L’eleganza fa ancora effetto?

L’eleganza fa ancora effetto?

 

 

    di Ugo Cirilli

 

Oggi viviamo in una società che ha abbattuto molte convenzioni nell’ abbigliamento, sdoganando i capi casual e sportivi anche in molti contesti lavorativi. Questo potrebbe farci pensare che un look elegante sia meno apprezzato di un tempo, al di fuori di alcune situazioni formali.

Non è così, come rivelano alcuni studi: indossare un abbigliamento distinto e classico può ancora condizionare profondamente l’impressione che gli altri hanno di noi e, addirittura, il nostro modo di pensare e di agire.

 
Un’impressione di maggiore professionalità

Nel mondo del lavoro, in particolare, l’abito formale può giocare ancora un ruolo determinante nella percezione dell’affidabilità e del potenziale di un individuo.

Diverse ricerche ci forniscono dati interessanti sull’argomento: un look elegante sembra suscitare un’impressione di autorevolezza e competenza. Ad esempio in uno studio (A. Furnham, P. S. Chan, E. Wilson, 2013) alcuni avvocati, presentati in foto a un campione di persone, davano l’impressione di essere più capaci quando indossavano un completo o, quantomeno, una camicia bianca con cravatta, piuttosto che jeans e t-shirt.

Fanno eccezione a questa tendenza le professioni creative, in cui l’outfit casual, anche leggermente eccentrico, può evocare l’idea di una mente originale e innovativa.

 

eleganza

 

Sartoriale e prêt-à-porter

La professoressa Karen Pine, una psicologa inglese conosciuta per le sue ricerche sulla percezione dell’abbigliamento, ha condotto uno studio interessante con i colleghi Ben Fletcher, Neil Howlett e Ismail Orakcioglu.

Più di 300 persone osservavano per pochi secondi la fotografia di un uomo, per poi esprimere le impressioni che avevano ottenuto su di lui. Il suo volto appariva oscurato, per eliminare possibili effetti dell’espressione facciale.

L’individuo ritratto indossava sempre un completo elegante. In alcuni casi questo era sartoriale, realizzato su misura, in altre immagini invece preconfezionato, con un “fit” meno preciso.

I partecipanti allo studio dovevano valutare quanto l’uomo in foto sembrasse loro sicuro di sé, benestante e di successo: le impressioni erano decisamente più positive, quando appariva vestito con i capi sartoriali.

Forse, proprio il dilagare odierno di uno stile casual e delle taglie “ready to wear” ha conferito un nuovo fascino agli abiti su misura, che appaiono più che mai un simbolo di raffinatezza e distinzione.

 

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In un altro studio, gli stessi ricercatori e la collega Natassia Cahill hanno mostrato a 129 partecipanti di sesso femminile le foto di alcune donne, anch’esse con il volto oscurato, presentandole a seconda dei casi come receptionist o manager.

Le persone ritratte erano tutte vestite in maniera abbastanza classica e simile, ad eccezione di alcuni dettagli: ad esempio, la camicetta poteva essere più chiusa o in parte sbottonata, lasciando intravedere l’indumento intimo sottostante, la gonna più o meno corta.

Le partecipanti all’esperimento dovevano esprimere le loro impressioni sulla donna in foto: ad esempio, se dava loro l’idea di essere affidabile e autorevole.

Se era presentata come una dirigente, i giudizi erano migliori quando il suo look appariva più classico e formale, con la camicia più abbottonata e la gonna meno corta. L’abbigliamento non influenzava molto il giudizio, invece, quando i ricercatori dicevano che si trattava di una receptionist. Anche questi dati, quindi, ci inducono a pensare che il look formale faccia la differenza, in particolare, per le posizioni professionali più legate all’ autorevolezza.

 

Gli abiti ci influenzano

“L’abito non fa il monaco”: un detto sicuramente veritiero, che però potremmo rielaborare in “L’ abito influenza il monaco”.

Un concetto un po’ fumoso? Una ricerca americana (M. W. Kraus, W. B. Mendes, 2014) ha riscontrato che gli abiti che indossiamo possono cambiare il nostro modo di pensare e agire.

128 giovani tra i 18 e i 32 anni partecipavano a un particolare gioco di ruolo. Interpretavano infatti la parte dei rappresentanti di una compagnia di biotecnologie, impegnati in una trattativa per acquistare alcune risorse (un’altra persona, a loro sconosciuta, faceva da controparte). Ad alcuni giovani era chiesto di presentarsi indossando un completo elegante, altri vestivano gli abiti che usavano nel quotidiano, mentre a un terzo gruppo erano assegnati i pantaloni di una tuta e una t-shirt bianca.

Sorprendentemente, i primi riuscivano a concludere la simbolica trattativa ottenendo i prezzi a loro più favorevoli: si dimostravano infatti più attenti e tenaci.

 

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Secondo i ricercatori, ciò accadeva perché il completo formale conferiva un grado maggiore di sicurezza, rendendo chi lo indossava meno incline al compromesso. Oltre a questo, l’outfit elegante colpiva probabilmente la controparte, rendendola meno aggressiva e più pacata nella trattativa. I partecipanti con l’abbigliamento più sportivo avevano le peggiori performance e si mostravano maggiormente a disagio.

Questi dati si collegano idealmente a quelli di un altro studio (M. L. Slepian, S. N. Ferber, J. M. Gold, A. M. Rutchick, 2015), che ha riscontrato una maggiore capacità di pensiero astratto in persone vestite in maniera formale. Un aspetto che potrebbe essere legato al grado di sicurezza e autorità conferito dall’abito, che renderebbe più distaccati, tranquilli e maggiormente in grado di riflettere in maniera complessa.

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Allora, semaforo verde per il look formale in ogni occasione?

La ricerca ci dice che un abbigliamento formale continua a influenzare sia la percezione che gli altri hanno di noi, che il nostro modo di agire. Questo sembra particolarmente vero nei contesti professionali, soprattutto in quegli ambiti in cui l’eleganza del look continua a essere considerata un valore aggiunto.

Dobbiamo quindi rimettere mano al guardaroba e presentarci a lavoro sempre con un raffinato completo?

Come precisato da uno degli autori dell’esperimento del gioco di ruolo, la scelta stilistica elegante si addice alle professioni in cui dobbiamo dimostrare autorità e competenza.

Se invece il nostro mestiere richiede di lavorare in squadra con altre persone e raggiungere insieme un compromesso, meglio evitare di esibire un outfit che evoca dominanza.

Preferire una camicia ben stirata alla solita t-shirt potrebbe essere sufficiente a darci un tocco di professionalità!

 

 

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