La Giornata Mondiale dei Cani in Ufficio

La Giornata Mondiale dei Cani in Ufficio

di  Ugo Cirilli

 

Il lavoro da sbrigare, lo stress, la fretta, una pausa, ancora lavoro… la routine professionale in un ufficio può avere indubbiamente aspetti stancanti e ripetitivi.

E se tra stampanti, pc e telefoni facesse la sua apparizione un cane scodinzolante?

Già la semplice immagine mentale metterà di buonumore gli amanti degli animali!

Da questa idea è nata una ricorrenza davvero singolare, che sarà celebrata il 22 giugno: la Giornata Mondiale dei Cani in Ufficio.

 

Un’idea british

La ricorrenza è stata ideata nel 1996 in Gran Bretagna, su iniziativa dell’associazione Pet Sitter International, la più grande associazione mondiale dei pet sitter professionisti. Da allora ha conosciuto una grande diffusione in tutta Europa, negli Stati Uniti e in Canada.

Una trovata bizzarra e scherzosa? Non esattamente: diversi studi scientifici hanno messo in evidenza l’effetto antistress che la presenza degli animali domestici ha sui loro padroni. L’idea di sdoganare i “pet” sul luogo di lavoro potrebbe avere quindi significative implicazioni sul piano del benessere e della produttività dei dipendenti.

 

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La ricerca sulla presenza dei cani a lavoro

Uno studio pubblicato sull’International Journal of Workplace Management nel 2012 ha confrontato tre gruppi di lavoratori dipendenti: uno poteva portare il proprio cane con sé a lavoro, al secondo non era permesso e il terzo non aveva animali domestici. Durante la giornata lavorativa, i livelli di stress percepito dagli impiegati con il proprio cane accanto diminuivano, mentre aumentavano per gli altri due gruppi.

Anche una ricerca del 2015 del Mississippi State University College, in collaborazione con un noto brand di petfood, ha riscontrato un aumento del benessere sul luogo di lavoro in presenza di un cane.  Lo studio è stato condotto intervistando 750 persone.

 

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Dalla teoria alla pratica: esempi italiani e stranieri

Se l’idea di portare il cane tra le mura di un ufficio sembra di difficile realizzazione, è bene sapere che alcune iniziative sono state già attuate con successo in Italia e all’estero.

Nel 2018 ha fatto scalpore la decisione di Elisa Serafini, allora assessore alla cultura nel Comune di Genova: portare con sé il suo cane Benji a lavoro, permettendo ai collaboratori di fare lo stesso nel rispetto del prossimo e delle regole. Gli animali non potevano essere introdotti in presenza di persone che li temevano, o allergiche al loro pelo. Con questi piccoli accorgimenti sembra che l’iniziativa abbia avuto successo, migliorando l’umore dei dipendenti e liberandoli dalla preoccupazione di non dedicarsi abbastanza ai propri pet.

 

 

 

Anche la sede milanese di Google permette al personale di portare i cani in ufficio, mentre la Nintendo Italia ha lanciato, nella sua sede di Vimercate (MB), i “Pet Friday”, “Venerdì dei pet” in cui ogni dipendente può portare a lavoro il proprio animale domestico.

Simile iniziativa una volta al mese anche alla Mars Italia ad Assago (MI), con il “Pet Friendly Day”, mentre la stilista cruelty-free Elisabetta Franchi ha lanciato un vero progetto di “Dog Hospitality” per i cani dei dipendenti, nella sede centrale della maison a Bologna. Gli animali sono liberi di muoversi in tutti gli ambienti, dagli uffici al grande giardino.

Anche all’estero la pratica è sempre più diffusa presso importanti aziende di vari settori: dall’e-commerce Etsy nel suo centro di New York agli uffici di Amazon, in cui il cane deve però rimanere al guinzaglio e alcuni spazi rimangono interdetti agli animali.

 

I cani in ufficio: come fare

L’idea dei cani in ufficio è certamente pionieristica e, in Italia, non sono ancora molte le aziende che la sperimentano. E’ opportuno elaborare una proposta che valuti come affrontare le eventuali difficoltà e comprenda un regolamento a cui attenersi.

Anche i colleghi devono concordare: non tutti gradiscono la presenza di animali in ufficio, quindi è opportuno che siano disponibili aree in cui i “pet” non hanno accesso. Anche l’indole di ogni singolo cane può fare la differenza, così come la razza: alcune si adattano più facilmente agli spazi chiusi, altre hanno una necessità maggiore di attività fisica e possono manifestare insofferenza in un contesto “di ufficio”.

 

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Pronti a festeggiare il “Dogs at Work Day”? Ricordiamo che la ricorrenza non ci autorizza automaticamente ad irrompere in ufficio con un amico scodinzolante! Tutto dipende dalle decisioni del datore di lavoro.

A ogni modo, la giornata sarà un’ottima occasione per far conoscere a un gran numero di persone un’interessante possibilità. Chissà? Forse in un futuro prossimo gli animali in ufficio diventeranno una presenza anti-stress abituale!

 


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