14 Febbraio San Valentino: com’è nata festa degli innamorati
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San Valentino: com’è nata festa degli innamorati

 

di  Ugo Cirilli

 

 

Il 14 febbraio si celebra la ricorrenza più amata dagli innamorati: San Valentino. Una data che evoca subito romanticismo, bigliettini a forma di cuore, regali… ma com’è nata questa consuetudine?

Se il nome evoca la figura dell’omonimo santo, alcuni storici pensano che le radici della “festa dell’amore” siano molto più remote.

Sembra infatti che nell’antica Roma a metà febbraio si celebrassero i Lupercalia, una ricorrenza legata all’idea di rinascita e accompagnata da festeggiamenti che anticipavano il nostro Carnevale: travestimenti, feste in cui servitori e padroni scambiavano i ruoli all’insegna dello scherzo,  in quell’occasione si celebrava anche un curioso rito legato alla fertilità. Le donne romane, sfilando nelle strade, venivano colpite con fruste in pelle di capra dai luperci, giovani sacerdoti seminudi. Originariamente la frustata toccava il ventre, poi divenne usanza colpire solo il palmo della mano. Si trattava di un rito propiziatorio simbolico, che auspicava la fertilità: la capra era considerata un animale molto prolifico.

 

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Con il Cristianesimo tale rituale venne giudicato sconveniente e interrotto. Si pensa però che l’idea di celebrare la fertilità abbia originato la festa degli innamorati, in cui la componente più “animalesca” era stemperata dall’inno all’amore romantico. Qualcuno attribuisce a San Gelasio, Vescovo di Roma, l’introduzione della ricorrenza.

Sull’associazione con San Valentino i dati sono molto incerti: non si sa esattamente quando e come sia avvenuta.

Secondo una leggenda il santo donò un’importante somma di denaro a una ragazza povera, che con quella dote riuscì a sposarsi ed evitò di prostituirsi. Forse proprio questo episodio originò l’idea del “Patrono degli innamorati”. In generale, San Valentino viene descritto dalla letteratura religiosa come un difensore dell’amore, che aiutava i giovani fidanzati a coronare il sogno di sposarsi. Alcune fonti sostengono che il santo sia stato condannato a morte proprio per aver aiutato due innamorati: avrebbe unito in matrimonio un legionario romano, pagano e una cristiana.

Come abbiamo visto, però, il legame tra San Valentino e la ricorrenza è molto incerto. Alcuni storici ipotizzano che originariamente sia stata dedicata a due santi con lo stesso nome, Valentino.

Possiamo fare ipotesi più precise sulla nascita della celebrazione “pop”, con i tipici scambi di regali e bigliettini tra innamorati.

 

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Alla fine del ‘300 il poeta inglese Geoffrey Chaucer scrisse il poema “Il Parlamento degli uccelli”, in cui il protagonista entra in sogno in un universo parallelo dove alcune aquile e altri volatili discutono dell’amore. Gli uccelli, dopo varie discussioni, concordano sull’importanza della libertà nella scelta dei partner. Nel poema, il giorno di San Valentino viene citato come data in cui nascono nuovi amori.

Non si sa se i versi di Chaucer abbiano davvero consolidato l’associazione tra la ricorrenza e il romanticismo, ma l’ipotesi è affascinante. Sappiamo che nel ‘400 altri autori si ispirarono al poeta, scrivendo versi d’amore: un vero genere letterario, detto “San Valentino”.

Le prime tracce documentate di una festa simile a quella moderna risalgono però all’800, quando nacque la consuetudine di scambiare i tipici bigliettini a forma di cuore, i “Valentine”, nei Paesi anglosassoni. Emblematica è la figura di Esther Howland, imprenditrice americana che iniziò a produrli su scala industriale. Nel tempo, soprattutto dal XX secolo, gli innamorati iniziarono ad accompagnare i biglietti con regali, come fiori, dolci e gioielli.

 

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Concludiamo con alcune curiosità!

Una delle più antiche poesie di San Valentino giunte a noi venne scritta nel XV secolo dal Duca Carlo d’Orléans, allora prigioniero di guerra degli inglesi. Nella poesia compare la parola “Valentina” come sinonimo di “amata”: “Sono già malato d’amore, mia dolcissima Valentina” scriveva il nobile alla moglie lontana.

Il 14 febbraio 1400 in Francia nacque l’”Alto Tribunale dell’Amore”, un’istituzione che giudicava le controversie legate alla sfera sentimentale e al matrimonio: dal tradimento alla violenza. Si ispirava ai principi dell’amore cortese. Tra i requisiti che i giudici dovevano avere, un’approfondita conoscenza della poesia romantica.

Per i finlandesi il 14 febbraio è una doppia festa: oltre a San Valentino si celebra l’Ystavanpaiva, il “Giorno degli amici”.

Verona è una città simbolo degli innamorati, da quando Shakespeare vi ambientò il suo “Romeo e Giulietta”. Vi ha sede il Juliet Club, il Club di Giulietta che raccoglie le lettere inviate da tutto il mondo all’omonimo personaggio del dramma. Storie d’amore alle quali rispondono le volontarie chiamate “segretarie di Giulietta”, che hanno creato anche un archivio della posta.

 

 

 

 


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