22 dicembre 1947, l’approvazione della Costituzione italiana
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22 dicembre 1947, l’approvazione della Costituzione italiana

 

di  Ugo Cirilli

 

 

Il 22 dicembre si celebra una ricorrenza importantissima nella storia del nostro Paese: in quella data, nel 1947, venne approvata ufficialmente la Costituzione italiana.

Il 2 giugno dell’anno precedente si erano tenute le libere elezioni, le prime dal 1924: la guerra era finita, occorreva rifondare lo Stato scegliendo la nuova forma di governo. Per la prima volta in Italia si votò con suffragio universale, ossia permettendo il voto a tutti i cittadini maggiorenni, uomini e donne, senza discriminazioni. Di fatto però rimasero esclusi gli abitanti delle province giuliane di Gorizia, Fiume, Trieste e Pola, della provincia dalmata di Zara e della provincia di Bolzano, zone in cui non vennero organizzati i seggi.

Il referendum vide trionfare la Repubblica sulla Monarchia, con un vantaggio di due milioni di voti. Celebre è lo scatto del fotografo Federico Patellani, che ritrae la giovane impiegata Anna Iberti apparire sorridente da una pagina di giornale bucata, sotto il titolo “È nata la Repubblica italiana”. Un’immagine creata proprio per esprimere l’idea di un nuovo inizio, una rinascita.

 

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La nascita della Costituzione italiana

A scrivere la nuova Costituzione venne chiamata l’Assemblea Costituente, organo legislativo eletto dai cittadini italiani e formato da 556 membri. I partiti più rappresentati all’Assemblea furono la Democrazia Cristiana (207 seggi), il Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria (115 seggi) e il Partito Comunista Italiano (104 seggi). La composizione era trasversale per idee politiche, piuttosto uniforme invece nel livello d’istruzione: appena il 5,5% dei costituenti non era laureato. Le donne erano solo 21.

 

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Le caratteristiche della nostra Costituzione

La nostra Costituzione è suddivisa in due parti. La prima contiene i “Diritti e doveri dei cittadini”, dall’inviolabilità della libertà e del domicilio agli obblighi di rispettare le leggi e concorrere alle spese pubbliche, pagando imposte e tasse. La seconda parte invece descrive l’ordinamento della Repubblica, dal Presidente al Parlamento e alla formazione delle leggi.

 

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La Costituzione viene definita scritta, rigida, votata e lunga. Con “rigida” si allude al fatto che cambiarla richiede un procedimento legislativo molto complesso, con una maggioranza più larga di quella richiesta per modificare le leggi ordinarie. La Costituzione nasce infatti per evitare il prevalere di un solo potere o ideologia, è il frutto dell’unione di vari punti di vista e risulta quindi “lunga”. Il significato dei termini “scritta” e “votata” è chiaro. Infine, la Costituzione è detta “aperta”: lascia alla legislazione successiva delle maggioranze il compito di trovare un equilibrio tra i vari interessi, dando semplicemente dei limiti oltre i quali non è possibile spingersi.

 

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Si tratta quindi di un documento complesso, difficile da sintetizzare ed illustrare in maniera molto diretta. Ci è riuscito sicuramente Roberto Benigni nel suo programma “La più bella del mondo”, trasmesso dalla Rai il 17 e il 18 dicembre 2012 e riproposto il 2 giugno 2016. Uno spettacolo in cui il popolare attore e comico ha commentato, con la sua verve e la sua semplicità, i principi fondamentali dei primi 12 articoli della Costituzione. La trasmissione ha registrato un boom di ascolti: oltre 12 milioni di spettatori per la prima serata, oltre tre per la replica del 2016. Un segnale di quanto gli italiani, nonostante pregiudizi e campanilismi vari, sentano in fondo il desiderio di ritrovarsi attorno ai valori fondanti della Repubblica.

 

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