Le piante grasse, un mondo da scoprire

Le piante grasse, un mondo da scoprire

di  Ugo Cirilli

 

Nell’ immaginario comune le piante grasse per eccellenza sono sicuramente i cactus, alti e allungati o piccoli e globosi.

In realtà le succulente, questo il loro nome corretto, rappresentano un vero e proprio universo a sé nel mondo vegetale, con una straordinaria varietà di forme.

Una caratteristica accomuna tutte le specie: si tratta di piante evolute per sopravvivere in ambienti in cui l’acqua scarseggia per lunghi periodi.

 

piantegrasse_

 

 

Tuttavia gli habitat d’origine, per lo più in Africa e in America, ma anche in Europa e in Asia, sono assai vari e questo ha determinato differenze notevoli tra i vari tipi.

Quelle che in natura si trovano ad affrontare i periodi di siccità più brevi, in genere, hanno mantenuto le foglie, che hanno un aspetto appunto “grasso”. Le specie messe più a dura prova da ambienti aridi sono quelle in cui le foglie si sono trasformate in spine, come i suddetti cactus. Con le spine la natura ha escogitato un raffinato stratagemma: sono una difesa dai predatori, riducono le perdite d’acqua rispetto alle foglie, veicolano l’umidità verso la base del fusto e talvolta riparano dal sole.

Delineata questa distinzione tra succulente con o senza foglie, bisogna dire che entrambi i gruppi ci sorprendono con un’infinità di specie diverse.

 

Succulente per tutti i gusti

Chi predilige le cactacee ne troverà in commercio di tutti i tipi: da quelli che raggiungono altezze notevoli, come il Saguaro, alle varietà di piccole e medie dimensioni dalle affascinanti fioriture come i Notocactus (spesso denominati Parodia) e le Mammillarie.

 

 

cactus_

 

 

Tra le succulente dotate di foglie, particolarmente varie sono le Crassule, un gruppo che conta oltre 200 specie: in genere piccole (ma la Crassula Arborescens può raggiungere i tre metri) hanno foglie “grasse”, talvolta sorprendenti per aspetto e disposizione. La Crassula Tempio di Buddha, ad esempio, sembra una torre orientale in miniatura; la Crassula Hobbit ha particolarissime foglie dalla forma quasi tubolare, che la fa soprannominare “Orecchie di Shrek”, dal noto cartoon.

 

Crassule_

 

 

Alcune piante grasse sono così particolari, che un osservatore non esperto non le inserirebbe nella categoria.

È il caso  del Pachypodium Lamerei o “Palma del Madagascar”. Ha davvero l’aspetto di una palma, con il tronco irto di spine e foglie sottili sulla cima. Regala affascinanti fiori bianchi e in natura raggiunge diversi metri d’altezza, ma può essere mantenuta entro dimensioni piccole in vaso.

 

Pachypodium-Lamerei_

 

Altre succulente hanno quasi l’aspetto di sassi e sono spesso chiamate “Pietre viventi”. Queste specie sono nate in climi talmente aridi, che le loro foglie emergono dal terreno solo in parte, riparandosi dai raggi solari.

 

 

La coltivazione

Come si può comprendere da quanto detto, le succulente sono diverse anche per quanto riguarda le loro esigenze. Due luoghi comuni sbagliati ma molto diffusi vogliono tutte le piante grasse resistenti al sole più torrido e bisognose di cure scarsissime.

La capacità di resistere al sole in realtà è molto varia. Specie originarie di zone subdesertiche come il Ferocactus, in genere, tollerano bene forti radiazioni solari. Altre invece, come le Haworthia e le Gasteria, prediligono posizioni protette dal sole diretto, specialmente delle ore più calde.

Alcune succulente, infatti, in natura crescono al riparo di esemplari adulti o altre piante. Possiamo dire che in genere le piantine molto giovani sono piuttosto vulnerabili alle prolungate esposizioni al sole intenso.

Anche il fabbisogno idrico varia molto da specie a specie.

 

coltivazione_piantegrasse

 

 

Come abbiamo visto, le cactacee si sono adattate per sopportare periodi più lunghi di siccità rispetto alle tipologie dotate di foglie. Il consiglio è documentarsi accuratamente sulle proprie piante, conoscendone magari l’habitat di origine con le sue condizioni ambientali.

Un’attenzione che si adatta in genere alle piante grasse di ogni tipo è lasciar asciugare il terreno tra un’innaffiatura e l’altra: sono molto sensibili ai ristagni idrici e agli eccessi di umidità, che possono risultare anche fatali.

Con i giusti accorgimenti la coltivazione delle succulente può regalare grandi soddisfazioni, permettendoci di creare una collezione davvero varia di piante particolari. Un tocco di affascinante esotismo, che rilassa e fa viaggiare la mente verso terre lontane!

 

5 1 vota
Article Rating
Iscriviti
Notificami
guest
1 Comment
più vecchi
più nuovi più votati
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti