Cinque antiche invenzioni che usiamo ancora oggi
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Cinque antiche invenzioni che usiamo ancora oggi

di  Ugo Cirilli

 

A chi non piacerebbe realizzare un’invenzione rivoluzionaria, che porti grandi miglioramenti nella vita delle persone e, magari, successo e ricchezza al suo autore?

Molti si cimentano nel tentativo: in Italia, ad esempio, nel 2017 abbiamo avuto il più alto numero di richieste di brevetto in tutta l’Europa. Tuttavia creare un prodotto davvero innovativo e utile, in questi tempi tecnologicamente avanzati, non è facile.

A volte, un’idea semplicissima può portare a una svolta epocale. Lo dimostrano queste cinque invenzioni davvero antiche che usiamo ancora oggi!

 

La ruota

Si ritiene che la ruota, una delle innovazioni più rivoluzionarie della storia, sia stata inventata nel V millennio a.C. dal popolo dei Sumeri, nell’antica Mesopotamia. Inizialmente composta da un semplice disco di legno forato, utilizzato per lavorare il vasellame, sarebbe stata in seguito migliorata e impiegata come strumento di trasporto.

Probabilmente, in Mesopotamia e in Cina la presenza di animali addomesticati adatti al traino suggerì l’idea di realizzare i primi carri. Alcune civiltà precolombiane, come gli Incas, arrivarono a sagomare oggetti a forma di ruota ma non li usarono per muovere carichi, perché non avevano animali adatti.

Chi avrebbe previsto che un giorno ai bovini e ai cavalli… sarebbero subentrati i cavalli vapore?

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La scrittura

Rimaniamo nel territorio dell’antica Mesopotamia per un’altra invenzione dalla portata enorme. Nella zona tra i fiumi Tigri ed Eufrate ebbe luogo un’altra svolta epocale: gli studiosi ritengono infatti che vi nacque la prima forma di scrittura. Intorno al 3200 a.C. venne infatti sviluppato un sistema di segni da incidere sull’argilla, per annotazioni a fini commerciali e amministrativi.

Prima di allora l’essere umano aveva già tentato di rappresentare la conoscenza, ma lo aveva fatto solo attraverso le immagini (un esempio sono le incisioni rupestri).

Con l’incisione dei segni sull’argilla, la strada per la letteratura e per la trasmissione del sapere venne finalmente aperta.

 

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Il bottone

Un’invenzione semplicissima, che ha cambiato completamente il modo di vestire del genere umano. Quanti capi ancora in voga non esisterebbero senza i bottoni? Sembra che l’umanità abbia iniziato a utilizzarli già nella Preistoria; ne sono stati rinvenuti alcuni risalenti all’età del bronzo, durante scavi archeologici.

Nel XVIII secolo il bottone iniziò a essere considerato un oggetto di design e di moda, con l’impiego di materiali pregiati come l’oro e l’argento. Con la fine del periodo napoleonico, la produzione diverrà sempre più industriale.

A Sant’Arcangelo di Romagna è situato un museo dedicato a questa innovazione, il “Museo del Bottone”, che ne ripercorre la storia nel ‘900 con 8000 modelli.

 

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L’acquedotto

Oggi diamo per scontata la presenza dell’acqua corrente nelle abitazioni, ma immaginiamo come poteva essere la vita quotidiana senza tale comodità.

Capiamo così la portata dell’introduzione degli acquedotti, tipicamente considerati un’invenzione dell’Antica Roma: la città ebbe infatti una rete idrica di ben 350 km, costruita nell’arco di cinque secoli. In realtà, complessi sistemi di irrigazione esistevano già secoli prima in Medio Oriente, tra i Babilonesi e gli Egizi. Ai Romani è però riconosciuta l’applicazione di tali tecnologie alla vita cittadina su larga scala, per usi domestici e termali, per le fontane e l’irrigazione di parchi e giardini. Non a caso Roma era anticamente chiamata “Regina acquarum”, “la Regina delle acque”.

 

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Il sapone

La Mesopotamia, terra d’invenzioni! Non bastavano la ruota e la scrittura; all’antico popolo che abitava la zona è attribuita anche la scoperta del sapone. Un prodotto molto simile è stato infatti rinvenuto, durante alcuni scavi archeologici, nell’area in cui sorgeva la città di Babilonia. Si ritiene che risalga al 2800 a.C.

Sembra che questa invenzione orientale sia giunta in Occidente al tempo delle Crociate e attraverso i commerci dei mercanti veneziani e genovesi, che importavano merci ritenute “esotiche”.

L’antichità del sapone è evidente dal “background” di uno dei tipi più comuni, quello di Marsiglia: nasce da una tradizione francese di 600 anni fa e deriva dal sapone di Aleppo, in Siria, che esisteva già nel 2500 a. C…. quanta storia in una saponetta!

 

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