27 gennaio, la Giornata della Memoria
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27 gennaio, la Giornata della Memoria

 

di  Ugo Cirilli

 

 

Negli anni ’30 e negli anni ’40 del ‘900 ebbe luogo una delle più spaventose tragedie della storia umana. Una vera e propria legalizzazione dell’odio verso il “diverso”, qualunque cosa significasse quell’aggettivo. Un orrore che portò dapprima alla discriminazione, poi a un impressionante genocidio che colpì la popolazione ebraica, ma anche altre minoranze etniche e religiose, oppositori politici del nazismo e del fascismo, omosessuali e persone con handicap. Si stima che le vittime, in totale, siano state tra i 15 e i 17 milioni. Una cifra agghiacciante, una memoria storica con cui è difficile e doloroso confrontarsi, ma la cui conoscenza va assolutamente tramandata. Ricordare, per non ripetere. Anche oggi, quando nuove forme di precarietà e tensione rischiano di riaccendere focolai di intolleranza.

 

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Per questo, perché il ricordo della tragedia serva da ammonimento, dal 2005 l’Assemblea Generale della Nazioni Unite ha indetto la Giornata della Memoria che si celebra il 27 gennaio di ogni anno. Perché è stata scelta quella data?

 

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27 gennaio: il mondo conobbe la verità

In quella giornata nel 1945 le truppe dell’Armata Rossa fecero irruzione nel campo di concentramento di Auschwitz, in Polonia, liberando i prigionieri superstiti.

Le testimonianze dei soldati liberatori e degli ex internati fecero sì che il mondo scoprisse per la prima volta, nei dettagli, l’orrore e la follia di un vero programma di sterminio. I russi si erano già imbattuti in altri campi di concentramento trovandoli però dismessi dai nazisti, decisi a cancellare le prove dei propri misfatti. Con Auschwitz, nascondere e negare non fu più possibile.  Proprio lì, infatti, si erano ritirate le truppe hitleriane in fuga, recludendovi i prigionieri che non erano morti nel viaggio.

 

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La Giornata della Memoria in Italia: tante iniziative per non dimenticare

Nel nostro Paese, come altrove, la Giornata della Memoria è un’occasione per importanti iniziative. Roma, per esempio, colpita profondamente dai rastrellamenti che ebbero luogo nel suo ghetto ebraico, ricorderà l’Olocausto con vari eventi. Tra questi, il 27/01, la proiezione alla Casa della Memoria e della Storia del film “Perlasca, un eroe italiano”, incentrato sulla vicenda di Giorgio Perlasca, che salvò la vita di oltre cinquemila ebrei ungheresi. A Milano l’eco della tragedia risuona ancora in un luogo simbolo, il Binario 21 del Memoriale, da cui partirono treni diretti verso i campi di concentramento. A bordo, prigionieri ebrei italiani e oppositori politici antifascisti. Proprio a Milano, a gennaio 2020, gli studenti potranno ascoltare testimoni che hanno vissuto in prima persona la deportazione, in tre incontri che registrano già il “tutto esaurito”. Il 20 gennaio la Senatrice Liliana Segre incontrerà i giovani al teatro degli Arcimboldi, il 27 gennaio a parlare sarà la poetessa e scrittrice Edith Bruck al conservatorio Giuseppe Verdi. Nello stesso luogo il 10 febbraio interverrà invece l’ex deportato Samuel Modiano.

 

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Ricordare non significa solo confrontarsi con la doccia fredda dell’orrore, ma anche scoprire la ricchezza di un patrimonio culturale, quello ebraico, che si era radicato in varie zone del mondo divenendone un aspetto caratterizzante. Una ricchezza che il nazismo e il fascismo tentarono di distruggere. Così, ad esempio, a Rimini il 25 gennaio si terrà una visita guidata alla scoperta delle tracce di cultura ebraica in città. A Udine, tra le molte iniziative, sarà presentato il volume “I Luzzatto del Friuli – Una famiglia ebraica tra il Risorgimento e l’Unità”, storia del legame tra una dinastia di origine giudaica e importanti vicende storiche italiane. A Livorno, città caratterizzata da tempi lontani da un’importante comunità ebraica, avrà luogo un singolare evento: “Run for Mem”. La “corsa della memoria” non competitiva, giunta alla IV edizione, quest’anno vedrà un testimonial d’eccezione: Shaul Ladany, podista israeliano 83enne sopravvissuto al campo di concentramento e all’attentato delle Olimpiadi di Monaco ‘72. Un personaggio simbolo della volontà di vita, speranza e rinascita di chi ha conosciuto l’orrore da vicino.

Il ricordo può essere tramandato e amplificato dall’arte, come dimostra l’evento del 23 gennaio all’Auditorium Parco della Musica di Roma: il concerto “Là dove giace il cuore – note e parole d’esilio” che comprende i reading di Manuela Kustermann e Alessandro Haber. Alle 21:15 del 27 gennaio sarà trasmesso in TV su Rai5.

 

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Questi esempi sono solo una piccola parte delle iniziative in programma in ogni regione d’Italia. È possibile informarsi facilmente online, per conoscere gli eventi nella propria zona. Ma la Giornata della Memoria dovrà essere soprattutto una ricorrenza interiore: una riflessione per capire che non esistono forme di odio e discriminazione accettabili. Siamo noi a scrivere la storia, noi a preparare, ogni giorno, i futuri scenari dell’umanità.

 

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