Aprile dolce dormire: verità o luogo comune? Consigli pratici

Aprile dolce dormire: verità o luogo comune?

Consigli pratici

 

di  Ugo Cirilli

 

 

Tutti conoscono il celebre proverbio “Aprile, dolce dormire”, che associa il mese primaverile a sonni sereni e rigeneranti. Ma le cose stanno veramente così?

Vediamo quali sono le origini della celebre credenza, quanto sia confermata dalla scienza e alcuni consigli per un sonno ristoratore.

 

Perché aprile è collegato al sonno?

Potremmo pensare che aprile susciti relax e distensione grazie alle belle giornate e alle temperature, lontane tanto dall’ afa estiva quanto dal gelo invernale. Condizioni che sembrerebbero favorire il riposo e il sonno. In effetti in questa fase dell’anno possiamo avvertire una vaga sonnolenza, una sorta di torpore legato al cambio di stagione.

Tuttavia, non si tratta sempre di una sensazione davvero “dolce”: la sonnolenza del primo periodo primaverile può trasformarsi in spossatezza, fastidiosa soprattutto quando si deve lavorare, studiare o svolgere mansioni domestiche. Una condizione che accresce il desiderio di dormire, come evocato dal noto proverbio. Cosa la provoca?

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Una fase di cambiamento

La primavera rappresenta un grande cambiamento per l’organismo: le ore di luce aumentano, le temperature si alzano, il nostro stile di vita spesso diventa più attivo e dinamico. Il metabolismo del corpo e i suoi ormoni riflettono queste variazioni: dobbiamo adattarci in poco tempo a una vera trasformazione del quotidiano, dopo i lunghi mesi di freddo e ridotta luminosità dell’inverno.

 

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Affrontare la stanchezza nel modo giusto e dormire bene

Cosa possiamo fare per reagire alla sensazione di affaticamento e, la sera, andare incontro a un “dolce dormire”?

Gli esperti consigliano di mantenere una sana alimentazione, con un equilibrato apporto di carboidrati, proteine, grassi, vitamine e sali minerali, oltre a praticare regolarmente attività fisica. Un’attività a bassa intensità come fare passeggiate o andare in bicicletta è più che sufficiente, purché praticata con costanza (3 o 4 volte a settimana). Il movimento stimola il corpo, aiutandolo a “risvegliarsi”, oltre a indurre il rilascio nella circolazione delle endorfine, ormoni che favoriscono il buonumore.

L’esercizio fisico regolare può avere effetti benefici anche sul riposo notturno, facendoci arrivare alla sera con un po’ di stanchezza che spinge al relax. Tuttavia, è meglio evitarlo nelle ore prima di andare a letto, perché gli sforzi allontanano il sonno.

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È opportuno seguire anche altri piccoli accorgimenti: ad esempio, cercare di addormentarci nell’ orario abituale e non spostare le ore di riposo. A primavera, con l’allungarsi delle giornate, potremmo essere tentati di coricarci più tardi, compensando con una “siesta” pomeridiana. Attenzione! In questo modo rischieremmo di alterare ulteriormente i ritmi sonno-veglia, già messi alla prova dai cambiamenti di luce.

Meglio evitare, durante la cena e dopo, le bevande eccitanti come il tè e il caffè. Sconsigliati nella stessa fascia della giornata anche gli alimenti contenenti tiramina, un composto organico che può aumentare la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa: tra di essi troviamo i formaggi stagionati, gli insaccati e il cioccolato.

Osservare queste sane abitudini renderà il famoso proverbio una dolce verità, nella nostra vita di tutti i giorni. Buona primavera!

Questo articolo è un testo puramente informativo e non rappresenta in nessun modo prescrizioni o consigli medici.


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