5 parchi artistici italiani
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5 parchi artistici italiani

 

di  Virginia Torriani

 

 

Uniscono al capolavoro della natura il genio umano. I parchi artistici offrono esperienze straordinarie ai visitatori: passeggiate attraverso cui immergersi in splendidi contesti paesaggistici e circondarsi di statue, installazioni e opere d’arte, concepite da artisti visionari che preferiscono i grandi spazi aperti alle sale dei musei.

Ecco i 5 parchi artistici italiani assolutamente da non perdere.

 

  1. Sacro Bosco di Bomarzo (VT)

Alle falde del Monte Cimino si trova la Villa delle Meraviglie chiamata anche Sacro Bosco o Parco dei mostri: un labirinto “stregato”, popolato da gigantesche creature mostruose. Nato nel 1552, quando il principe Vicino Orsini decise di creare nella sua tenuta laziale un parco dal forte simbolismo dove le persone potessero prendersi una pausa dalla realtà, alla morte del principe il parco rimase per secoli abbandonato fino al recente restauro. L’opera progettata dall’architetto Pirro Ligorio è un vero e proprio unicum nel panorama italiano e mondiale: da una parte i raffinati giardini all’italiana, dall’altra, nel boschetto, decine di massi scolpiti con mostri, draghi, soggetti mitologici e animali esotici, ma anche fontane, obelischi e una casetta pendente. Pare che anche Goethe e Dalì avessero una passione per questo luogo.

 

 

  1. Giardino dei Tarocchi di Capalbio (GR)

A Pescia Fiorentina, frazione di Capalbio, l’artista franco-statunitense Niki de Saint Phalle ha realizzato un intero giardino popolato di statue ispirate alle figure degli arcani maggiori dei tarocchi. Si tratta di 22 figure in acciaio e cemento ricoperte di vetri, specchi e ceramiche decorate che animano questo parco immerso nella Maremma toscana. Un’opera realizzata in 17 lunghi anni – era il 1979 quando  Niki de Saint Phalle si trasferì nella Maremma Toscana su un terreno che le venne regalato da Marella Agnelli. Oggi, entrare in questo parco significa venire trasportati in un universo fantastico dove l’immaginazione è libera di vagare e ispirarsi. Il padiglione di ingresso, uno spesso muro di recinzione con una sola apertura, è stato disegnato da Mario Botta. Il giardino ha aperto al pubblico nel 1998 nonostante alcune opere siano incompiute e una figura sia lasciata a metà. La Saint Phalle infatti, scomparsa nel 2002, non potè completare il suo lavoro a causa di una malattia, ma chiese che non venisse concluso nulla che non potesse fare lei stessa.

 

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  1. Arte Sella a Borgo Valsugana (TN)

Arte Sella nasce nel 1986 con la volontà di coniugare arte contemporanea e natura: tutti gli artisti che donano al parco le proprie opere accettano che sia la natura a completare il lavoro. Negli anni il progetto, che inizialmente occupava solo il giardino di Villa Strobele, si è diffuso andando a creare altri due percorsi espositivi: ArteNatura (o sentiero Montura), un sentiero forestale che si snoda nel bosco sul versante meridionale del monte Armentera, e l’area di Malga Costa, luogo espositivo dedicato anche a incontri, eventi e concerti. Dal 2001 il simbolo di Arte Sella è la Cattedrale Vegetale di Giuliano Mauri, che dopo quasi vent’anni è completa grazie all’intervento della natura. Nei tre percorsi si possono ammirare una miriade di opere, tra cui quelle di Nils-Udo, Arne Quinze, John Grade, Michelangelo Pistoletto, Henrique Oliveira, Atsushi Kitagawara, Kengo Kuma, Michele De Lucchi, Tobia Scarpa, Pinuccio Sciola, Eduardo Souto de Moura, Ettore Sottsass.

 

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  1. Art Park, Verzegnis (UD)

A fine Ottocento la famiglia Marzona emigrò in Germania in cerca di lavoro ma mantenne sempre una casa in Carnia, zona alpina a nord di Udine. Negli anni ’60, il signor Egidio, esponente della terza generazione della famiglia, iniziò a collezionare opere di Arte Povera e della Minimal e Conceptual Art, fino a formare quella che oggi è la più grande collezione al mondo di questo genere. Nel 1989 decise di chiedere a Bruce Nauman di realizzare un’opera di land art davanti alla sua proprietà in Friuli Venezia Giulia e, da quel primo lavoro, il prato della sua casa divenne terreno di sperimentazione per grandiosi esponenti di questa corrente. Tra gli artisti esposti in giardino: Sol Lewitt, Carl Andre, Lawrence Weiner, Dan Graham, Bernd Lohaus, Richard Long, Richard Nonas, Robert Barry, Robert Grosvernor, Peter Kogler, Vincent Pèraro, Ulrich Rückriem.

 

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  1. Rossini Art Site, Briosco (MB)

A metà strada tra Milano e Lecco, sulla statale 36, c’è un posto perfetto per una sosta pic-nic all’ombra di sculture monumentali. I dieci ettari di parco ospitano la collezione privata di Alberto Rossini, che ha raccolto qui una quarantina di opere di grandi dimensioni del secondo Novecento, firmate da altrettanti artisti – come Pietro Consagra, Bruno Munari, Giò Pomodoro, Fausto Melotti, c, Grazia Varisco. Il padiglione di ingresso al parco poi è stato progettato da James Wines (studio SITE, New York), un edificio organico in cui le colonne a T e le superfici in vetro dialogano con lo spazio circostante immerso nella campagna. Un altro intervento architettonico, nella parte alta del parco, è la Casa della Pace di Massimiliano Fuksas (Biennale di Venezia, 2000), riproduzione in scala ridotta della Peres Peace House poi realizzata a Tel Aviv.

 

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