Alla scoperta del Cilento, tra bellezze naturali e cultura
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Il Cilento

 

di Virginia Torriani

 

 

Il Cilento, quel tratto di costa che si estende da Salerno al confine con la Basilicata, è una terra nella Regione della Campania particolarmente ricca e rigogliosa, caratterizzata da dolci colline ricoperte di ulivi, monti fitti di boschi di castagni e lecci e poi spiagge, baie e calette che si specchiano nel mare blu del Tirreno. Tante bellezze naturali, ma anche cultura: il territorio nei secoli è stato un crocevia di popoli e tradizioni, di cui ancora oggi è possibile ammirare resti e opere.

 

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Compreso interamente nella provincia di Salerno, il Cilento vanta svariati luoghi di interesse, senza considerare il fatto che gran parte della zona fa parte del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano, patrimonio UNESCO assieme ai siti archeologici di Paestum e Velia e alla Certosa di Padula.

Il Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano, si estende dalla costa tirrenica fino ai piedi dell‘appennino campano-lucano e comprende le cime degli Alburni, del Cervati e del Gelbison, oltre ai contrafforti costieri del Monte Bulgheria e del Monte Stella. Secondo parco italiano per dimensioni, custodisce circa 1800 specie diverse di piante autoctone spontanee, ma anche la fauna è estremamente ampia e diversificata grazie alla notevole eterogeneità del territorio e alla varietà di habitat tra aree costiere e montane, fiumi, rupi e foreste. Sulle vette e sulle rupi montane è facile avvistare lupi, aquile reali, nonché le loro prede d’elezione: la coturnice e la lepre appenninica.

 

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Doveroso fare tappa alle Grotte di Pertosa-Aulettaunico, unico sito speleologico in Europa dove è possibile navigare su un fiume sotterraneo, il Negro, addentrandosi verso il cuore della montagna immersi in un silenzio magico. Le grotte si estendono per circa tremila metri nel massiccio dei Monti Alburni e il percorso consente di apprezzare stalattiti e stalagmiti di forme, colori e dimensioni diverse, per arrivare alla cascata sotterranea e alla Sala del Paradiso e continuare sul ramo settentrionale, scoprendo la maestosità della Grande Sala, le particolarità della Sala delle Spugne e il fascino del Braccio delle Meraviglie.

 

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Sulla costa sono molte le località imperdibili. Una visita non può non includere il borgo di Acciaroli, rinomato fra l’altro per i numerosi soggiorni di Ernest Hemingway, e Capo Palinuro, che offre mare cristallino, spiagge ampie e sabbiose alternate a grotte e tratti rocciosi accessibili solo via mare. Meritano anche Marina di Camerota, incastonata tra promontori a strapiombo sul mare, e Porto Infreschi, caratterizzato da un approdo naturale protetto da bancate rocciose, nelle cui acque è possibile vedere spesso i delfini, attirati dalla straordinaria abbondanza di pesce. Ad Ascea invece arrivano le tartarughe marine Caretta Caretta, che scelgono questa baia dalle acque limpide per deporre le loro uova.

 

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La regione è ricca anche di storia e cultura: Paestum, i resti delle colonie greche di Elea/Velia e la splendida Certosa di Padula.

Paestum è uno dei più importanti complessi monumentali della Magna Grecia. Chiamato dai fondatori Poseidonia in onore di Poseidone, l’attrattiva principale del sito è la Valle dei Templi, dove è possibile ammirare tre templi di ordine dorico in ottime condizioni: il Tempio di Nettuno (530 a.C.), il Tempio di Athena (500 a.C.), noto anche come Tempio di Cerere e la Basilica (540 a.c.), che è in realtà un tempio dedicato ad Hera. Imperdibile anche una visita all’interno del museo che, oltre a manufatti e reperti archeologici, racchiude tesori iconici come il famoso tuffatore di Paestum, ritratto anche nelle piscine del Foro Italico di Roma.

 

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La città di Velia è un antico centro della Magna Grecia fondato al 540 a.C. da coloni focei: al tempo dei Greci per la verità la città era denominata Elea, in seguito venne ribattezzata Velia dai romani. La città, già colonia di Marsiglia, rimase tenace custode dell’ellenismo, continuando a usare la lingua greca anche nell’età imperiale e fu sede della scuola eleatica, una scuola filosofica che vantava fra i suoi esponenti Parmenide e Zenone. Dell’antico splendore resta oggi ancora visibile l’area portuale, i resti delle porte della città (Porta Rosa e Porta Marina), l’agorà, un edificio termale, e il santuario di Poseidon Asphaleios.

 

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La Certosa di San Lorenzo di Padula è la più grande certosa in Italia. Fondata nel 1306, la certosa vanta il più grande chiostro del mondo (circa 12.000 m²), contornato da 84 colonne. La parte principale del monastero è in stile barocco, ospita circa 350 stanze e occupa una superficie di 51.500. La nascita di Padula risale al IX-X secolo quando, cessate le incursioni saracene, la popolazione che si era rifugiata nelle alture preferì insediarsi sulla collina, in prossimità della via consolare, dove ancora sorge il centro abitato. Alla fondazione del sito della Certosa contribuirono i monaci Basiliani: il chiostro, costruito a partire dal 1583, si sviluppa su due livelli: in basso, il portico con le celle dei padri; in alto, la galleria finestrata utilizzata per la passeggiata settimanale. Durante questa “uscita” la clausura veniva interrotta e i padri potevano comunicare e pregare insieme. Nel 1998 la certosa è stata dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità e nel 2002 è stata inserita dalla Regione Campania nel novero dei Grandi Attrattori Culturali. Oggi nella Certosa ha sede anche il Museo archeologico provinciale della Lucania occidentale, che raccoglie una collezione di reperti provenienti dagli scavi delle necropoli di Sala Consilina e Padula.

 

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