile ammirare numerose statue e fontane: la statua di Massimo D’Azeglio, il busto dedicato allo scopritore della nitroglicerina Ascanio Sobrero, il busto dedicato a Cesare Battisti, l’Arco del Valentino o Arco dell’Artigliere (soprannominato anche Arco di Trionfo per la somiglianza con quello francese) e la fontana del Ceppi, conosciuta anche con il nome di Fontana dei Dodici Mesi costituita da una grande vasca in stile rococò circondata da dodici statue.

 

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  1. Giardini della Mortella, Ischia

Questi giardini sul promontorio di Zaro nel comune di Forio, sull’isola di Ischia, vennero creati da Lady Susana Walton, la moglie di origine argentina del compositore inglese Sir William Walton. I coniugi arrivarono ad Ischia poco dopo il matrimonio, nel 1949 e decisero di acquistare un terreno, nella località detta Le Mortelle – dal nome di cespugli di mirto (Myrtus communis) che crescevano fra le rocce – così la proprietà fu chiamata La Mortella. Lady Walton ha sviluppato il giardino per più di 50 anni, all’inizio con l’aiuto ed i consigli del paesaggista inglese Russell Page, poi esclusivamente seguendo la propria ispirazione. Rimasta vedova nel 1983, Lady Walton decise di aprire il giardino al pubblico nel 1991. Vale la pena visitarlo per scoprire l’incantevole versione invernale: la pergola della tea house, il giardino orientale, le grafiche sagome dei bambù. Una visita alla scoperta di un paesaggio d’inverno carico di suggestioni inaspettate e poetiche.

 

 

  1. Villa da Schio, Vicenza

Una splendida villa circondata da ampi spazi verdi esterni e viali alberati. L’ampio parco storico riprende il tradizionale disegno settecentesco, con piante secolari e ampi spazi verdi arricchiti da diverse statue a soggetto biblico e mitologico. I tre grandi viali di tigli e carpini contribuiscono ad aumentare i giochi prospettici dell’intero complesso: al termine ogni viale si apre su terrazze belvedere dalle quali la vista spazia sulla pianeggiante prateria. Il classico giardino all’italiana a ridosso della villa si caratterizza per la presenza di siepi di bosso e di alberi di limone oltre che per la “peschiera”, una grande piscina in pietra, alimentata dall’acqua del torrente Poscola.

 

 

 

  1. Castello di Thiene, Vicenza

Un castello dalle linee gotiche con un immenso parco entrambi visitabili tutto l’inverno. Le cinta di mura e gli ampi portoni sagomati a torre merlata, separano 12.000 mq di verde dalle pubbliche vie. La grande corte antistante il castello, che svolgeva la tradizionale funzione agricola, oggi è caratterizzata da due fila di straordinarie magnolie grandiflora piantumate nella seconda metà del XIX secolo. Il parco che si sviluppa sul retro del castello è attraversato dalla roggia, un canale artificiale fatto costruire dalla comunità di Thiene nel 1281 per bagnare i campi a nord. Con l’acqua della roggia veniva anche alimentata la peschiera che un tempo circondava la grotta realizzata nel 1580 da Cristoforo Sorte, ingegnere e cartografo. E’ una grotta ellittica rivestita di rocce spugnose all’esterno e un tempo decorata anche all’interno con “quadrelli” e “cose marittime”.  Giochi di spruzzi d’acqua affascinavano e stupivano gli ospiti. L’attuale configurazione di “giardino romantico” del parco è il risultato della trasformazione tardo ‘800.

 

 

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 5. Giardini Botanici Hanbury, Ventimiglia.

Si deve alla passione per la botanica di Sir Thomas Hanbury, ricco commerciante di tè a Shanghai, che decise nel 1867 di stabilirsi in Liguria, la bellezza di questo giardino sul promontorio della Mortola.

 

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Hanbury adeguò il parco della sua proprietà alla tendenza neo-mediterranea con lo studio degli accostamenti cromatici e la rivisitazione del disegno formale: oggi, con i suoi 18 ettari, rappresenta uno dei giardini botanici più famosi d’Europa. Con migliaia di specie (quasi 6000 catalogate), di origine prevalentemente tropicale e subtropicale, il giardino è un vero e proprio paradiso di profumi e colori visitabile e godibile tutto l’anno: durante l’inverno fioriscono acacie, aloe, rose, salvie dell’America latina e tra i frutti corbezzoli

 

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