La Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, 76 edizioni di cinema da tutto il mondo

La Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, 76 edizioni di cinema da tutto il mondo

di  Ugo Cirilli

 

 

Come ogni anno, in questo periodo si sta svolgendo a Venezia la Mostra internazionale d’arte cinematografica (28/08 – 07/09/2019), arrivata all’edizione numero 76. Un appuntamento che gli appassionati della Settima Arte attendono sempre con trepidazione, tra star internazionali e film del momento.

Accolto oggi dallo storico Palazzo del Cinema al Lido di Venezia e da altre location vicine, il grande evento nacque nel 1932 in una versione più semplice rispetto a quella attuale. Non era infatti una rassegna a carattere competitivo; i titoli venivano solamente presentati al pubblico, sulla terrazza dell’Hotel Excelsior.

La nuova manifestazione ebbe comunque un successo considerevole, anche grazie allo spessore delle pellicole proiettate: da “Il campione” di King Vidor al primo “Frankenstein”, girato da James Whale con protagonista Boris Karloff.

 

 

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Pur non essendo stata predisposta una giuria, venne indetto un referendum in cui il pubblico poté votare attori, registi e film preferiti.

Durante la seconda edizione, avvenne uno scandalo: il nudo integrale dell’attrice Hedi Kiesler, che si sarebbe affermata poi con il nome di Hedy Lamarr, nel film “Estasi” di  Gustav Machatý. Consideriamo che erano gli anni ’30!

Da quegli inizi lontani la Mostra, divenuta annuale dalla terza edizione, ha attraversato gli alti e bassi della storia. Compromessa durante il fascismo e la guerra da un’impostazione prettamente propagandistica, con la fine del conflitto acquisì di nuovo il carattere di un grande inno al cinema internazionale.

 

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Nel tempo, ha saputo individuare e lanciare promettenti registi e nuove, interessanti tendenze: dal neorealismo degli anni ’40 al cinema giapponese nel 1951 (con “Rashomon” di Akira Kurosawa) e al cinema indiano (con il Leone d’oro nel 1957 a “Aparajito” di Satyajit Ray). E come non citare grandi nomi quali Federico Fellini e Michelangelo Antonioni, che a Venezia riscossero un consenso enorme?

Dopo questi cenni di storia della grande kermesse, vediamo alcune interessanti novità dell’edizione in corso!

 

Film per tutti i gusti e spazio anche alla serialità tv

Tante, come sempre, le novità presentate alla rassegna, che vede quest’anno l’attrice Alessandra Mastronardi nel ruolo di madrina. Aperta da “Le vérité” di Hirokazu Kore’eda, una vicenda familiare con Juliette Binoche, Ethan Hawke e Catherine Deneuve nel cast, la 76esima edizione della Mostra rivela una gran varietà di generi.

 

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Tra i film più attesi, ad esempio, troviamo “The Laundromat” di Steven Soderbergh con Meryl Streep e altre star, incentrato sullo scandalo finanziario dei “Panama papers”; “Martin Eden” del regista Pietro Marcello, che rilegge il romanzo di Jack London ambientandolo a Napoli; “Marriage story” in cui Noah Baumbach racconta un matrimonio in crisi, con Scarlett Johansson e Adam Driver; “Joker”, un “prequel” sulla storia del nemico giurato di Batman che ha riscosso 8 minuti di applausi; “Ad astra”, il film di fantascienza diretto e prodotto da Brad Pitt.

La Mostra è uno specchio dei tempi e, come tale, non poteva ignorare il fenomeno della serialità tv, sempre più vicina al cinema. Paolo Sorrentino ha presentato la serie “The New Pope”, seguito della sua personale e visionaria interpretazione dell’ambiente pontificio di “The Young Pope”.

 

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Nel programma di questa edizione troviamo inoltre, come evento speciale fuori concorso, la prima della serie “ZeroZeroZero”, tratta dal libro di Roberto Saviano sul traffico di cocaina.

 

Non solo film e serie tv…

La Mostra d’arte cinematografica è ormai un argomento di conversazione anche tra gli appassionati di gossip e di moda, data la presenza di star internazionali. Quest’anno, ad esempio, tra gli abiti più “chiacchierati” troviamo quello bianco e vaporoso di Penelope Cruz e la “tunica” di Sienna Miller, mentre al maschile si osserva uno stile più classico con gli intramontabili completi. Si tratta comunque di una dimensione del tutto secondaria; quando in sala le luci si abbassano lo sfarzo degli abiti viene assorbito dalle ombre e solo la magia del cinema brilla, protagonista assoluta.

 


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