La meditazione
meditazione_cover

La meditazione

 

di  Ugo Cirilli

 

È una pratica dalle radici antichissime, nata per favorire l’autocontrollo e l’equilibrio della mente: la meditazione conta un numero crescente di praticanti in tutto il mondo.

Viene citata espressamente per la prima volta nelle Upanisad, testi sacri induisti scritti tra il IX e il VIII sec. a. C., e i suoi elementi caratteristici sono presenti in diverse tradizioni religiose.

Il punto centrale della meditazione è l’atto di focalizzarsi sul momento presente, sul qui e ora, anziché perdersi dietro ai pensieri stressanti che ci attraversano la mente. Da questo punto di vista, la tradizione orientale trova alcuni punti di contatto con la preghiera occidentale: a volte utilizza suoni ripetuti, i mantra, che portano l’attenzione sulle parole occupando la mente.

 

pace_

 

Meditare non richiede necessariamente di emettere suoni e riferirsi a teorie spirituali. Anche respirare in maniera lenta e profonda, focalizzandosi sul respiro, rappresenta una pratica potenzialmente molto efficace.

Esistono diverse forme e scuole di pensiero. Una delle più note è sicuramente lo Yoga, che alla concentrazione associa particolari posizioni corporee. La classica posa del “fiore di loto”, a gambe incrociate, è la versione zen o zazen. La mindfulness è una variante occidentale, nata per semplificare l’approccio alla pratica meditativa. Esiste persino una forma di meditazione in movimento, in cui si ricerca la concentrazione sull’atto di camminare, evitando i pensieri disturbanti. Chissà, forse ci siamo trovati a praticarla già inconsapevolmente?

 

yoga_

 

In un panorama tanto vario, è consigliabile informarsi in base alle proprie esigenze e cercare un/a docente o una scuola con l’opportuna formazione, per apprendere correttamente la tecnica.

 

L’abbigliamento giusto

La parola d’ordine nella scelta degli indumenti per la nostra meditazione è comodità. Capi piuttosto larghi, materiali morbidi, magari fibre naturali. Non dobbiamo essere distratti da cinture strette e, in genere, da nessun senso di costrizione. Per meditare può essere consigliabile togliersi le scarpe. Colori neutri e chiari hanno un effetto rilassante rispetto alle tonalità forti. Sono quindi indicati, soprattutto se partecipiamo a sessioni di meditazione in compagnia di altre persone. In tale circostanza, infatti, vestire in maniera vistosa potrebbe rappresentare un elemento di disturbo nell’atmosfera di quiete e raccoglimento.

 

Scienza e meditazione

È interessante sapere che la scienza ha studiato i benefici della meditazione, ottenendo risultati interessanti. Ad esempio il prof. Richard Davidson, docente di Psichiatria alla University of Wisconsin, ha avviato una stimolante collaborazione con il Dalai Lama.

Davidson si è servito della risonanza magnetica per studiare l’attività cerebrale di un campione di monaci tibetani, esperti di pratiche meditative. Questi soggetti dimostravano capacità attentive spiccate e una ridotta attivazione di un’area cerebrale, l’amigdala, in risposta a suoni disturbanti. L’amigdala è coinvolta nelle sensazioni di paura. Gli esperti di meditazione, praticamente, reagivano con più calma ai rumori forti e senza preavviso.

 

monaci_tibetani

 

Altre ricerche hanno riscontrato un grado di concentrazione maggiore nelle persone abituate a meditare. Ad esempio, sembra che durante la pratica presentino una minore attivazione di un circuito di aree cerebrali chiamato Default Mode Network (DFM). Il DFM si attiva quando la mente vaga tra i pensieri, senza riuscire a focalizzarsi su qualcosa di preciso. Chi medita da tempo sembra quindi meno distraibile. Alcuni studi hanno messo in relazione un’attività eccessiva del DFM con la depressione e perfino con alcune dipendenze. Se i dati venissero confermati, potremmo scoprire che meditare rappresenta un fattore di prevenzione anche rispetto a tali problematiche.

 

meditazione_

 

Di certo, oggi sappiamo che le antiche pratiche contemplative possono aiutarci ad affrontare con serenità ed equilibrio il quotidiano. In una società piena di stimoli frastornanti, tra rumori, caos e smartphone che trillano di continuo, quella ricerca di silenzio interiore risulterà davvero rigenerante.

Questo articolo è un testo puramente informativo e non rappresenta in nessun modo prescrizioni o consigli medici.

 

 

 

0 0 voti
Article Rating
Iscriviti
Notificami
guest
1 Comment
più vecchi
più nuovi più votati
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti