L’Epifania e i suoi simboli

L’Epifania e i suoi simboli

di  Ugo Cirilli

 

Con l’arrivo dell’Epifania, il mondo cristiano celebra una delle sue tradizioni più importanti. Chi ha realizzato il tipico presepe avvicina finalmente le statuette dei Re Magi alla capanna con Gesù Bambino, la Madonna e San Giuseppe.

Il termine Epifania, infatti, significa “apparizione” (dal greco antico “Epifàneia”) e si riferisce proprio al giorno in cui il Salvatore si manifestò all’umanità, con i tre sovrani che raggiunsero finalmente Betlemme. La ricorrenza viene celebrata dodici giorni dopo il Natale, quindi il 6 gennaio per le chiese occidentali, mentre la chiesa ortodossa si rifà al Calendario Giuliano in cui il giorno dell’Epifania è il 19 gennaio.

I Magi: re, sacerdoti o filosofi?

Sulla visita dei tre Re a Gesù, narrata nel Vangelo di Matteo, teologi e altri studiosi hanno dibattuto a lungo, poiché è difficile verificare se e come l’episodio sia realmente accaduto. Sembra che i nomi di Gaspare, Melchiorre e Baldassarre siano stati scelti dalla tradizione cristiana nel Medioevo, semplicemente perché nell’antichità erano diffusi in Persia (oggi Iran), la zona d’origine dei Magi. Proprio in età medievale si consolidò la credenza che i visitatori fossero tre, per i doni ricevuti da Gesù: oro, incenso e mirra.

Gli studiosi cristiani sono quindi divisi sulla storicità dell’evento, descritto in maniera piuttosto essenziale nel Vangelo e arricchito solo in seguito di particolari.

Anche la definizione dei tre personaggi come “Re” è oggetto di dibattito. “Magi” deriva infatti da “magūsh”, un termine anticamente riferito non ai regnanti, ma ai sacerdoti e ai saggi (filosofi, scienziati) della civiltà persiana. Proprio la parola “mago” ha origine da quell’antico termine, adottato anche in Occidente dai greci e dalla civiltà latina. Nelle traduzioni si è scelto di scrivere “Magi” e non “Maghi” per non alludere al concetto di magia, associato nel tempo a un’idea d’imbroglio e ciarlataneria.

 

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La Stella più famosa

La Stella Cometa o Stella di Betlemme è un altro simbolo dell’Epifania: in base a quanto narrato nel Vangelo, avrebbe guidato i tre Re verso la culla del Salvatore. Com’è nata questa suggestiva immagine?

Il testo parla in realtà di una semplice stella. Venne raffigurata per la prima volta con la “coda” da Giotto tra il 1303 e il 1305, nell’affresco “L’Adorazione dei Magi” della Cappella degli Scrovegni di Padova. Sembra che a ispirare l’artista sia stata la visione del passaggio della Cometa di Halley, nel 1301 o nel 1302.

Tra l’altro l’espressione “Stella Cometa”, molto diffusa, in realtà è sbagliata dal punto di vista scientifico: la stella e la cometa sono due corpi celesti diversi, uno che appare fisso e l’altro in movimento.

 

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Dall’Epifania… alla Befana

Concludiamo soffermandoci su un elemento dell’Epifania meno religioso e più folkloristico: la Befana. La figura della simpatica anziana sembra avere origini molto remote, risalenti addirittura a tradizioni precristiane del Nord Europa, diffuse in seguito nell’antica Roma. Pare che in alcune antiche culture la natura invernale fosse rappresentata come un’anziana con il potere di volare sopra i campi, garantendone la fertilità. Un’immagine che il Cristianesimo avrebbe accettato di mantenere, togliendole però il carattere sacrale e adattandola alle proprie tradizioni. Secondo una popolare versione, la Befana sarebbe infatti una donna povera che si impegnò a raccogliere doni per Gesù, ricevendo dai suoi compaesani delle calze nuove come omaggio per il suo gesto.

 

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Curiosi di scoprire di più sulla figura della Befana e sulle origini dell’usanza della calza? Abbiamo dedicato un articolo all’argomento.

 

 


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