I fossili: quando il passato remoto arriva a noi
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I fossili: quando il passato remoto arriva a noi

 

di  Ugo Cirilli

 

Sembrano fantasmi che hanno viaggiato nel tempo, eppure sono concreti, solidi. Integrati nella roccia che li avvolge. A volte hanno quasi l’aspetto di opere d’arte scolpite dalla mano di un artista eccentrico. I fossili sono antiche testimonianze di vita lontana, resti di animali o piante andati incontro a un processo raro.

Grazie a loro abbiamo un’idea di come apparissero esseri viventi che altrimenti potremmo solo immaginare. Talvolta i fossili arrivano dalla preistoria. Ma com’è avvenuto il processo che li ha generati?

Un animale senza vita o una pianta sono stati ricoperti da materiali come il fango o la sabbia, prima che iniziasse la decomposizione. Questo poteva avvenire ad esempio a causa di una frana o un’inondazione. I resti sprofondavano così nel suolo, venendo sottratti sia all’azione degli agenti atmosferici che agli animali in cerca di cibo. Entravano a far parte della litosfera, lo strato più esterno del Pianeta, dove avveniva un fenomeno particolare. Mentre le parti molli potevano scomparire gradualmente, rimanevano quelle più solide come le ossa. All’interno di queste penetravano elementi minerali del terreno. Avveniva così una sorta di “pietrificazione” apparente, l’origine del fossile. Il processo poteva durare millenni, preservando i resti dall’usura del tempo.
Anche il carbon fossile di origini naturali deriva dalla fossilizzazione di resti vegetali. Un particolare caso è quello dell’ambra, una resina fossilizzata in cui sono rimasti intrappolati piccoli insetti, perfettamente conservati.

 

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Tra i fossili giunti a noi alcuni sono davvero sorprendenti. Ne sono un esempio lo scheletro di Tyrannosaurus Rex conservato al Field Museum of Natural History di Chicago, lungo 12,3 m e alto più di 4 m e il mammut femmina rinvenuto a Novosibirsk, in Siberia. Ottimamente conservato, nonostante sia morto 39.000 anni fa, ha ancora parte della pelliccia e gli scienziati hanno potuto perfino prelevarne il DNA.

I fossili di piante a volte sono davvero pittoreschi: sembra di osservare raffinate decorazioni floreali, dipinte o incise nella roccia con perizia. Un caso particolare è quello delle foreste pietrificate, con i resti di tronchi che sembrano blocchi di pietra di antiche rovine. Una molto famosa è in Arizona, un’altra a Martis, in Sardegna. Pare che quest’ultima sia stata originata da un’eruzione vulcanica.

 

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Dal passato non sono giunti a noi solo animali e piante, ma anche resti dei nostri antenati. Uno di questi è Lucy, lo scheletro di australopiteco femmina rinvenuto nel 1974 in Etiopia e chiamato così in onore di “Lucy in the sky with diamonds”, la canzone dei Beatles che i ricercatori ascoltavano. Le ossa hanno permesso di immaginarne l’aspetto, dalla piccola statura (circa 1,07 metri) alla postura bipede, fornendo informazioni utili per comprendere lo stile di vita di quegli ominidi.

Concludiamo la nostra panoramica sui fossili con un caso particolare: quello dei fossili… viventi.
Con quest’espressione gli scienziati definiscono alcuni animali che, sorprendentemente, sembrano avere lo stesso aspetto dei loro antenati preistorici. La struttura fisica assomiglia infatti a quella di antichi fossili. Un esempio è il celacanto, un pesce dell’Oceano Indiano e dell’Indonesia dalle dimensioni notevoli (può arrivare a 2 m per 80 kg di peso). Altrettanto sorprendente è il limulo, un artropode marino americano: viene chiamato anche “granchio a ferro di cavallo”, pur non essendo un granchio, per la forma. Assomiglia a una mezzaluna corazzata con due occhi e una coda sottile. Animali molto simili vivevano già oltre 200 milioni di anni fa, anche se la specie attuale probabilmente esiste “solo” da 20 milioni di anni. Anche il nautilus, un mollusco dalla bellissima conchiglia striata a spirale, sembra essere apparso sul pianeta più di 500 milioni di anni fa.

 

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Infine, un esempio vegetale: il ginkgo biloba, un albero dalle eleganti foglie a ventaglio originario della Cina. Molto diffuso anche in Italia in parchi e giardini, nacque ben 250 milioni di anni fa.

 

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I fossili viventi si sono rivelati una sorpresa per la scienza, che riteneva certe specie estinte. Rappresentano un incredibile legame con un passato lontanissimo, testimonianza del grande potere di adattamento della natura.

 

 

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