Gli uccelli: quando la vita scelse l’aria
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Gli uccelli: quando la vita scelse l’aria

di  Ugo Cirilli

 

 

Si librano in alto nel cielo, rapidi, leggeri. Per quante barriere e recinzioni suddividano la superficie della Terra, loro non conoscono limiti.

Per questo, per l’immagine di libertà che evocano, affascinano da sempre l’umanità: gli uccelli, animali capaci di vedere davvero il mondo da un’altra prospettiva.

Una libertà di movimento, la loro, che incute quasi timore: una paura che probabilmente ha ispirato il thriller “Gli uccelli” di Alfred Hitchcock, a sua volta tratto da un racconto di Daphne du Maurier.

Per fortuna, l’attacco dei volatili all’uomo immaginato dai due autori è decisamente improbabile. Così, il volo leggero di questi animali nel cielo azzurro tende, piuttosto, a farci sognare.

Quando e perché Madre Natura decise che, dopo l’acqua e la terra, anche i cieli potevano essere popolati dalle sue creature?

 

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A long time ago…

Sembra che gli uccelli siano nientemeno che diretti discendenti… dei dinosauri. Un collegamento sorprendente tra gli antichi abitanti della Terra, che solitamente immaginiamo mastodontici e alcune tra le creature più leggere della fauna attuale.

Proprio nelle dimensioni troviamo la chiave dell’evoluzione: alcuni dinosauri, per adattarsi all’ambiente, diventarono sempre più piccoli e rapidi, fino a sviluppare le ali. È la spiegazione ipotizzata in un articolo pubblicato sulla rivista “Science”, che ha tra gli autori lo scienziato italiano Andrea Cau dell’Università di Bologna. La conclusione arriva dal confronto tra le caratteristiche anatomiche di ben 120 specie di dinosauri e quelle degli uccelli.

Il cambiamento nacque probabilmente dalle trasformazioni dell’ambiente e dello stile di vita, con i tipi di dinosauri più piccoli che iniziarono a spostarsi dalle praterie ai boschi. Cercando il cibo ed evitando i predatori, si abituarono a salire sugli alberi. Giunsero così a spiccare i primi balzi dai rami, acquisendo in un lungo arco di tempo la struttura adatta al volo ed evolvendo, quindi, negli uccelli.

Le piccole dimensioni consentirono a questi animali di riprodursi in tempi decisamente rapidi. Minuti, prolifici, veloci a nascondersi e a fuggire, sopravvissero alla grande estinzione dovuta al noto asteroide. O, quantomeno, sopravvissero alcune specie: gli antenati dei volatili odierni.

 

Gli uccelli: alcune curiosità

Le specie di uccelli attualmente esistenti sono davvero tante, con un’affascinante varietà di forme, colori e dimensioni: si stima che il numero sia compreso tra 9.000 e 10.500.

Vediamo alcune curiosità!

  • L’unico uccello senza ali è il Kiwi, una specie della Nuova Zelanda che abita soprattutto nelle foreste pluviali, nascondendosi in tane che si estendono anche per diversi metri.

 

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  • L’uccello più piccolo al mondo è il Colibrì, di cui è stato misurato un esemplare di soli 5 cm. Non è la sua unica particolarità: muove le ali a una velocità sorprendente, fino ai 4.800 battiti al minuto.

 

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  • L’Albatros è il volatile con l’apertura alare più grande, che può misurare anche 3,5 metri.

 

  • Lo struzzo non riesce a volare a causa del peso del suo piumaggio, ma eccelle in compenso nella corsa: può raggiungere la velocità di 70 km/h.

 

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  • L’incredibile senso dell’orientamento degli uccelli migratori sembra dovuto alla loro capacità di riconoscere fiumi, montagne, elementi artificiali come le autostrade, perfino la posizione delle stelle. Più recentemente, gli scienziati hanno dedotto che alcune specie si orientano percependo il campo magnetico della Terra, anche se non è ancora chiaro in che modo ciò avvenga.

 

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  • Alcuni uccelli, come i piccoli pappagalli detti “Inseparabili” e i pinguini, sono monogami: due partner rimangono insieme per tutta la vita. E, se un membro della coppia muore, l’altro in genere rimane “single”.

 

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