Biliardino, una storia anche italiana
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Biliardino, una storia anche italiana

 

di  Ugo Cirilli

 

Il biliardino è un passatempo amatissimo, uno dei pochi giochi “vintage” che sopravvivono nel nostro periodo hi-tech. Nonostante questo, non se ne conoscono le origini esatte.

Curiosamente, sembra che diversi inventori in varie nazioni abbiano avuto la stessa intuizione.  Secondo una delle ipotesi più diffuse il primo ideatore fu il tedesco Broto Wachter negli anni ’20 o ’30. Nello stesso periodo però pare che anche il francese Lucien Rosengart, operaio Citroën e inventore, abbia concepito un prodotto simile. Come se non bastasse, nel 1937 la Spagna vide nascere una versione locale del biliardino; Alejandro Finisterre registrò infatti il brevetto del suo futbolìn. Sembra infine che, nello stesso anno, un artigiano di Poggibonsi (SI) abbia costruito il primo biliardino italiano. Il suo lavoro si limitò però ad alcuni prototipi.

 

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Se regna l’incertezza con vari possibili padri del celebre gioco, sappiamo che la produzione industriale venne avviata nel 1947 a Marsiglia da Marcel Zosso. Due anni dopo l’imprenditore portò il suo business anche in Italia. Curiosamente, nel nostro Paese trovò fornitori soprattutto tra i produttori di bare, mentre si occuparono della manodopera i detenuti del carcere di Alessandria. Il biliardino era già presente in Italia, importato dall’estero e utilizzato anche nella riabilitazione motoria dei soldati. Solo con l’inizio della produzione da parte di Zosso conobbe però un vero boom; si lanciò nel settore anche l’azienda Garlando, tuttora uno dei principali brand.

Da allora il biliardino o calcio balilla, com’è chiamato in Italia, ha conquistato un posto d’eccellenza tra i passatempi più amati. Già negli anni ’50 iniziò ad assumere anche una connotazione sportiva con veri tornei. Nel 1998 si è svolta a Parigi la prima Coppa del Mondo. Dal 2002 esiste una Federazione internazionale con 50 nazioni aderenti; ne fanno parte anche la Lega italiana calcio balilla e la Federazione paralimpica italiana calcio balilla.

 

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Per concludere, vediamo alcune curiosità sul biliardino!

 

  • Nel 1954 la Questura di Roma ne vietò l’utilizzo nella capitale: le famiglie erano preoccupate per l’attrattiva che esercitava su bambini e ragazzi, distogliendoli dallo studio e portandoli a trascorrere troppo tempo nei bar.

 

  • Il più grande mai realizzato misura ben 7 metri e ha 22 postazioni per i giocatori. Si chiama Football XXL ed è prodotto da un’azienda olandese.

 

  • Le ragioni della dicitura italiana “calcio balilla” non sono chiare. Secondo un’ipotesi, il gioco sarebbe stato dedicato al patriota genovese del ‘700 Giovan Battista Perasso, detto Balilla, quando veniva utilizzato dai reduci. Un’altra teoria fa risalire la denominazione al periodo fascista. Difficile capire quale sia la giusta spiegazione. L’unica certezza è il divertimento che il calcio balilla offre da decenni!

 

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  • Nel 2014 a Ostia si è svolto il Biliardino Day: una giornata di festa per i 65 anni del gioco, con 10 ore di sfide ad accesso gratuito.

 

  • Il biliardino è amato anche dai “VIP”: recentemente, ad esempio, si sono fatte fotografare con il gioco Diletta Leotta e Laura Pausini, assieme alla sorella Silvia. Si tratta di scatti “casalinghi”: nei luoghi pubblici le partite sono sospese a causa del Covid-19 (il gioco non consente il distanziamento e le manopole andrebbero sanificate continuamente).

 

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  • Per l’uscita di un nuovo videogame con protagonisti Holly e Benji, è stato lanciato un biliardino dedicato ai calciatori del cartoon anime. Il costo? Non proprio accessibilissimo. Il tavolo è parte del pacchetto “Legends edition”, che oltre al videogame comprende vari accessori per un totale di 1.999 euro!

 

  • Esistono alcuni modelli di biliardino davvero singolari. Tra questi il “Totò Treme Terra Foosball”, con una lampada e altoparlanti hi-fi per ascoltare la musica. Se invece apprezzate l’ecologia e la leggerezza, potreste optare per il modello “Kartoni” in fogli di cartone e legno, materiali riciclati e riciclabili. Ideato da un’azienda tedesca, è ripiegabile e comprende un altoparlante al quale collegare l’iPhone.

 

 

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