L’armocromia ci guida a scoprire i giusti colori per il nostro look
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L’armocromia ci guida a scoprire i giusti colori per il nostro look

di  Ugo Cirilli

 

 

Oggi è fin troppo facile, tra sconti eclatanti, Black Friday e saldi stagionali, ritrovarsi un armadio pieno di indumenti. Per scoprire magari, nostro malgrado, che solo alcuni di essi ci valorizzano e fanno sentire a nostro agio.

Molte persone seguono acriticamente tutti i dettami della moda, ma un capo d’abbigliamento dev’essere soprattutto in armonia con l’aspetto di chi lo indossa. E il colore è sicuramente uno dei fattori essenziali da considerare.

Per favorire la scelta delle giuste sfumature nel look, esiste una disciplina ad hoc: l’armocromia. Un approccio che studia gli abbinamenti cromatici ideali per ogni persona, con radici nelle riflessioni di pittori, scrittori e designer nel ‘900. In Italia sta incontrando un notevole successo grazie alla consulente d’immagine Rossella Migliaccio, molto seguita su Instagram, che ha strutturato un vero e proprio metodo e pubblicato un libro sull’argomento, intitolato proprio “Armocromia”.

 

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Il nome nasce dall’unione delle parole “armonia” e “chroma” (colore in greco). Il principio alla base è semplice: i colori degli occhi, dei capelli e della carnagione rivelano quali tonalità del vestiario (o del make up) valorizzano la persona o, al contrario, hanno l’effetto di “offuscarla”.

A questo punto vi chiederete come avviene la valutazione dei colori in base all’armocromia. Il metodo principale è il draping, che prevede di avvicinare tessuti di colori diversi (e varie gradazioni dello stesso colore) al viso, per osservare l’effetto. Tuttavia, la valutazione può rivelarsi complessa perché richiede un notevole senso estetico e, magari, un po’ d’esperienza. Il consiglio per chi vuole evitare il rischio di errori è, quindi, affidarsi a un/a consulente d’immagine competente.

Tuttavia, un aiuto interessante viene anche dalla teorizzazione anni ’70 di Bernice Kentner, autrice del libro “Color me a season”, tutt’ora un punto di riferimento nel settore. Secondo l’autrice, i tipi fisici umani possono essere suddivisi in quattro gruppi, associato ognuno a una stagione diversa. Una classificazione utile per orientare correttamente le scelte in fatto di look.

 

 

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Il gruppo “primavera” comprende le persone dai colori piuttosto chiari ma non chiarissimi, che potremmo definire “radiosi” (ad esempio capelli biondo cenere o castano chiaro, pelle rosea o leggermente beige, occhi verdi): a loro sono consigliati abiti dai toni caldi come l’arancione, il marrone, il giallo, ma anche nei colori del cielo e dell’acqua o verdi.

Il gruppo “estate” invece si riferisce agli uomini e alle donne più “nordici”, con pelle e occhi molto chiari e capelli solitamente biondi. Per loro la teoria consiglia colori freddi e sobri come il blu, il lavanda, il bianco perla, al massimo qualche tocco più audace come il rosso ciliegia e il giallo limone. Sconsigliati in genere gli altri toni forti e quelli fluo.

Nel gruppo “autunno” rientra invece chi ha un incarnato tendente all’olivastro, capelli in genere castani, occhi verdi o marroni. Insomma, cromatismi non chiari ma nemmeno scurissimi. I colori a loro consigliati per il look sono all’incirca quelli della stagione che dà il nome al gruppo, come il marrone, il rosso, l’arancione e il crema. Sconsigliati invece il grigio e il nero.

Infine, il gruppo “inverno” racchiude i tipi dai colori più scuri. Vi rientrano le tonalità di pelle dal brunito al nero, ma anche persone dall’incarnato più chiaro: determinanti sono la capigliatura, nera o castano scuro e gli occhi, molto scuri anch’essi o chiari, contrastanti con la chioma. I colori consigliati hanno un comune denominatore: sono decisi. Possono essere vivaci come il verde brillante e il rosso, o scuri come il blu, il nero e il grigio. Sconsigliati invece i toni tenui e caldi, “autunnali”.

Le varie, possibili combinazioni tra capigliature, colore degli occhi e della pelle creano tuttavia vari sottotipi, per cui si consiglia un approfondimento dell’argomento attraverso la lettura di un testo esauriente o, come già suggerito, una consulenza personalizzata. E voi, a quale stagione avete scoperto di appartenere?

 


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